Caccamo Sicilia visitiamola

 


 

 

Caccamo Sicilia

un Borgo Medievale

che è un gioiello di arte e storia

 

Caccamo Sicilia il Castello e l'antico borgo che scende a cascata

Caccamo Sicilia il Castello e l’antico borgo che scende a cascata

 

Caccamo Sicilia, si trova a circa 10 km dal mare del golfo di Termini Imerese, abbracciato al versante dello sperone roccioso del  San Calogero, che domina la vallata del fiume San Leonardo, nelle vicinanze della diga che forma il Lago Rosamarina.

Sulla cima del colle, il Castello di Caccamo Sicilia, otto secoli di storia che segnano il tempo e gli avvenimenti del territorio, sotto come una cascata, l’antico borgo medievale che mantiene la “intensità storica” dell’impianto urbano medievale ,ottimamente custodito e carico di opere e monumenti artistici.

 

 

Caccamo Sicilia visita al borgo antico

 

 

Partendo dal fondo, o dall’inizio di via Cartagine ci troviamo in Piazza Duomo e qui la Parrocchia di San Giorgio Martire, chiamata “Matrice” è il luogo di culto più grande di Caccamo, dedicata al santo guerriero, dai Normanni dopo la vittoria sui Saraceni e edificata nei primi anni del 1000, con una piccola cappella.

Nel corso dei secoli fu ampliata a partire dalla famosa e potente famiglia dei Chiaramonte, poi in epoca aragonese la costruzione viene ingrandita, ma sempre di modesta dimensioni e arricchita di numerose opere d’arte ad espressione del rinascimento siciliano, fu solo durante la dominazione spagnola nel 1614 che si decise di edificare ex novo una chiesa madre più ampia, attribuendo alla nuova costruzione disposizioni tipiche del barocco siciliano, raccogliendo l’insieme dei tesori artistici preesistenti, delle nuove commissioni e le opere provenienti da altri luoghi di culto abbandonati o diroccati.

 


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La Parrocchia di San Giorgio Martire a Caccamo Sicilia

 

 

Si affaccia su l’unica vera piazza di Caccamo, luogo d’incontro, simbolo della vita cittadina, punto di riferimento di quanti amano sostare per un momento di socializzazione.

La Torre campanaria sulla destra, alta 49 metri, è stata ottenuta sopraelevando una struttura di base, probabilmente una preesistente torre avanzata del Castello, in origine la Torre terminava con una guglia piramidale decorata su quattro lati con piastrelle maiolicate raffiguranti San Giorgio, in seguito per danni provocati da un fulmine, fu ricostruita in forma conica senza alcuna decorazione.

La facciata del Duomo, che contiene elementi classicheggianti coordinati con motivi barocchi, è a due ordini e divisa verticalmente da colonne appena staccate dalla parete, in pietra locale e di stile ionico, distribuite su due livelli, sormontate da balaustra con ai lati quattro vasi ornamentali.

Il Duomo di Caccamo Sicilia dedicato a San Giorgio Martire

Tra il primo ed il secondo ordine si trova un cornicione interrotto al centro da una grande finestra, contornata da una cornice in pietra e sormontata da un timpano e da stemma con la croce di S. Giorgio, ai lati troviamo due statue raffiguranti i Santi Pietro e Paolo.

Sontuosi portali, contornano i tre ingressi, quelli laterali sono coronati da un timpano di stile dorico, mentre il portone centrale è sormontato da un timpano più grande, con spioventi ricurvi e spezzati in alto,  dove al centro, un medaglione marmoreo, raffigura S. Giorgio a cavallo nell’atto di uccidere il drago.

Al centro della piazza, a confine con il sagrato, vi è eretta una colonna in pietra, sormontata da una croce, detta “la colonna della gogna”, perché ad essa venivano legati i peccatori non ereticali nel periodo dell’inquisizione.
 



 

L’interno della Parrocchia di San Giorgio Martire a Caccamo Sicilia

 

 

La pianta del Duomo è a croce latina, a tre navate separate da colonne in pietra locale, che sorreggono arcate a tutto sesto. La navata centrale più lunga, termina nel coro, dietro l’ e quelle laterali all’incrocio del braccio che forma la croce.

La volta della cupola circolare è decorata con stucchi del maestro Aloisio Romano di Palermo, sono custodite moltissime opere d’arte alcune provenienti dalla precedente chiesa o da altre ora chiuse o diroccate, a destra della navata centrale e proseguendo in senso antiorario, la tela raffigurante il Beato Giovanni, con il panorama della Città, seguono le due tele di San Gaetano e di San Sebastiano, il Trittico su tavola raffigurante la Madonna col Bambino tra i Santi Pietro e Giorgio, la tela raffigurante la Madonna delle Grazie con i Santi Giacomo e Francesco d’Assisi, la statua in legno policromo di S. Giorgio che schiaccia il drago.

Interno del Duomo di San Giorgio Martire

Nel braccio di destra del transetto, l’altare dedicato al Sacro Cuore di Gesù, decorato in oro zecchino con motivi di segno geometrico, con al centro un tabernacolo a forma di tempietto.

Sopra della porta che immette in sacrestia, entro una cornice a stucco, troviamo una tela raffigurante i Sette Angeli, mentre la cappella della navata di destra, è dedicata alla Madonna con il titolo “Libera Inferni” e comprende un altare con la statua della Madonna della Grazia.

Sotto la cupola, accanto alla mensa Eucaristica, si trova il fonte battesimale in marmo bianco monoblocco, le quattro facce hanno scolpito, in una facciata il monogramma del nome di Gesù Cristo, San Giorgio a cavallo e gli stemmi delle famiglie Cabrera e Prades.

L’altare maggiore in marmi policromi, con applicazioni e formelle lignee decorate in oro zecchino, è sormontato da una splendida tela raffigurante il Trionfo di San Giorgio, in una nicchia laterale, troviamo una statuina in alabastro raffigurante San Giorgio a cavallo.

 


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Il Castello di Caccamo Sicilia

 

 

La rupe dove si abbraccia Caccamo è con un dolce pendio dalla parte del borgo e ripido, a strapiombo dall’altra, sulla sommità svetta il Castello, che vanta alcuni primati, uno dei quali, quello di non essere mai stato espugnato, quello tra i manieri meglio conservati e quello, insieme a Mussomeli, ad essere il più esteso.

Il Castello nei suoi otto secoli di storia, ha passato ben 15 famiglie come proprietari del maniero e tutte hanno lasciato il segno, ampliando e rimaneggiando.

Edificato su diverse altezze, presenta volumi, cortili e terrazzamenti a spirale e collegati da rampe.

Il primo nucleo si sviluppò attorno alla torre di avvistamento, la torre fu fortificata con cinta muraria a protezione dell’antico “Borgo di terra vecchia

Dopo aver passato diversi signori, congiure e teatro di sanguinose faide, nel 1300 ne prese possesso la famiglia Chiaramonte iniziando così un secolo di splendore.

Il Castello di Caccamo Sicilia e a sinistra il Duomo di San Giorgio Martire

Diedero l’avvio ai lavori di ampliamento e potenziamento difensivo, venne edificata l’ala nord-est e alzate torri.

Alla fine del secolo l’ultimo dei Chiaramonte fu decapitato e ricominciò il via vai dei Signori.

Dapprima fu assegnato a Gueraldo di Queralto, poi a Giaimo De Prades, che fortificò ulteriormente con torri e nuova ala, cambiando gli accessi e munendolo di scuderie sotto il piano nobile.

La figlia Violante, consegnò alla morte del padre, il castello al marito Bernardo Cabrera e per quasi 200 anni, rimase sotto la signoria degli Henriquez-Cabrera, che alla fine del 1600, divenuto viceré di Sicilia, portò Caccamo al rango di Città.

Venduta a Filippo Amato, il figlio portò il Castello di Caccamo Sicilia a residenza, rimaneggiando l’ala meridionale aprendo finestre, inserendo balconi, mettendo un portale manieristico sormontato da stemma, nel cortile centrale avente pavimentazione a tela di ragno.

Fece edificare inoltre una grande loggia a ovest, infine intorno alla metà del 1900 divenne proprietario del castello la Regione Sicilia che lo sottopose ad una serie di interventi conservativi.

 

 

Un percorso tra le mura

 

 

Passato il cancello d’ingresso ci si para davanti la grande rampa, delimitata dal parapetto merlato e dall’ala fatta costruire da De Prades con il salone delle udienze sovrastante le scuderie.

Lungo il percorso di visita, mille saranno le emozioni e le sensazioni che ci pervaderanno, soprattutto nei sotterranei dove si trovano le prigioni, alcune che potevano contenere diversi prigionieri, altre di piccolissime dimensioni, destinate ad un prigioniero che qui veniva murato vivo, poi la Sala delle Torture con i diversi attrezzi.

La visita prosegue poi con toni più piacevoli, visitando il Salone delle Udienze, trasformata in seguito in teatro, quando divenne resistenza, la Sala delle Armi, chiamata anche della Congiura.

Si passa poi nella Sala del camino e a fianco la camera da letto, si accederà all’ampio terrazzo con vista mozzafiato e la triste  consapevolezza di sapere che in questo luogo venivano esposti impiccati o le teste mozzate come monito per tutti.

La Manifestazione a Caccamo U Signuruzzu a Cavaddu

Ma Caccamo Sicilia non è solo monumenti e palazzi storici, è anche tradizione, la Domenica delle Palme con la manifestazione del “U Signuruzzu a cavaddu”, si rinnova l’ingresso trionfante di Gesù  Gerusalemme, parte recitata da un chierichetto che attraversa le vie del centro cavallo di un asino bardato a festa e infiorato. Il bimbo è accompagnato dai dodici apostoli, la banda musicale e una moltitudine di bambini festanti che agitano ramoscelli d’ulivo e palme.

Vi è poi la festa primaverile di San Giuseppe, si celebra nella chiesa dell’Annunziata, che vede l’offerta del pranzo ai poveri del paese, la “a scalunata“, una ampia scala di ceri accesi che dall’altare maggiore raggiunge l’abside, dove è deposto l’artistico simulacro del Santo e “a rètina“, una sfilata di muli bardati a festa con pennacchi e campanelle, accompagnati dalla banda musicale e vanno a raccogliere le offerte dei devoti per le strade del paese.

Molto significativa è la storia millenaria che si è svolta attorno al castello e rievocata annualmente con la rievocazione de “La Castellana di Caccamo“, manifestazione in costume d’epoca, un corteo di colori e stoffe, vessilli ad ossequiare la Signora del castello.

Dame e cavalieri percorrono le vie del centro storico, i musici di corte, gli sbandieratori, gli arcieri e i trombettieri intrattengono i numerosi spettatori e turisti.

E’ la prima manifestazione rievocativo-storico che sia stata realizzata in Sicilia, nata per caso trent’anni fa a Pesaro, quando Caccamo fu scelta per rappresentare la Sicilia nella cerchia di una festa rivolta alla valorizzazione dei castelli storici d’Italia.

La Castellana di Caccamo Sicilia foto di Vincenzo-700

Venne premiata una ragazza siciliana come Castellana d’Italia 1968 e da qui nacque la volontà di creare una manifestazione storica culturale nel Borgo di Caccamo Sicilia.

Da allora, la cittadina ogni anno elegge la sua Castellana in una cornice di cortei reali e uomini illustri, tornei di giochi medievali, ricevimenti, convegni coinvolgendo le nobili casate del “Regno di Sicilia“.

A fianco della manifestazione “La Castellana di Caccamo”, si aggiunge, nell’opera di promozione del territorio, l’edizione della Castellana d’Europa, che ha visto, nel settembre ’98, la partecipazione di delegazioni di ben quindici Nazioni europee, Finlandia, Portogallo, Lussemburgo, Grecia,Francia, Danimarca, Spagna, Manda, Germania, Gran Bretagna, Austria, Malta, Svezia, Belgio, Croazia.

 


 

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