Canale Monterano e a pochi chilometri Monterano Antica

 


 

 

Canale Monterano

comune abitato e a pochi chilometri

la città fantasma di Monterano Antica

 

 

Monterano nel territorio di Casale Monterano una città fantasma

Monterano nel territorio di Casale Monterano una città fantasma

 

 

Canale Monterano comune della vicina Roma Capitale, sviluppatasi dopo il ‘700, quando l’attuale Monterano Antica o Vecchia, prima solo Monterano, viene saccheggiata e incendiata dalle milizie francesi, alla fine del 1700.

Canale Monterano è a poco più di 11 chilometri da Bracciano e dal magnifico lago omonimo, sorge sui rilievi dei Monti Sabatini e nel suo territorio si trova la Riserva Naturale di Monterano.

 


 

La Riserva Naturale di Monterano

 

 

La Riserva Naturale di Monterano la cui gestione è affidata al comune di Canale Monterano, conserva un vario patrimonio archeologico, naturale, al suo interno si trovano resti sepolcrali etruschi, le rovine dell’antico abitato di Monterano, il convento e chiesa di San Bonaventura oltre alla Solfatara di Monterano.

Monterano Antica da sempre ritenuta importante per la sua Solfatara, in questa zona piccoli getti, in polle di acqua mineralizzata a bassa temperatura, causata da soprattutto da emissioni di anidride carbonica e intorno si può notare un intenso sfruttamento minerario.

Una delle polle d’acqua mineralizzata con fuoriuscita di anidride carbonica alla solfatara nel territorio di Canale Monterano

Fin dall’epoca etrusca, questa zona era soggetta ad intenso lavoro minerario, tutto documentato da ben tre ingressi a miniere, che venivano utilizzate per l’estrazione dello zolfo.

Molte gallerie, sia nel 1940 che nel 1950, furono scavate per sondaggi nella ricerca del manganese, prima e per l’uranio e torio, in seguito, tutte gallerie che vennero abbandonate alla fine degli anni ‘60.

Oggi la Riserva Naturale di Canale Monterano è meta di migliaia di visitatori sia italiani che non, la sua estensione fu portata nel ‘93 a circa 1000 ettari e vi si possono trovare una grande varietà di ambienti ed una abbondante biodiversità.

Boschi collinari, gole vulcaniche con vegetazione tipica e felci rare, prati a pascolo con la loro tipica flora e fauna e un corso d’acqua che l’attraversa, il Fiume Mignone, inserito nei Siti di Interesse Comunitario che costituiscono patrimonio dell’intera Unione Europea nell’ambito della Rete Natura 2000, inoltre è meta di escursionisti che qui trovano sentieri naturalistici, di cui tre segnalati con colori diversi, scaricabili in pdf cliccando qui.

 


 

L’Antica Monterano nel territorio di Canale Monterano

 

 

All’interno della riserva si trova anche Monterano Antica o quello che purtroppo ne resta, una città fantasma che grazie a qualche intervento di recupero, non è tutta ruderi.

Si erge sulla spianata di un’altura tufacea ed è bagnata dal fiume Mignone e dal fosso del torrente Bicione, alla base della collina vi sono le solfatare, poco oltre la cascata della Diosilla.

Il territorio circostante è segnato da sorgenti di acqua termale, tra cui le terme di Stigliano, fornita attrezzature per ricevere il turismo.

Ingresso di una delle gallerie minerarie alla solfatara di Canale Monterano

In mezzo ad una fitta vegetazione spiccano monumenti di epoca medievale, come il Palazzo Baronale e di epoca rinascimentale, la Chiesa e il Convento di San Bonaventura, costruiti su progetto di Lorenzo Bernini.

Insieme alle costruzioni medievali, troviamo anche epoche diverse, costruzioni etrusche come i sepolcreti situati alla base del colle e trasformati successivamente in cantine, a fianco manufatti di epoca romana, come l’acquedotto.
Su Piazza San Bonaventura, di fronte l’omonima chiesa, fa mostra di sé una bellissima copia della fontana a base ottagonale, l’originale fu salvata quando furono effettuati i primi restauri, oggi è collocata in Piazza del Campo a Canale Monterano.

Il Palazzo Baronale con la statua del Leone del Bernini e la chiesa di San Basso

Il Palazzo Baronale,ha frontalmente la Statua del Leone, posta sopra una fontana, nell’atto di muovere con una zampa la roccia per farne uscire della purissima acqua, che andava a finire proprio nella vasca della fontana.

Anche quest’opera fa parte dei numerosi lasciti del Bernini, di cui Monterano Antica era piena, l’originale della Statua del Leone, per salvaguardarla, è custodita nell’atrio del palazzo comunale di Canale Monterano.

Diversi altri ruderi sono interessanti tra cui la chiesa di San Rocco, costruita ad unica navata e dove sono ancora visibili l’abside e l’altare, Porta Gradella una delle tre entrate a Monterano, alcuni bastioni a nord dell’abitato, i resti dell’ingresso di una cantina e alcune case nei dintorni del Palazzo Baronale.

La fontana ottagonale con dietro la chiesa e il Monastero di San Bonaventura

La storia di Monterano inizia nella lontana epoca etrusca e di quel periodo non rimane più traccia, se non le varie tombe alle pendici della collina e del tracciato scavato nel tufo, che veniva utilizzato per scendere a valle.

Passò poi sotto la dominazione romana, che ne ampliarono la rete viaria e costruirono l’acquedotto e infine arrivarono i Longobardi a impoverire la zona e la popolazione  del territorio.

Decisero di conseguenza di rifugiarsi a Monterano ampliando così il centro abitato, munendolo di nuova viabilità e mura di difesa.

Divenne sede episcopale e acquistò prestigio e notorietà fino agli inizi dell’anno 1000, quando lentamente declinò ad una inesorabile decadenza che terminò nel XIV secolo con una sostanziale ripresa economica.

L’interno della chiesa di San Rocco con l’abside e l’altare

Nel 1500 gli Orsini, già proprietari del castello di Bracciano , acquistarono il feudo, investirono in colture più tradizionali e redditizie come il rinomato “vino di Monterano”.

Furono però gli Altieri a rendere Monterano più splendente e prestigiosa, grazie alle opere dell’architetto Gian Lorenzo Bernini, commissionate da Papa Clemente X, Emilio Bonaventura Altieri.

A seguito della morte del papa ed a altri eventi seguenti come, la malaria che colpì il borgo nel 1770 e il saccheggio da parte delle truppe francesi pose fine alla lunga e tormentata storia di Monterano con lo spopolamento definitivo a favore di Canale Monterano.

 


 

Monterano Antica grande set cinematografico

 

 

Le affascinanti e suggestive rovine del borgo sono state scelte da numerosi registi per girare numerosi film famosi, facendolo diventare un grande set cinematografico.

Capolavori quali “Ben Hur” con Charlton Heston o film italiani quali “Brancaleone alle Crociate” con Vittorio Gassman e “Il Marchese Del Grillo” con Alberto Sordi hanno preso vita in questo sito, ma anche “Guardie e ladri”, “La freccia nera”, “Joe Petrosino”, la recente serie “Le tre rose di Eva” e tanti altri ancora.

Nel territorio di Canale Monterano si trovano altri luoghi di interesse tutti da scoprire, la Foresta Demaniale di Manziana, con una famosa Caldara, solfatara, il Castello di Bracciano e le Terme Apollinari di Vicarello, il nobile Palazzo Altieri e, verso la Costa Tirrenica, Cerveteri con la sua grande Necropoli ed il Museo Archeologico, proseguendo da Canale Monterano sulla Provinciale della Tolfa ci si inoltra in una zona paesaggisticamente molto pittoresca con i centri di Tolfa e Allumiere, bel museo mineralogico e vecchie miniere.

 

 

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