Terremoto a Ischia l’isola abitata anticamente da scimmie

 


 

 

Terremoto ad Ischia

un’altra delle bellezze italiane

colpita dall’evento distruttivo del sisma

 

Il centro storico della bellissima Casamicciola prima del terremoto

Il centro storico della bellissima Casamicciola prima del terremoto

 

 

A distanza di pochi giorni dall’anniversario del tremendo sisma che ha colpito Amatrice e le Marche, ecco che si fa vivo ancora e colpisce una delle zone più belle al mondo e più conosciute, al pari di Capri, Ischia l’isola che si dice, fosse stata abitata anticamente dalle scimmie.

Per lavoro giro molto l’Italia e vedo monumenti costruiti secoli e secoli indietro, ponti edificati dai Romani o addirittura da Etruschi, acquedotti antichissimi, monumenti di età medievale e che non hanno subito danni dai tremendi terremoto, che si sono susseguiti nei vari secoli, anche se si sa che l’Italia è ad alto rischio sismico questi monumenti sono ancora lì a testimoniare con quanta precisione e metodicità, senza gli strumenti tecnologici che abbiamo a disposizione oggi ma calcolati su tavolozze di cera o fogli di papiro e ancora lì in tutta la loro bellezza.

Poi basta un terremoto, di non altissimo grado, nella scala Mercalli a far crollare case e far correre in strada moltissima gente, una chiesa completamente crollata e purtroppo anche qui delle vittime e tanti feriti, per non parlare della stagione turistica rovinata.

 


 

Ischia prima del terremoto e sicuramente lo sarà ancora dopo il terremoto

 

 

Ischia è senza dubbio è una delle mete più ricercate per le vacanze estive, la bellezza naturale, le sue acque incontaminate, l’aria pulita, le terme e i suoi paesaggi, conservano tutto il loro fascino da millenni, aggiungiamo la buona cucina e la grande ospitalità e si prepara un cocktail perfetto.

Ma molti millenni addietro Ischia era un’isola non molto ospitale e suscitava paura, a chi cercava di approdare alle sue coste, poteva essere rapinato dai suoi abitanti, gente selvaggia e disonesta, oppure subire le devastazioni naturali che avvenivano sull’isola, come eruzioni vulcaniche, colate laviche o i tremendi terremoto che la sconquassavano.

Allora il nome che portava era Pithecusa, dal greco Pithekoussaiche in molti traducono con isola delle scimmie, in riferimento al leggendario popolo dei Cercopi che la abitava e che secondo la leggenda, fu trasformato in scimmie da Giove a causa dei loro misfatti, secondo altre fonti il nome andrebbe tradotto, con isola dei vasi, in base ai ritrovamenti archeologici, a testimoniare, che fin dalla sua prima colonizzazione greca, si fosse distinta per la ricca produzione di arte vasaia.


Un elemento archeologico, venne ritrovato a testimonianza della presenza di scimmie sull’isola, si tratta di un frammento di vaso, fabbricato in loco, che rappresenta una strana creatura, diverse furono le interpretazioni, da una sfinge a una scimmia, che si tiene la testa tra le mani e accovacciata con i gomiti sulle ginocchia, posizione caratteristica di questo animale, se questa interpretazione risultasse vera, il nome di Pithecusa sarebbe stato dunque dato all’isola, o all’arcipelago, da navigatori colpiti dalla presenza delle scimmie.

In seguito i Romani cambiarono il nome in Aenaria, alcune interpretazioni lo fanno risalire al termine latino aenus, ovvero bronzo, per l’attività metallurgica presente sull’isola, altre lo rimanderebbe, alla figura di Enea approdato sull’isola nel suo viaggio da Troia verso Roma.

Solo nel Medioevo si trovano i primi riferimenti all’isola col nome di Iscla, dal latino “insul”, quando Papa Leone III in una lettere a Carlo Magno del 812 d.C. indica l’isola col nome di Iscla Majore.

 


 

Il terremoto di Casamicciola del 1883

 

 

Nel luglio del 1883, Casamicciola fu stravolta da un tremendo terremoto del X° della scala Mercalli, che durò 13 secondi, inghiottì buona parte di Casamicciola Terme e danneggiò Lacco Ameno e parte di Forio, ma risparmiando quasi del tutto il vicino comune di Ischia.

Questo non fu il primo terremoto per l’isola, molti precedono questo evento e molti studi sono stati fatti sulla nascita del Monte Epomeo e la spinta verticale del tufo verde, eruttato poco meno di 30.000 anni prima, che avrebbe creato dei sistemi di faglie e fratture responsabili dei successivi fenomeni sismici locali ma la sbalorditiva conclusione degli studi rivela che la stragrande maggioranza dei terremoto, che hanno interessato l’isola d’Ischia a partire dal 1228, hanno come epicentro Casamicciola Terme.

Casamiccila la Piazza Marina

Subito dopo il tremendo terremoto del 1883, che portò numerosissime vittime e danni ingentissimi, colpì anche la famiglia di Benedetto Croce, che soggiornava sull’isola, la risposta del Governo fu rapidissima e efficace, furono stanziate immediatamente le risorse da destinare alla ricostruzione e alla creazione ex novo di rioni baraccali, dove dislocare la popolazione rimasta senza abitazione, vennero messi a disposizione uomini e mezzi e approntati monitoraggi dei fenomeni eruttivi e sismici, furono fatti passi da gigante con la realizzazione del primo Osservatorio Geofisico in Italia, sulla collina della Sentinella, nella parte alta di Casamicciola.

Di quel periodo, rimaneva solo un ricordo lontano e fino al 21 agosto 2017, alcuni modi di dire, come “qui succede Casamicciola”, per evidenziare la portata devastante della scossa, o come fu ribattezzato dai giornali dell’epoca “il terremoto dei ricchi”, per la presenza di molti villeggianti benestanti presenti sull’isola, soprattutto presso le rinomatissime acque termali delle sorgenti di Casamicciola.

 

 

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