Tempio di Sant Emidio Ascoli Piceno



 

Il Tempio di Sant Emidio alle Grotte e la Cripta

due luoghi importanti

per la città di Ascoli Piceno

 

 

la facciata del Tempio di Sant Emidio alle Grotte Ascoli Piceno

la facciata del Tempio di Sant Emidio alle Grotte Ascoli Piceno

 

 

Sant’Emidio protettore della città di Ascoli Piceno è venerato e adorato sin dall’antichità, a lui viene attribuito il miracolo della salvezza di Ascoli durante il grande terremoto, che sconvolse l’Aquila nel 1703, dove vi fu molta paura ma la città rimase illesa e con nessun morto, mentre tutt’attorno era devastazione.

A lui vengono accreditati molti miracoli, quasi tutti atti a convertire e battezzare i pagani, uno dei tanti è quello della guarigione e conversione di tutta la famiglia, condizione indispensabile per la guarigione della figlia paralitica di Graziano, che lo ospitava a Roma.

Un’altro miracolo sempre a Roma, è quello del Santo portato nell’Isola Tiberina, dove sorgeva un tempio di Esculapio,e secondo la tradizione Emidio guarì più di mille malati, distrusse l’altare pagano e convertì quasi tutti i presenti compresi i sacerdoti pagani.

Ma i due più significativi sono, il primo quando si trovava ad Ascoli, nelle vicinanze di Porta Solestà, una moltitudine di fedeli era accorsa, molti dei quali volevano essere battezzati e a evitare che tanta gente dovesse recarsi fino alle sponde del fiume Tronto, il santo chiese un nuovo miracolo a Dio, avvicinatosi a un sasso, si inginocchiò e pregò, da quel sasso uscì un fiotto d’acqua con la quale furono battezzate migliaia di persone.

fonte di S. Emidio, Lavatoio Pubblico di Ascoli Piceno

Si tratta dell’antichissima fonte di S. Emidio, Lavatoio Pubblico di Ascoli Piceno, trasformata nei secoli e che oggi si presenta come un’elegante lavatoio cinquecentesco a cinque arcate, con resti di strutture risalenti al XII secolo.

Il secondo avvenne dopo la sua decapitazione, quando tra la sorpresa generale, invece di crollare al suolo, raccolse la propria testa e si incamminò poco distante da Porta Solestà, fino al monte dove si trovavano le grotte utilizzate dai cristiani come necropoli, qui una volta sdraiatosi per terra, la terra si aprì consentendo al Santo di seppellirsi da solo.

 

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Il Tempio di Sant Emidio alle Grotte

 

 

Denominato “alle Grotte” perché l’ambiente interno è costituito da grotta naturale , proprio quella dove il Santo si andò a seppellire, il Tempio di Sant Emidio, assieme alla Cripta, è considerato uno dei monumenti più importanti della città.

Successivamente il corpo del Santo fu portato, dopo aver riposato  per oltre 4 secoli all’interno della grotta, alla cattedrale di Ascoli dove ora riposano nel sacro sacello della cripta di Sant’Emidio e la grotta trasformata in oratorio, con all’interno un altare e varie suppellettili.



La storia del Tempio di Sant Emidio

 

 

Costruito nei primi anni venti del 1700, fu il Vescovo ascolano Giovanni Gambi ad ordinarne la progettazione.

Gli ascolani, molto devoti al Santo, onorarono la sua memoria con questo ex voto per ringraziare sant’Emidio, di aver preservato la città dai violenti sismi aquilani del 1703, verificatisi tra i mesi di gennaio e marzo dello stesso anno,i vari terremoti  sebbene provarono duramente la cittadinanza, non produssero perdite di vite umane e danni gravi agli edifici.

Si propose, quindi di onorare la memoria del santo, con un gesto collettivo di gratitudine e riconoscenza e restituire al culto emidiano, le tre grotte esistenti alle pendici del monte di campo Parignano.

In poco tempo si riunì la somma di 4000 scudi, ed oltre questi furono donati oggetti preziosi come collane ed anelli in oro.

Oltre la facciata addossata alla parete della roccia esterna, si realizzò anche la sistemazione delle tre grotte ed in particolare di quella centrale.

Interno del Tempio di Sant Emidio alle Grotte

Furono aggiunti al suo interno, i pilastri che suddividono, lo spazio in tre piccole navate con volte a crociera in laterizi e alle spalle dell’altare vi è collocata la statua in travertino di Sant’Emidio.

Nell’anno 2000, il Tempio di Sant Emidio viene inserito nell’elenco dei “Luoghi dello Spirito” per “Le vie del giubileo nella Regione Marche”, dopo essere stato aggiunto nell’elenco degli edifici storici ed artistici della città di Ascoli meritevoli di tutela.

Per poter visitare il Tempio di Sant Emidio alle Grotte bisogna mettersi in contatto con l’associazione Sant’Emidio nel Mondo che cura le aperture tramite telefono o e-mail ed anche tramite il Centro Informazioni Turistiche e culturali di Ascoli Piceno dal lunedì al venerdì e dalle 9.00 alle 18.30 Tel. 0736 298204/298334, fax 0736 298204, e-mail turismo@comune.ascolipiceno.it.

Si consiglia di fissare una visita su appuntamento con ragionevole anticipo prima di raggiungere il santuario.

 


 

La Cripta di Sant Emidio

 

 

La Cripta di Sant Emidio si apre alla fine della navata centrale del Duomo di Ascoli Piceno, scendendo le scale ai lati dell’Altare Maggiore, ci si trova in un ambiente quadrangolare, appena rischiarato da delicate luci che si intravedono tra il ricco colonnato.

Fu costruita nella metà dell’XI secolo per ospitare le reliquie di Sant Emidio patrono della città, fu però modificata nel 1704, l’originale cripta, nata semicircolare, e resa quadrangolare, rialzato il soffitto, di circa 60 centimetri, per includere 28 colonne di marmo rosso di Verona ed il gruppo marmoreo che ricorda il battesimo di Polisia.

Interno della Cripta di Sant Emidio con il colonnato e sullo sfondo il sarcofago e il gruppo marmoreo

L’interno è suddiviso in sette piccole navate articolate complessivamente da 63 colonne, di cui alcune di travertino e altre di marmo, i resti di Sant Emidio, vescovo e martire, insieme a quelli dei suoi compagni, sono custoditi all’interno di un sarcofago di epoca romana, che ne diventa anche l’altare con iscrizione sul bordo frontale superiore, “cum sociis aliis Emindius hic requiescit”, qui riposa Emidio con i suoi compagni.



Il gruppo marmoreo di Sant Emidio e Santa Polisia

 

Il gruppo marmoreo posto nella Cripta di Sant Emidio, è la rappresentazione più significativa della storia-leggenda dei due Santi.

Si narra di Polisia, giovane figlia del proconsole di Ascoli Piceno, Polimio che nel riconoscere nel Vescovo ascolano Emidio, la reincarnazione del dio Esculapio, gli chiese in cambio del matrimonio con la giovane, di dedicare sacrifici agli dei.

Il gruppo marmoreo di Sant’Emidio e Santa Polisia

Sant’Emidio, invece, riuscì a convertire la giovane Polisia al Cristianesimo e la battezzò nelle acque del fiume Tronto, venuto a sapere tutto ciò, Polimio ordinò l’arresto della figlia e la decapitazione del santo.

La giovane per sottrarsi alla cattura scappò e si rifugia tra i boschi del monte Nero, oggi Monte dell’Ascensione,a nord della città.

Raggiunta dai pretoriani santa Polisia sparì in una voragine, da qui la nascita sul monte del paese di Polesio, nei pressi del romitorio, vicino alla zona del crepaccio.

Appoggiando l’orecchio a questo gruppo marmoreo, si senta ancora il rumore del tessere sul telaio, di santa Polisia.

 



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