Zeppole di San Giuseppe



 

Zeppole di San Giuseppe

la ricetta e la storia

 

 

Zeppole di San Giuseppe

Zeppole di San Giuseppe

 

 

Quaresima, periodo di astinenze e digiuni, però per il giorno di San Giuseppe un dolce rompe la tradizione, sono le Zeppole di San Giuseppe.

Una ricetta antica che si prepara in molte regioni italiane, la nascita della sua forma, è ancora motivo di discussioni, una fazione afferma che siano state le monache dello Splendore e della Croce di Lucca, un’altra fazione afferma invece, che siano state le monache di San Basilio del Monastero di San Gregorio Armeno, altri ritengono che la ricetta delle zeppole, siano opera di Pintauro a Napoli, ideatore della sfogliatella, che reinterpretò le frittelle romane arricchendone l’impasto con uova, strutto e aromi per poi friggerle due volte, prima nell’olio bollente e poi nello strutto fuso.

Il giorno di San Giuseppe, oltre a festeggiare i papà di tutta Italia, a cui sono accomunate le Zeppole di San Giuseppe, è anche un giorno di festa per la fine dell’inverno e inizio della nuova stagione produttiva nei campi, quindi si accendono falò purificatori, con danze e spettacoli, abbinati a offerte di cibi alla comunità, come la Festa dei Fauni a Sermoneta, ma manifestazioni simili si svolgono in molte regioni, soprattutto in meridione.

 

Le origini del nome e differenze di produzione delle Zeppole

 

La forma caratteristica, a serpente arrotolato su sé stesso, ha suggerito il nome di derivazione latino “Serpula”, che vuol dire serpe, o altrimenti legato alla professione di falegname di Giuseppe, la “Zeppa” come si dice a Napoli sullo strumento di correzione delle misure di mobili difettosi o anche sulla più favolesca seconda professione di Giuseppe e cioè il “Friggitore”.

Diverse sono le ricette per la produzione delle Zeppole, nel napoletano una volta venivano preparate con farina, zucchero, un bicchierino di cognac, fritte e spolverate di zucchero a velo, oggi ci si mette anche le uova e ripiene di crema pasticcera, in Puglia ci si mette farina, zucchero, uova, burro, lievito e vengono fritte due volte, poi ripiene con crema pasticcera e in mezzo viene posta un’amarena sciroppata, esistono anche le Zeppole cotte al forno.

In Sicilia le Zeppole di San Giuseppe sono preparate con farina, riso, miele d’arancio e zucchero a velo, vengono fatti dei listelli di forma cilindrica lunghi circa 6-8 centimetri, fritti nell’olio bollente e alla fine ricoperti di miele d’arancio e zucchero a velo con cannella.


Ricetta delle Zeppole di San Giuseppe (classica)

 

ingredienti

 

 

550 grammi di farina

125 grammi di zucchero semolato

75 grammi di burro

15 grammi di lievito di birra

2 uova

olio e strutto per friggere

1 limone

per la farcitura

 

crema pasticcera

amarene sciroppate

zucchero a velo


Preparazione

 

Sciogliere in poca acqua tiepida il lievito e unirlo alla farina, senza lavorarla troppo preparare una palla d’impasto e farle lievitare per un’ora in luogo tiepido.

Una volta lievitata unire le uova, lo zucchero, il burro a scagliette e ammorbidito, per ultimo unire la scorza grattugiata del limone.

Impastare il tutto fino ad ottenere un impasto morbido e omogeneo, infine infarinare le spianatoia e preparare delle ciambelline che lasceremo lievitare per un’oretta coperte da un canovaccio.

Porre sul fuoco due recipienti con olio e strutto, uno a fiamma alta e l’altro a fiamma bassa, friggere le zeppole due o tre per volta nell’olio semi caldo, fino a farle gonfiare, scolarle e trasferirle nel recipiente con olio caldo, fino a quando diventeranno dorate.

Porle su foglio di carta assorbente e quando saranno tiepide porre nel mezzo un po’ di crema pasticcera e un’amarena sciroppata nel mezzo, spolverare con zucchero a velo, servire con un bicchiere di Dolcetto d’Alba delle Langhe o con del Bianco Marche Vi’Munn.

 

Se non gradite le Zeppole fritte potete anche prepararle con cottura al forno per la ricetta clicca qui.

Buon Appetito!!! e buona festa del papà.



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