Sorano anche la Toscana come la Basilicata ha i suoi Sassi

 


 

 

Sorano definita la Matera della Toscana

per le case costruite nel tufo

 

 

Sorano la Matera della Toscana con l'antico borgo con case scavate nel tufo

Sorano la Matera della Toscana con l’antico borgo con case scavate nel tufo

 

 

 

Sorano paese arroccato su una scoscesa rupe tufacea, che le ha reso l’appellativo di “la Matera della Toscana”, la sua particolare caratteristica è quella di essere un borgo, con numerosi edifici rupestri scavati nel tufo, facendo sì, che assomigli ai famosi Sassi di Matera.

Dall’alto, a dominare tutto il borgo, il caratteristico Palazzo Orsini e alle spalle il Masso Leopoldino.

All’interno dell’Area del Tufo, che comprende gli interi territori comunali di Pitigliano e Sorano, sorge questo spettacolare borgo, che nella storia segue l’impronta del vicino comune di Pitigliano e di Sovana, la sua storia comincia ad avere il suo ingresso nei documenti, intorno all’anno 862, poco si conosce del periodo etrusco e poi romano, consumato all’ombra della vicina Sovana, città ben più fiorente e politicamente più importante.

Anche qui l’impronta più importante è stata lasciata dalle famiglie Aldobrandesci, Orsini, Medici e Lorena
 


 

La storia di Sorano

 

 

Nasce come possedimento della famiglia Aldobrandeschi, dopo che nell’anno 862, venne stipulata dall’imperatore Ludovico II, la costituzione della Contea Aldobrandesca, consegnando al borgo sempre maggiore importanza, divenendo, per un certo periodo di tempo, autore della storia locale ma anche dell’Italia centrale.

In seguito, l’ultima erede della famiglia Aldobrandeschi, Anastasia, andando in sposa a Romano Gentile Orsini, portò in dote e come regalo di nozze, l’antico feudo, gli Orsini si impegnarono a potenziarlo, fornendolo di fortificazioni efficaci, che resero Sorano, rifugio sicuro dagli attacchi nemici, più volte infatti, i senesi posero la sua fortezza sotto assedio, riuscendo ad occuparla solamente nel 1417.

Durante la signoria degli Orsini, si provvide a consolidare la Rocca di Sorano, diventò così un esempio di architettura militare e potente mezzo di difesa.

Nel 1556, Sorano passò in mano ai Medici, che la inglobarono nel Granducato di Toscana assieme alla vicina Pitigliano.

Duecento anni dopo, i Lorena portarono Sorano nel suo periodo migliore, con un notevole incremento demografico e un miglioramento della situazione economica generale, fino all’Unità d’Italia, così Sorano venne a far parte dei venti comuni della provincia di Grosseto, alla quale tuttora appartiene.
 


 

Una visita a Sorano

 

 

Oltrepassato l’Arco del Ferrini, detto anticamente “Porta di sopra“, è la seconda porta di accesso al centro storico che si affaccia sul lato sud, si entra nella parte antica e storica del borgo, poco prima dell’Arco del Ferrini, si passa davanti alla piazza con la magnifica Loggia del Capitano, un muro con arcate che danno sullo splendido panorama della valle, percorrendo la via principale, dopo l’arco, si possono vedere gli edifici che si affacciano lungo la via, abbelliti con portali in travertino e decorati con stemmi araldici.

Il centro del borgo antico di Sorano appare abbandonato e lungo la via principale si arriva alla Collegiata di San Nicolò divenuta collegiata nel 1509, sottoposta a interventi di restauro nel XVIII secolo, alterarono l’originale assetto romanico, visibili in parte solo sul lato posteriore.

L’edificio, a croce latina irregolare e ripartito in due navate disomogenee, è di stampo classico, al suo interno una pregevole fonte battesimale in travertino.

Poco più avanti troviamo il Palazzo Comitale, originaria residenza della famiglia Orsini a Sorano.

Lungo il muro perimetrale esterno si apre un grande portale rettangolare in travertino, con finiture bugnate, oltrepassato il cortile, si trova il palazzo che si articola su tre livelli, il loggiato con pregevoli colonnine e lo stemma degli Orsini, a testimonianza della proprietà storica dell’immobile, oggi il Palazzo Comitale è diviso in diverse unità abitative e conserva soltanto alcune delle originarie decorazioni.

Un dedalo di viuzze e scalinate, strette intorno alle case del borgo, permettono di perdersi nei quartieri antichi, i giochi di archi lungo le viuzze, che si aprono come squarci panoramici sulla vallata, le case, come piante in cerca di luce, si ergono strette e alte con passaggi scavati nella roccia, si interpongono a case case scavate nel tufo, come le grotte abitate dai nostri antenati.

Poi all’improvviso ci si trova di fronte a Masso Leopoldino, liscio e levigato che come la prua di una nave solca i panorami attorno a Sorano.

 


 

Masso Leopoldino

 

 

Nota anche come la “Rocca Vecchia”, già esistente prima della Fortezza Orsini, è una struttura fortificata con  la Torre dell’Orologio, ed era utilizzata, come luogo di controllo e avvistamento ma anche come luogo di rifugio della popolazione in caso di assedio nemico, funzioni decadute a seguito della costruzione della vicina rocca aldobrandesca, divenuta in seguito la Fortezza Orsini.

A seguito di frane avvenute intorno al 1800, causarono l’instabilità della rupe di tufo e oltre ad alcune decine di morti tra la popolazione, fecero crollare l’antica chiesa e alcune parti della fortezza.

Furono effettuati i lavori di restauro e di recupero della struttura, che da allora prese la denominazione di Masso Leopoldino, in ricordo del granduca, che finanziò il progetto di recupero ma nonostante l’opera di riqualificazione, la chiesa ed altre parti dell’originaria rocca furono irrimediabilmente perdute.

Oggi il Masso Leopoldino si presenta come una possente struttura fortificata, interamente delimitato su tutti i lati da un alto basamento a scarpa, rivestito da grossi blocchi di tufo, che si interrompono in prossimità della rampa di accesso, sulla Piazza del Poggio, i lati esterni al borgo, i basamenti a scarpa digradano a strapiombo verso la sottostante rupe di tufo, la sommità del Masso costituisce una splendida terrazza panoramica su Sorano ed è accessibile tramite una ripida rampa di scale.
 


 

La Fortezza Orsini

 

 

Sotto il Masso Leopoldino, verso settentrione, si trova l’altra porta d’accesso al borgo, la Porta dei Merli, con cornice in pietra a bugne e sormontato da stemma, ai lati della porta sono visibili le aperture verticali per le catene del ponte levatoio.

In posizione dominante rispetto a tutto l’abitato, la Fortezza Orsini, realizzata dagli Aldobrandeschi e successivamente ampliata e meglio organizzata, per le nuove tecniche da guerra, come le armi da fuoco, dagli Orsini.

Le strutture superstiti della parte originaria degli Aldobrandeschi, sono posizionate nella parte a settentrione della fortezza, il castello è il nucleo originario della fortificazione e comprendeva l’antica residenza padronale, il fossato e le mura difensive erano l’ulteriore dispositivo di difesa del castello.

L’area più antica comprende anche una torre a sezione circolare, che era parte integrante dell’antica rocca aldobrandesca.

Nella metà del ‘500 altri interventi di ampliamento, modificarono completamente l’impianto originario dell’antico cassero che venne adattato ad uso residenziale dei signori di Sorano, oggi ospita il Museo del Medioevo e del Rinascimento, che conserva ceramiche rinvenute nei pozzi da “butto”, l’antica discarica.

L’ingresso al Cassero era protetto da un ponte levatoio, oggi al suo posto vi è un ponte in muratura, da un profondo fossato che delimitava anche le due porte di accesso al borgo.

Dalla porta di accesso, ha inizio una rampa di scale parzialmente coperta, che collega due cortili su differenti livelli, disposti attorno alla zona più antica del complesso.

Il Mastio centrale, sede del quartier generale e dell’armeria, il magazzino della polvere da sparo, la fonderia e le prigioni, si trova nella seconda parte del complesso lungo il lato occidentale delle mura, è collegato ai due bastioni angolari a punta, quello di San Marco a est e quello di San Pietro a ovest, dove è collocato anche un grande stemma d’angolo  e da spalti che delimitano un secondo fossato riempito poi in età lorenese.

Alla base del Mastio era collocato il corpo di guardia a controllo dell’ingresso principale della Fortezza e sopra il portale spicca lo stemma con i leoni rampanti degli Aldobrandeschi, la rosetta e le barre degli Orsini, sormontato dal cimiero su cui poggia l’orso araldico.

Una serie di camminamenti sotterranei, collegavano il complesso e permettevano lo spostamento veloce delle truppe lungo tutto il perimetro delle mura, percorsi scavati su più livelli e provvisti di feritoie bocche di lupo” adatte alla difesa con archibugi e colubrine.

Oggi è possibile visitare tutto il complesso bastionato della Fortezza di Sorano.

 

 

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