Una Gita alle Grotte di Frasassi



Una gita alle

Grotte di Frasassi

una scoperta tra le più importanti

nella storia della speleologia

 

Una gita alle Grotte di Frasassi

Una gita alle Grotte di Frasassi

 

Se vi ritrovate nella zona di Genga, in provincia di Ancona, o magari vi state riproponendo di fare una scampagnata ma non sapete dove andare, un mio consiglio è quello di fare una Gita alle Grotte di Frasassi, almeno una volta nella vita è un appuntamento che, possibilmente, non deve mancare.

Sono grotte carsiche, dove l’attività chimica dell’acqua ha creato formazioni fiabesce con, a volte, effetti scenici che lasciano a bocca aperta chiedendosi come faccia la natura a essere una così brava scultrice con così pochi elementi a disposizione, l’acqua, il calcare e soprattutto il tempo, centinaia di anni per lasciare indelebili nella nostra mente e nel cuore delle immagini meravigliose.
 



 

Una gita alle Grotte di Frasassi e la storia di una scoperta, che si rivelò una delle più importanti della speleologia.

 

 

Dopo aver raggiunto, primi uomini, la Sala delle Candeline di Frasassi,da sinistra:GiuseppeGambelli, Giancarlo Cappanera, Fabio Sturba fotografati da Maurizio Bolognini.

Dopo aver raggiunto, primi uomini, la Sala delle Candeline di Frasassi, da sinistra: Giuseppe Gambelli, Giancarlo Cappanera, Fabio Sturba fotografati da Maurizio Bolognini.

 

All’interno del Parco naturale della Gola della Rossa e di Frasassi, nel 1971, un gruppo di speleologi del CAI di Ancona, scalando il Monte Valmontagna, scoprirono delle cavità nel terreno, dovute probabilmente a degli smottamenti, da cui usciva una forte corrente d’aria.

In una delle aperture, non più grandi di un pallone da calcio, venne gettato, probabilmente per curiosità e per testarne la profondità, un sasso che mise un tempo infinito ad arrivare al fondo.

 

Venne scoperta la “Grotta Grande del Vento”, una delle 7 sale che compongono il complesso sotterraneo.

 

Nominata poi “L’Abisso di Ancona”, per ricordare il tempo interminabile che ci mise il sasso a raggiungere il fondo e per la provenienza degli scopritori, Ancona.

 

Una gita alle Grotte di Frasassi

 

 

 

Fare una gita alle Grotte di Frasassi, ne vale sicuramente la penasono considerate il più grande complesso sotterraneo, con interesse storico e antropologico, d’Europa.

Dal 1972, sotto la tutela del Consorzio Frasassi, che ha l’obiettivo di salvaguardare e valorizzare il complesso delle grotte, hanno una estensione di circa 30 chilometri e suddivisi in 8 livelli differenti, con una temperatura di 14° e tasso di umidità, logicamente, altissimo.

Attualmente sono aperte al pubblico solo 1,5 chilometri, con tre possibilità di percorso.

Il primo quello più sfruttato è il Percorso Turistico segue poi il Percorso Blu e quello Rosso.

Tutti i percorsi hanno un’accompagnamento di guide professionali e, per quanto riguarda il percorso turistico, in gruppi di circa 50 persone.

Dal piazzale antistante l’entrata delle grotte, adibito a parcheggio e biglietteria, partono i bus navetta, che dopo aver percorso più o meno un chilometro ci porta davanti ad un percorso di circa 200 metri chiuso, ad intervalli da porte a tenuta, per salvaguardare il clima e l’umidità delle Grotte.

Da questo momento comincia la gita alle Grotte di Frasassi, passata la galleria artificiale si arriva alla



Grotta Grande del Vento o Abisso di Ancona

 

La prima delle delle 7 grotte che fanno parte del complesso visitabile, ha un’altezza di 200 metri e un diametro di base che supera i 150 metri.

In questa sala, praticamente, il senso della profondità, dell’altezza e delle dimensioni vengono praticamente a essere annullate, l’esempio più banale è dato da una Stalattite denominata “la Spada di Damocle” che pende da una cupola della sala e ha un’altezza di 7,50 metri con un diametro di 150 centimetri, pare agli spettatori, che la ammirano dal basso, abbia un’altezza di 50 centimetri.

 

Per dare un’idea della maestosità della sala, gli speleologia del CAI, pensano possa contenere il Duomo di Milano.  

 

Sapientemente illuminata, durante il percorso al centro sorgono “I Giganti”, un gruppo di stalagmiti millenarie con diametro che varia dai 2 metri ai 5 e con altezze dal 1,50 metri ai 20.

Moltissime altre formazioni hanno stimolato la fantasia degli speleologi che le hanno scoperte, il “Cammello” e il “Dromedario“, “l’Orsa” , la “Madonnina“, la “Fetta di pancetta” di colore rosa chiaro e la “Fetta di lardo“, completamente bianca, per via della calcite, le “Canne d’organo“, concrezioni conico lamellari che devono il loro nome al fatto che se vengono colpite dall’esterno risuonano, il “Castello delle streghe“.

 

 

Proseguendo nel percorso, sulla destra in basso, un laghetto cristallizzato, ci balza subito agli occhi, formatosi a seguito della saturazione di un bacino di acqua ad opera del carbonato di calcio, successivo alla evaporazione e alla variazione del livello idrico nel tempo.

Da questo laghetto cristallizzato, si eleva una stalagmite ferrigna di oltre due metri dove, lateralmente, si è originata una piccola concrezione bianca, osservata da una certa angolazione, la sua forma particolare dà l’idea di un “diavolo con la candela“.

Ai margini del laghetto di cristallo si erge il “Castello della fatina“, così battezzato per il suo aspetto di guglie e pinnacoli.
 

Nella sala si trova anche “Niagara“, una colata bianchissima di calcite allo stato puro, di notevoli dimensioni, che da proprio l’idea di una cascata.



 

La sala seguente è la Sala Duecento una gita alle Grotte di Frasassi 

 

Un corridoio lungo 200 metri con “l’Obelisco” una stalagmite alta 15 metri, al centro della Sala Duecento.

 

La sala Gran Canyon

 

 

uno dei pozzi delle Grotte di Frasassi con una profondità di 25 metri

uno dei pozzi delle Grotte di Frasassi con una profondità di 25 metri

 

 

Caratterizzata dal fatto che durante il percorso si incontrano e si attraversano dei crepacci, dove in fondo a questi crepacci si possono osservare delle cavità completamente allagate, sono invase dall’acqua perché raggiungono la falda allo stesso livello del fiume Sentino che si snoda all’esterno, lungo la Gola di Frasassi.

 

 

 

 

 

 

La Sala Bianca

 

 

La Sala Bianca

La Sala Bianca

 

Il colore è dovuto a numerosi strati di calcite pura.

 

La Sala delle Candeline

 

 

La Sala delle Candeline

La Sala delle Candeline

 

Una sala magica, fiabesca, dove da un laghetto dalle acque limpide e cristalline si possono osservare numerosi ed esili stalagmiti assomiglianti a tante candide candeline, con alla base un cerchietto di roccia, dando la forma di un piattino sulla quale sono appoggiate.

 

La Sala dell’Orsa

 

 

La Sala dell'Orsa

La Sala dell’Orsa

 

il cui nome deriva dal grande masso che grazie alla millenaria erosione dell’acqua, a assunto le sembianze di un’orsa.

 

 la Sala dell’Infinito

 

Così chiamata perché durante le prime esplorazioni gli speleologi vi persero l’orientamento e girarono intorno alla sala diverse volte prima di trovare l’uscita.

Esistono, altri due percorsi, per chi fa una gita alle Grotte di Frasassi,  caratterizzati dal colore blu e rosso.

Iniziano, praticamente dove finisce il percorso turistico, che ha una durata approssimativamente di 90 minuti.



Il Percorso Blu

 

Il Percorso Blu è un percorso poco impegnativo, ha una durata di 2 ore, consigliato a tutti coloro che abbiano superato i 12 anni di età.

Non ci sono grandi difficoltà nel percorso e si tratta di un itinerario facile, per prendere confidenza con la speleologia, si dovranno affrontare piccole arrampicate, e si incontreranno cunicoli, strettoie e scivoli.

Il percorso ha inizio dalla Sala dell’ Infinito, e si articola verso una strettoia, che prende il nome di “Cannella” e prosegue verso la sala delle “Quattro Sorelle”, poi si giunge alla “Sala Finlandia”, a questo punto si incontra uno scivolo che consente di arrivare alla “Sala Gentile da Fabriano” e di seguito a “Pozzi di Lucia”, a questo punto il percorso finisce e si prende la via del ritorno, proseguendo però per un cammino che verrà svelato solamente una volta giunti nelle grotte.

 

Il Percorso Rosso

 

Altro percorso impegnativo per speleologi,, comunque adatto a tutti coloro che vogliono provare emozioni forti e ha una durata di 3 ore.

Il percorso inizia dalla “Sala dell’Infinito”, da qui si raggiunge il “Pozzo Falconara”, una voragine di circa 30 metri, qui i partecipanti vengono assicurati con una corda e passano intorno a questo pozzo, per proseguire la passeggiata.

Si prosegue poi per una serie di cunicoli bassi, della lunghezza di circa 10 metri, poi una piccola scalata ed un corridoio che condurrà alla “Sala del Palcoscenico”, alla “Sala del Molare”, alla “Sala dell’’Elefante”, si prosegue poi per uno stretto corridoio, denominato “Le Catacombe”, a questo punto il tour finisce e si intraprende il percorso per tornare indietro.

 

In conclusione

 

Una gita alle Grotte di Frasassi, che,  lascerà un ricordo memorabile e che sicuramente, da esperienza personale e di amici, spingerà a tornarci e soprattutto a parlare di questo momento con tutti, per poter condividere le emozioni provate.

In questo link (clicca qui) vi rimandiamo, per chi volesse fare una gita alle Grotte di Frasassi, alla pagina degli orari di apertura e relativi periodi, i costi a persona e per gruppi, con anche i costi dei biglietti per scolaresche e per chi volesse fare speleologia.


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