Pietra di Bismantova il mistero a Castelnovo ne Monti



 

 

Castelnovo ne Monti e la Pietra di Bismantova

la storia, i misteri

ma soprattutto escursionismo e pic-nic

 

Il ferro da stiro, ovvero la Pietra di Bismantova a Castelnovo ne Monti

Il ferro da stiro, ovvero la Pietra di Bismantova a Castelnovo ne Monti

 

A Castelnovo ne Monti, Reggio Emilia, si trova quella che confidenzialmente gli emiliani chiamano il “ferro da stiro”, ovvero la Pietra di Bismantova, la chiamano così per la sua forma particolare, che tanto assomiglia ad un ferro da stiro capovolto.

Montagna caratteristica dell’Appennino reggiano, ha un’altitudine di 1047 metri situata nel comune di Castelnovo ne Monti, Reggio Emilia, con pareti scoscese adatte all’alpinismo.

 



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Un pochino di storia

 

 

Il suo nome si pensa che abbia origine dal ruolo di montagna sacra avuto nell’antichità, gli etruschi la chiamavano “man”, pietra scolpita e “tae”, altare sacrificale, mentre in celtico, vi è sempre un richiamo alla zona sacra e quindi “davis”, vischio, “men”, luna e “tua”, in riferimento all’usanza di raccogliere, tra i querceti della zona, il vischio di notte.

In epoca Bizantina, sulla montagna, edificarono una struttura difensiva militare, nota come Kastròn Bismanto o Castrum Bismantum, mentre è documentato per la prima volta nei primi del 1600, la Petra de Bismanto è nominata, sempre per la prima volta, nella Divina Commedia di Dante Alighieri.

La zona intorno alla Pietra di Bismantova, come Campo Pianelli ai piedi della Pietra, erano presenti alcuni insediamenti di abitato fin dall’età del rame e sono state rinvenute circa 50 tombe crematoriali.

In seguito Etruschi, Liguri e Romani vi si insediarono, questi ultimi a difesa di incursioni costruirono un castello, posto a tenere sotto controllo la strada tra Parma e Lucca, il maniero passò poi ai Longobardi.

Ai piedi della Pietra nel 1600, circa, fu edificato un eremo benedettino con annessa chiesa, un ampliamento della già presente chiesetta dedicata al Santissimo Salvatore, alla quale vennero costruiti un convento e una torre campanaria.
 

 


 

 

La montagna indiavolata

 

 

Si eleva vicino alla cittadina di Castelnovo ne Monti, nel cuore dell’Appennino Reggiano, la Pietra di Bismantova è una grande e spettacolare rupe calcarea di ben 19 milioni di anni fa.

Molte storie e leggende si concentrano attorno alla Pietra, si mormora che persino Dante Alighieri passò da questi luoghi e che si sia ispirato nella rappresentazione della stessa sagoma del Monte del Purgatorio, nella Divina Commedia.

Una leggenda in particolare si narra nei momenti più tristi, visto che purtroppo la Pietra è legata ad un lato oscuro, che vede un numero abbastanza alto di persone che si gettano dai suoi precipizi, sarebbe indiavolata, abitata dal diavolo in persona e questo, avrebbe lasciato le proprie impronte sulla roccia.

la scalinata al termine del Percorso Natura della Pietra di Bismantova a Castelnovo ne Monti

Stando alla leggenda, nel XVII secolo due padri gesuiti raccolsero la confessione, da due streghe e un confratello spretato, che sulla cima della Pietra, si celebravano riti di magia nera durante i quali veniva evocato il demonio e fosse solito apparire ai suoi adoratori, proprio in quel luogo durante il Sabba Infernale.

I due frati, per far terminare l’adorazione e scacciare il maligno, inviarono un cavaliere ma la sera stessa mentre i fratelli erano a cena, videro squarciarsi il soffitto del refettorio e cadere sulla tavola, il corpo martoriato del povero cavaliere.

Uno dei due frati, di nome Spiridione, decise quindi di combattere il demonio con degli esorcismi e che, fino alla sua morte, abbia inutilmente cercato di scacciare dalla Pietra il diavolo senza però riuscirci.

 



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Un’escursione da Castelnovo ne Monti alla Pietra

 

 

Per chi è amante delle escursioni in famiglia, non troppo impegnative, il CAI segnala il Sentiero Natura della Pietra di Bismantova, durata circa 5 ore e si effettua un percorso ad anello.

Lasciata l’automobile a Castelnovo ne Monti, si procede per la Strada Provinciale 108 fino al cimitero, da qui si imbocca la Strada Provinciale 26 che porta a Piazza Dante, sotto la Pietra.

Da Piazza Dante, dove c’è un parcheggio e quindi volendo si può partire da qui, si imbocca un sentiero che conduce alla foresteria dell’Eremo di Bismantova, poi per una mulattiera serpeggiante tra boschi e terreni coltivati a ridosso della parete della Pietra di Bismantova.

La Pietra di Bismantova vista della grande prateria sulla sommità

Itinerario molto suggestivo, sembra di percorrere un sentiero magico e ci si aspetta di veder saltare fuori da dietro i molteplici massi, coperti da vegetazione e caduti nel corso dei secoli, le più svariate creature che abitano i boschi.

Seguendo la segnaletica bianco-rossa del sentiero, si sfocia in una radura, mantenendosi a destra ci si avvicina al margine di una vasta “frana rocciosa” che, dall’angolo nord-occidentale della Pietra, scende a Casale.

Seguendo il sentiero, che svolta a sinistra, dopo un breve tratto si giunge su un pianoro dove è situata l’antica necropoli di Campo Pianelli, si inizia a salire all’interno del bosco e seguendo una strada sterrata, si sale fino a raggiungere un’altro pianoro con un caseggiato rurale in pietra, oltrepassato il quale ci si trova di fronte ad un bivio, prendendo a sinistra si sale in direzione della sommità del monte.

Lungo il percorso si possono vedere segni di adattamenti difensivi, con tutta probabilità era l’antico accesso vigilato che conduceva alla rocca in cima alla Pietra, il piano di calpestio è stato artificialmente sagomato in modo da realizzare un passaggio obbligato, si prosegue e finalmente si raggiunge l’estesa prateria che caratterizza la sommità della Pietra di Bismantova delimitata da orlature arboree.

Mantenendosi in corrispondenza delle radure prative, girandoci verso sud ci si avvicina il ciglio della grande parete orientale della “Pietra“, lo si costeggia verso sud sino ad incontrare il limite della recinzione che protegge il sottostante piazzale dell’Eremo.

L’itinerario escursionistico prosegue abbandonando il ciglio orientale della Pietra, piegando successivamente verso ovest e poi dirigendosi a nord, sino a raggiungere il punto di arrivo del sentiero principale proveniente dal Piazza Dante.

Si imbocca quest’ultimo scendendo dapprima rapidamente proseguendo poi in falsopiano all’interno del bosco sino a raggiungere la base dell’alta parete meridionale della “Pietra”, dove si trovano numerose vie di risalita alpinistica.

Da qui si raggiunge il sagrato della chiesa dell’Eremo di Bismantova, imboccata la strada asfaltata e percorsa la scalinata in pietra che scende al parcheggio, si giunge al vicino piazzale Dante.
 


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Un commento

  1. La Pietra è davvero suggestiva. Sono di parte perchè sono originaria dei dintorni, ma fa parte di un pezzo di Emilia sconosciuta che varrebbe la pena di visitare.

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