Terremoto ad Amatrice



Il terribile Terremoto ad Amatrice

che ha messo in ginocchio

per la seconda

volta il territorio di

Marche , Abruzzo e Umbria

 

 

 

Terremoto ad Amatrice

Terremoto ad Amatrice

 

Per la seconda volta nel giro di pochi anni la nostra terra ha tremato, oggi 24 agosto 2016, come per L’Aquila, il Terremoto ad Amatrice e territori limitrofi, subiscono la furia della natura.

Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto e Pescara del Tronto, si svegliano nel cuore della notte con gran parte del paese raso al suolo.

 

Alle 3.36 la prima scossa di terremoto, seguita da un’altra dopo circa un’ora.

 

 

 

Questo comunque non vuol essere una cronaca del Terremoto ad Amatrice e degli altri paesi, già ci sono telegiornali e giornali che ne parlano, ma voglio parlare di quello che si è perso di questi paesi, mura che hanno resistito per secoli contro battaglie e orde di invasori.

Paesi arroccati a vigilare sul territorio con le loro fortezze, torri di guardia e di segnalazione, mura a difesa dei paesi nelle terre che erano considerate territori di confine tra il Governo Centrale Romano e tutti quelli che cercavano di impossessarsi di un territorio utile per la conquista.

Il Terremoto di Amatrice, città degli Spaghetti all’Amatriciana, ha fatto danni ingenti, si stanno facendo ancora i rilevamenti, non è più dal 1927 territorio de L’Aquila e quindi abruzzese, ma è passata sotto la provincia di Rieti.

La Strada principale è crollata sotto l’effetto del terremoto, l’ospedale, tratti delle mura medievali, la Chiesa di Sant’Agostino.

 

Il Territorio di Amatrice

 

 

Città di Amatrice

Città di Amatrice

 

Amatrice è inserita al centro di una conca verdeggiante, in un’area al confine di ben 4 regioni: Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo, una zona strategica di passaggio tra versante adriatico e quello tirrenico e dal 2015 entrata a far parte dei “Borghi più belli d’Italia”.

Dal 1991 il territorio amatriciano è incluso nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, cui la cittadina dedica un piccolo parco turistico-fotografico con annessa l’intera planimetria-altimetria 3D.

 

La Chiesa di Sant’Agostino uno dei patrimoni artistici sfregiati dal Terremoto ad Amatrice

 

 

 

La chiesa fu eretta ad opera dei monaci Agostiniani nel 1428 e consacrata a San Nicola da Bari poi in seguito riconsacrata a Sant’Agostino, sorgeva accanto alla Porta Carbonara.

La costruzione è un misto tra romanico e gotico, la facciata, romanica, è impreziosita da un ricco rosone e da uno straordinario portale tardo gotico, riccamente scolpito,  le statue dell’Arcangelo Gabriele, della Vergine Annunciata e le immagini di frati, che formano l’originale motivo ornamentale di una delle cornici della lunetta, sono di particolare interesse.

Gli interni anch’essi di stile gotico, vi si possono ammirare due affreschi rappresentanti l’Annunciazione e la Madonna in trono col Bambino e due Angeli, opere di Dionisio Cappelli di Amatrice chiamato il “Maestro della Madonna della Misericordia“, maestro di Cola.

All’esterno, adiacenti sulla destra, la caratteristica porta, sovrastata dalla bella torre campanaria rettangolare.

 

Basilica di San Francesco

 

Eretta nel trecento dai francescani, a navata unica e con facciata in stile gotico abruzzese, è ornata con un  bel portale strombato, sormontato da un timpano gattonato e accoglie nella lunetta una Madonna tra angeli in pietra policroma.

 

 

L’interno molto austero e con addossato a una parate, vi è un sontuoso altare seicentesco intagliato in legno e messo poi a oro e azzurro. È dedicato alla Madonna di Filetta e venne eretto per

custodire, entro un forziere, uno stupendo reliquario, in forma di tempietto gotico cesellato. Dentro quest’ultimo è custodito il cammeo venerato dalla cittadinanza.

Sopra l’altare, un affresco del tardo Trecento, rappresentante il Giudizio Universale.

Altre strutture storiche purtroppo hanno subito danni notevoli, nella speranza che si possano recuperare nella ricostruzione del dopo Terremoto ad Amatrice.

 

 

Accumoli

 

 

Accumoli

 

 

Anche questo bellissimo paesino confinante con Marche, Abruzzo e Umbria, fino al 1927 faceva parte della provincia de L’Aquila, ora della provincia di Rieti.

E’ inserito nel Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga e  confinante con il Parco Nazionale dei Sibillini, in questo territorio, la Comunità Europea, ha individuato ben quattro siti di importanza Strategica per la conservazione delle biodiversità.

Caratterizzata dall’Oasi WWF,Lago Secco, SIC località Pantani, Sito di Interesse Comunitario soggetto a garantire la conservazione degli habitat e delle specie di fauna e flora di interesse comunitario presenti e della biodiversità in generale, mantenendo gli equilibri biologici in atto, preservando il ruolo ecologico-funzionale complessivo del sito con percorsi naturalistici estivi, tra cui il Sentiero Italia, aree attrezzate, strutture ricettive, percorsi di sci, da fondo invernali, tratto di Fiume Tronto riservato alla pesca e laghetti di pesca sportiva.
 


 

Monumenti e luoghi di interesse di Accumoli

 

Delle mura, che circondavano l’intero paese con le torri di guardia e le quattro porte al paese, già prima del Terremoto ad Amatrice e i territori limitrofi, non ne rimanevano in piedi che alcuni tratti con due delle quattro porte restaurate di recente e alcuni poderosi bastioni.

 

La Torre Civica

 

 

torre civica di Accumoli

torre civica di Accumoli

 

È unica nel suo genere in tutta la Valle del Tronto. Sulla facciata principale della Torre reca lo stemma di un signorotto locale, che avrebbe spadroneggiato per qualche anno in Accumoli nella

seconda meta del secolo XIII.

La torre è il simbolo del passato civile e guerriero di Accumoli. Innestato alla sinistra della Torre Civica sorge il Palazzo del Podestà.

È una costruzione orizzontale, a blocchi di arenaria squadrati e lisci, scandito al piano terra da due arcate, tipiche dei palazzi pubblici medioevali.

 

 

 

 

Palazzo Cappello

 

Un edificio a cinque piani del XVII secolo, costruito in cima all’abitato, nei pressi dell’antica rocca.

La struttura cinquecentesca è stata costruita o ricostruita in due periodo successivi. La parte originale è in pietra a vista squadrata e con finestre monumentali. Usato come caserma dei Carabinieri probabilmente è una delle prime caserme della nuova Italia.

Si entra nel palazzo a mezzo di una ampia scala elicoidale, che permette di scendere alle cantine di secondo livello o salire al piano nobile. La scala è stata interamente costruita sul posto, con gradini in arenaria incastrati nel muro ed appoggiati al centro seguendo un’elicoidale, è una rarità architettonica, probabilmente unica.

Il cortile interno, è caratterizzato da un loggiato su tre ordini con colonne in arenaria e capitelli corinzi nei primi due ordini, mentre il terzo, costruito in seguito, con più semplici capitelli dorici.

Si racconta che l’ultimo piano, sia stato costruito con l’intento di toglier un’ora di sole al tramonto al sottostante Palazzo Marini.

 

Palazzo Marini

 

 

Palazzo Marini

 

E’ caratterizzato da un portale incorniciato da bugnato a punta di diamante e da colonne tortili con capitello ionico a zampe di elefante, gli affreschi presenti nelle sale interne, i soffitti a cassettoni e il monumentale camino.

Anche questo paese, come Amatrice ha subito danni al patrimonio storico architettonico, notevoli, il paese è quasi interamente raso al suolo e si spera in un recupero, di queste strutture.

 

Arquata del Tronto

 

 

Unico comune d’Europa racchiuso all’interno di due aree naturali protette, il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, a sud, ed il Parco Nazionale dei Monti Sibillini a nord.

Costruita nell’Alto Medioevo a difesa del territorio con la sua splendida e maestosa Rocca.

Il territorio di Arquata del Tronto, oltre ad essere rilevante a livello naturalistico, è ricco di testimonianze storiche, edifici religiosi, civili e militari sono presenti a dimostrazione dell’importanza rilevante che tale territorio ha avuto nello svolgersi degli eventi storici.

 

La Sindone di Arquata del Tronto

 

 

La Sindone di Arquata del Tronto

La Sindone di Arquata del Tronto

 

Su una pergamena è riportato che, su petizione del vescovo Giovanni Paolo Bucciarelli ed alla presenza di una commissione appositamente incaricata, un lenzuolo di lino di eguale misura sia stato fatto combaciare con il lenzuolo della Sacra Sindone e, a seguito di questa operazione, ne è rimasta impressa l’immagine, del tutto simile all’originale.

 

Questi sono i tre paesi, come tutti sapete, che sono stati maggiormente colpiti dal Terremoto ad Amatrice, molte scosse si sono susseguite e ancora ne verranno, molti dei monumenti storici e architettonici sono andati distrutti o quantomeno segnati dal sisma.

Non voglio assolutamente fare polemiche in un momento dove molta gente, purtroppo, è rimasta senza casa o peggio ancora ha perso la vita sotto le macerie, ma la nostra bellissima e bistrattata Nazione è ricca di arte e storia, di monumenti e opere d’arte, si potrebbe risanare il nostro deficit, solamente sfruttando questo invece lo trascuriamo lasciandolo in balia di quello che verrà, per poi piangerne la perdita disastrosa, dovuta alla noncuranza di chi è preposto alla sua salvaguardia.

 

 


 

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