Perché Tagliacozzo merita una visita



 

Tagliacozzo

paese della Marsica

incastonato come un gioiello nella fenditura del

Monte Civita

 

 

Tagliacozzo Borgo incastonato nel Monte Civita

Tagliacozzo Borgo incastonato nel Monte Civita

 

Tagliacozzo, terzo comune della Marsica, fa parte dei Borghi più belli d’Italia ed è importante meta turistica abruzzese.

Un gioiello incastonato tra le montagne d’Abruzzo, mai nome è stato più azzeccato, Tagliacozzo, quella più accreditata fa derivare il nome del luogo, da due termini latini Talus, taglio e Cotium, roccia,  ovvero taglio nella roccia. Il borgo, infatti, si è sviluppato lungo la fenditura che taglia in due il monte Civita, dove lo sguardo viene catturato.

E’ un borgo dell’alto medioevo splendidamente conservato, posto su un pendio molto ripido, molti dei suoi vicoli sono costituiti da scalinate.

 

Una delle cinque porte di Tagliacozzo

Una delle cinque porte di Tagliacozzo

Porta dei Marsi Tagliacozzo

Porta dei Marsi Tagliacozzo

La parte più antica del borgo è circondata da una cinta muraria del ‘400 che  in origine aveva cinque  porte di accesso e la difesa del paese era affidata a un castello, oggi se ne vedono solo i ruderi, una serie di vicoli e scalinate si arrampicano ripide dalla parte più bassa del paese fino al palazzo Ducale e alla chiesa di Santi Cosma e Damiano.

 

 

 

 

Circondato da faggete ed è un’ottimo punto di partenza per le escursioni sui monti Simbruini.

 

Il cuore pulsante di Tagliacozzo, attraverso Porta dei Marsi, una delle cinque porte della città, è Piazza dell’Obelisco,  anticamente chiamata “Piazza da’ Piedi”, contornata di eleganti palazzi.

Si notano interessanti bifore, le classiche finestre divise al centro da una colonnina e sormontate da archi, un loggiato con archi a tutto sesto e finestre rinascimentali.

Al centro della piazza, vi era il “Pilozzo“, un sedile di pietra dove venivano esposti alla pubblica gogna i debitori insolventi, poi verso il 1825 fu sostituito da una fontana con obelisco in onore di S. Antonio da Padova, protettore della città.

 

Piazza dell'Obelisco di Tagliacozzo

Piazza dell’Obelisco di Tagliacozzo

 

Aggirandoci nei vicoli, scopriamo altre suggestive costruzioni, tra le quali la Chiesa dei S.S. Cosma e Damiano, la Chiesa di San Francesco con il suo suggestivo chiostro, il Teatro Talia e il prestigioso Palazzo Ducale, eredità della famiglia Orsini.

Tagliacozzo, come purtroppo non si può dire degli altri paesi della Marsica, non è stato toccato dal terremoto del 1915, quindi il centro storico si rivela assolutamente intatto.


 

Luoghi da visitare

 

Chiesa di S.S. Cosma e Damiano di Tagliacozzo

 

Il territorio attorno a Tagliacozzo era stato abitato nell’antichità prima dal popolo degli Equi poi dal popolo dei Marsi, popolo di guerrieri e sacerdoti.

Il monastero dei Santi Cosma e Damiano risale al VIII secolo, ed è la chiesa più antica e più ricca di pregio e opere d’arte, a fianco della chiesa si trova il monastero a cui è collegato. Tutto il complesso è in stile romanico.

 

 

La chiesa originaria doveva essere molto più piccola dell’attuale, e la costruzione, rimane dubbia, se in origine era posizionata all’interno del complesso monastico, dove potrebbe a testimonianza del fatto, esserci un locale cantina chiamato “la chiesa vecchia”  o all’esterno dove si erge l’attuale chiesa.

Importanti sono le opere artistiche che ne fanno parte, con particolare riferimento al portale, al rosone, al campanile, alla facciata, all’altare centrale.

Il monastero, anch’esso della stessa epoca, è tuttora sede di monache di clausura e vi è custodito il quadro detto “Volto Santo“, riproduzione della Veronica del Cristo, icona molto venerata dai fedeli cui è dedicata anche una importante festa.

 

Appartenuta all’ordine dei Bendettini di Montecassino, fu causa di lunghe contese tra il papato e il vescovo dei Marsi.

 

Un documento del 1238 conferma al monastero il diritto di seppellire i morti nella chiesa abbaziale, mentre in altro documento del 1284 si concedono indulgenze a coloro che prestano la loro opera per i lavori della chiesa, aperta al culto, vi si seppellivano i morti ed aveva una sua complessa struttura, con cappelle ed altari laterali.

Sulla facciata della chiesa, sul campanile, nell’interno della chiesa e del monastero si possono vedere decine di pezzi scultorei romanici e i resti di un arredamento, di una certa importanza, che non si accorda con l’ipotesi di una chiesetta quasi di fortuna, come quella denominata “la chiesa vecchia”, nella cantina del monastero.

 

Il Palazzo Ducale

 

 

Palazzo Ducale

 

 

Il Palazzo Ducale, costruito dagli Orsini nel 1300, è il capolavoro dell’arte cittadina, originariamente si sviluppava su un solo piano con un basso portico aperto, dove ora si trovano gli scantinati.

Nella seconda parte del secolo, Orsini, fece elevare e ingrandire il palazzo, poi altre modifiche e migliorie, furono effettuate dai Colonna quando in seguito ne presero possesso.

Crebbe anche in superficie, espandendosi al di fuori del blocco originario con un’ala detta Corsia che serviva da alloggio per la guarnigione, e aggiungendo nuovi spazi aperti usati come cortili.

 

 

 

Molti sono gli elementi che ne rivelano il pregio, le sale ornamentali, le bifore, le finestre istoriate, i dipinti e soprattutto la Cappellina centrale del ‘400, dove sono ancora visibili affreschi di grandissimo pregio.

Il palazzo, in restauro, è oggi di proprietà della Regione Abruzzo.

 

Il Teatro Tallia

 

 

Teatro Talia

 

 

In origine la costruzione era un convento di monaci benedettini, soppresso da papa Innocenzo X nel 1652, venne poi riutilizzato come teatro nel 1686.

Acquistato dal comune, venne completamente restaurato e ristrutturato.

La struttura interna, in legno con palchetti ed una adeguata illuminazione, è stata totalmente smantellata e la sala adibita a proiezioni cinematografiche.

Negli ultimi anni si e poi pensato di ricostruire l’arredamento interno modificando anche le dimensioni, del teatro originario rimane solo la facciata nella quale si aprono i tre portali d’ingresso, imposta un ordine unico di lesene corinzie, collegate da una balaustra cieca ed intervallata da grandi finestre sormontate da oculi, in alto il frontone decorato con una composizione di oggetti teatrali.

Ma Tagliacozzo non è solo paese e monumenti, da qui partono diverse escursioni molto interessanti, nel territorio marsicano, che vi lasceranno un bellissimo ricordo del periodo passato in questa terra.

Quindi per chiunque volesse passare alcuni giorni per conoscere meglio la zona, si armi di scarpe comode e di maglioncino, perché una curiosità….a Tagliacozzo esiste ”l’aria condizionata naturale”  intorno alle 22 di ogni sera si alza netto e penetrante, un venticello freddo e insistente dal quale è opportuno ripararsi.

Si chiama  “Uscetta”, il caratteristico flusso d’aria fredda che attraversando la fenditura di roccia che da il nome al paese, soffia per le strade, ricordando che in ogni caso, ci si trova sempre a 750 metri sul mare.

 


 

Escursioni

 

Escursioni alla Grotta Beatrice Cenci

 

Escursione il percorso dei muli

 

Enogastronomia

 

La gastronomia è quella semplice e invitante tipica della montagna abruzzese con qualche inflessione di quella romana.

La pasta all’uovo fatta in casa, la polenta di farina di mais, le prelibate carni d’agnello e di vitello, la secolare lavorazione della carne di maiale con salsicce, prosciutti, lonze, coppa, fegatelli e salami, guanciali e pancetta.

I dolci caratterizzati dal periodo dell’anno e ricorrenze, a Natale la pizza con le noci e le nivole ripiene, Carnevale le frittelle e le zeppole con castagnole al miele e nocchietelle, a Pasqua la pizza omonima e i “fauni”; “cavallucci” e “palombelle” delle monache benedettine sono i dolci tradizionali della Festa del Volto Santo nella Domenica in Albis, gli ottimi biscotti con semi di anice, mostaccioli al cioccolato, barachiglie ripiene di marmellata, amaretti alle mandorle, fette di pan di spagna, ciambelle al vino o con la glassa di zucchero.

Dopo le escursioni nel territorio, sedersi a tavola a raccontarsi le esperienze, commentare le bellezze naturali delle faggete intorno al paese a illustrare questo monumento o quella chiesa, gustando le specialità della cucina marsicana, è il coronamento di una splendida giornata passata in un territorio rimasto come una volta ammaliante e selvaggio.

 

 



Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Benvenuti in Preziosità Italiane commentate a piacere