Stoccafisso all’anconitana ricetta



Stoccafisso all’anconitana

un tripudio di gusto

 

 

Stoccafisso all'anconitana

Stoccafisso all’anconitana

 

Si avvicina il Natale e la vigilia è usanza in tutta Italia mangiare di “magro”, nella giornata del 24 dicembre, ogni regione, ogni provincia italiana, sfoggia il suo piatto tradizionale di pesce.

Anche le Marche e precisamente la città di Ancona ha il suo caratteristico piatto, lo “Stoccafisso all’anconitana”, simbolo massimo della gastronomia del territorio, tanto importante da istituire l’Accademia dello stoccafisso all’anconitana, che ogni anno organizza una gara di bravura tra i ristoranti della città e decretare il migliore tra i piatti dello stoccafisso.

 

La storia della scoperta dello stoccafisso

 

L’Accademia dello stoccafisso all’anconitana, riposta nei suoi documenti, la scoperta di questo pesce, riporto qui di seguito un riassunto della storia, per chi invece volesse leggere il testo originale può farlo cliccando >qui<.

“Nel 1431 il nobile veneziano Pietro Querini, commerciante, salpò dal porto di Creta alla volta delle Fiandre per scaricare il carico di vino, la malvasia.

Facendo, in seguito, rotta per rientrare in Italia, a causa di una burrasca, la nave ruppe il timone portando Pietro Quirini e l’equipaggio alla deriva per giorni.

Fatto naufragio, in un arcipelago a nord del Circolo Polare Artico e per la precisione alle isole Lofoten, rimasero al riparo, dal freddo, fino a l’esaurirsi delle scorte alimentari.

Decisi allora di trovare del cibo, si avventurarono sulla calotta artica, finché tra gli scogli non trovarono un pesce di grandi dimensioni, acceso un falò per cucinarlo, attirarono l’attenzione degli abitanti dell’isola che, incuriositi, accorsero a vedere chi si trovava su quell’isola deserta.

Trovati i naufraghi, diedero loro ospitalità, fino all’arrivo della primavera, era il 6 gennaio 1432.

In primavera, sistemata la nave, ripartirono alla volta dell’Italia con un carico completamente sconosciuto in patria, lo Stoccafisso”.

Nel 1932, cinquecento anni dopo, alle isole Lofoten venne eretto un monumento a ricordo del legame culturale, gastronomico, tra l’Italia e quelle isole lontane.

Ora in ricordo di quei naufraghi e perché si avvicina il 24 dicembre, voglio proporvi questa ricetta, un po’ lunghetta nella preparazione ma molto semplice.



Ricetta per lo Stoccafisso all’anconitana

 

Ingredienti per 4-5 persone

 

1 kg. di Stoccafisso già bagnato di prima qualità

5 acciughe lavate e dissalate

2 coste di sedano verde

1 cipolla di media grandezza

3 carote

3 rametti di rosmarino

1/2 etto di capperi dissalati

1/3 di litro di vino Verdicchio dei Castelli di Jesi

1 peperoncino (facoltativo)

1 etto di olive nere

1 kg. di pomodori maturi a grappolo

1 kg. di patate

1/2 litro di olio extra vergine di oliva

sale q.b.

 

 

Stoccafisso bagnato con tolta la spina centrale

Stoccafisso bagnato con tolta la spina centrale

 

Preparazione dello Stoccafisso all’anconitana

 

Pulire lo Stoccafisso togliendo la spina centrale, tagliarlo a pezzi e disponetelo in un tegame abbastanza capiente e alto.

Fate un trito di sedano, carota, cipolla, capperi, acciughe e rosmarino e con la metà, condite lo Stoccafisso, aggiungete sale q.b. e circa mezzo litro di olio extra vergine di oliva.

Tagliare le patate a spicchi, più o meno di media grandezza e mettetele sopra lo strato di Stoccafisso, fino a coprirlo totalmente.

Condire il tutto con l’altra metà del trito rimasto, un poco peperoncino tagliato sottile, se piace, salare e mettere i pomodorini tagliati a metà, aggiungete le olive nere, innaffiare con il vino Verdicchio e coprite il tutto con acqua fredda.

Fate cuocere a fuoco lento per circa un’ora e mezza, poi toglierlo dal fuoco e lasciarlo intiepidire lentamente.

Preparatelo il giorno prima, il 23 di dicembre, rimanendo a riposare, tutti gli odori e i vari sapori si amalgamano in un unico favoloso tripudio di gusto.

 

Consiglio per la cottura

 

Se non volete che si attacchi al fondo del tegame, ponete sotto allo Stoccafisso, un intreccio di cannette di bambù, si trova comunemente nei negozi di casalinghi, anche per uso sottopentola.

Buon Appetito!!!

 



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