Torre di Palme terrazzo sul mare

 


 

 

Torre di Palme un piccolo borgo

ma famoso e ricercato fin dall’antichità

Torre di Palme il terrazzo sul mare

Torre di Palme il terrazzo sul mare

Nelle Marche tra Porto San Giorgio e Pedaso, nel Fermano, si trova un piccolo ma caratteristico borgo, arroccato su di un colle fronte mare, a guisa di terrazzo panoramico, piccolo ma già famoso fin dall’epoca di Plinio il Vecchio.

Torre di Palme segnato nelle antiche carte geografiche, come “Agro Palmense”, aveva il suo porto nella Palma romana, antica città picena, prima, romana poi, così chiamata quasi certamente per la presenza di palme.

Sorgeva sul versante di un colle a sud della foce del fiume Ete, ed era nota per il porto di importanza primaria, per il commercio nell’Adriatico, soprattutto come citato da Plinio il Vecchio, per il suo pregiato vino, noto come “Palmense”.

Torre di Palme, nata come torre di avvistamento, poi rimaneggiato a castello e munito di forte sistema difensivo, veniva utilizzato contro le invasioni barbariche e saracene, che distrussero Palma, facendo rifugiare la popolazione sulla sommità del colle e dando modo di costruire il borgo attorno alla torre.

L’antico borgo medievale e rinascimentale di Torre di Palme

Torre di Palme deve al movimento religioso agostiniano, che già dal secolo XI vide stabilirsi dei monaci eremitani, la costruzione di gran parte del nucleo più antico del borgo.

Gli abitanti orgogliosi della propria indipendenza, entrarono spesso in contrasto con il comune di Fermo, perdendo, poi, l’autonomia nel 1861 quando divenne frazione di Porto San Giorgio, per passare poi definitivamente, un secolo dopo, sotto l’amministrazione di Fermo.
 


 

Torre di Palme

 

 
Arrivando a Torre di Palme bisogna lasciare la macchina in uno dei parcheggi sotto il borgo antico, come si lascia la strada asfaltata per entrare nel centro storico, i vicoli e le strette stradine, sono lastricate con i cubetti di porfido, proprio a staccare il moderno, dal medievale e proprio da Piazzale della Rocca, già si vedono i primi palazzi e edifici di epoca medievale e rinascimentale.

L’unicità del borgo che, oltre ad ospitare gli edifici più significativi dell’antico abitato, consente di ammirare scorci senza confronto, in cui le strette vie, caratterizzate dalle facciate in cotto,con abbondanza di fioriture di gerani, inquadrano ampie vedute del mare e delle colline circostanti.

Una visita alla Chiesa di Sant’Agostino e al suo convento, costruita con uno splendido cotto rosso, al suo interno custodisce un polittico, una pala d’altare costituita da diversi pannelli, accreditata a Vittore Crivelli, impreziosita da una cornice in stile gotico, l’opera è composta da una fascia dipinta e divisa con nove formelle e tredici pannelli disposti lungo due ordini.

il Polittico del Crivelli nella Chiesa di Sant’Agostino di Torre di Palme

 

Raffigura la Vergine in trono, con in grembo il Bambino Gesù benedicente, alla estrema destra della Vergine è raffigurato San Giovanni Battista, al suo fianco è ritratto san Pietro Apostolo con indosso gli abiti papali, mentre all’estrema destra dell’ordine inferiore, è rappresentato Sant’Agostino, abbigliato con i peculiari indumenti vescovili.

Proseguendo lungo il corso, si raggiunge la Chiesa di Santa Maria a Mare, costruita nel XII secolo, in blocchi squadrati di pietra e cotto, il campanile decorato con archetti intrecciati e bacini maiolicati, l’interno a tre navate con presbiterio sopraelevato e affreschi.

Sulla sinistra della chiesa, in un giardinetto, si trova una costruzione a balaustra intorno ad un pozzo, adibita un tempo a Battistero.

Di fronte alla chiesa sorge il romanico Oratorio di San Rocco del XII secolo, sul cui portale, cinquecentesco, fa mostra di sé, lo stemma di Torre di Palme.

Al termine del corso si apre il piazzale Belvedere, dal quale si ha una meravigliosa vista sulla costa e sul mare sottostante.

Tutta Torre di Palme è circondata da una fitta vegetazione, l’area floristica protetta, del Boschetto di Cugnolo, conserva tipiche specie della macchia mediterranea, ed è meta di escursionisti, anche grazie alla suggestiva Grotta degli Amanti, teatro del tragico amore di Antonio e Laurina, i due amanti che trovarono la morte gettandosi nel vuoto dal Fosso di San Filippo.

 


 

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