Sito archeologico a Magliano de’ Marsi

 

 


 

 

Il Sito Archeologico Alba Fucens

e altri siti

a Magliano de’ Marsi

 

 

 

Sito Archeologico di Magliano de Marsi

Magliano de Marsi

 

 

Nel territorio situato al centro della Marsica, dominato dal massiccio del monte Velino, appartenente alla catena montuosa del Velino-Sirente, si trova Magliano de’ Marsi.

In provincia dell’Aquila, è uno dei comuni iscritti al “Club dei Borghi autentici d’Italia”.

 

 

Magliano de’ Marsi

 

 

Anticamente il borgo era luogo, dove diverse officine di fabbri ferrai operavano per, quello che ora è solo un sito archeologico, Alba Fucens, costruendo armi.

Documentazione presente nello stemma del comune, dove vi è riprodotto un fabbro, nell’atto di piegare sull’incudine, col maglio, “Malleus” da cui il nome del paese Magliano, un ferro ardente.

Magliano de’ Marsi, ha subito diversi terremoti tra cui quello del 1915, che distrusse gran parte del paese, ricostruito, ha perso però anche quello che poteva essere la sua storicità, ora molti siti archeologici sono ancora intatti a testimoniare la sua presenza fin dall’antichità.

 


 

 

Sito archeologico di Santa Maria in Valle Porclaneta

 

 

La piccola chiesa romanica di Santa Maria in Valle Porclaneta è ciò che rimane nel sito archeologico di un’antica badia benedettina, della metà del XI secolo.

Con forme semplici, del primo romanico e influenza bizantina, fu donata all’abbazia di Montecassino, all’interno conserva una struttura sopraelevata, destinata ai canti o alla lettura dei testi sacri, con influenze orientali e bizantine, oltre ad un baldacchino sopra l’altare maggiore, con intarsi di derivazione moresca e una rara raccolta di icone in legno sorretta da quattro colonnine.

L’iconografia lignea è unica al mondo, rappresenta la conformazione dell’antico Tempio di Re Salomone, con le due colonne pilastro che sorreggevano il Tempio stesso, le colonne di Ioachim e Boaz, la “colonna del maestro” e la “colonna dell’apprendista“.

Un’altro sito archeologico è quello della presunta Tomba del Re di Macedonia Perseo, che dopo essere stato sconfitto dai romani venne imprigionato ad Alba Fucens, in seguito alla sua morte, il corpo venne trasferito per la sepoltura lungo il percorso dell’antica via Tiburtina Valeria che da Tivoli conduceva ad Alba Fucens.

In località Colle Lucciano, si trova un sito archeologico, dove sono state ritrovate tombe arcaiche risalenti al VII-V secolo a.C. una necropoli, che ha riportato alla luce importanti reperti, come punte, spade e dischi corazza.

I resti di una piccola città fortificata dal popolo dei “Marsi”, a pianta ovoidale e resti di mura, composta da enormi massi.
 


 

Sito archeologico Alba Fucens

 

 

A otto minuti di auto da Magliano de’ Marsi, il più importante sito archeologico, è quello di Alba Fucens, oggi monumento nazionale, ai piedi del Monte Velino.

Il nome Alba Fucens potrebbe derivare da, Alba, che significa “altura“, ma anche “bianco“, secondo Olstenio, geografo e storico tedesco, il nome deriverebbe “dal campo all’intorno, sparso e pieno di sassi bianchi”.

Mentre l’aggettivo “Fucens“, questo si ricollega al nome del vicino Lago Fucino associato all’etnico Fūcentes, un appellativo dei Marsi che vivevano sulle sponde orientali del lago.

Fu fondata da Roma e inizialmente popolata da 6.000 coloni che edificarono una prima cinta muraria, per difendersi dagli attacchi del popolo degli Equi che dimoravano nel territorio.

Successivamente si trasformò come confino per importanti prigionieri di stato, come Siface, re di Numidia, Perseo, re della Macedonia, Bituito, re degli Arverni.

 

 

 

Il sito archeologico

 

 

Qualche anno dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, un gruppo di studiosi dell’Università belga, guidati da Fernand De Visscher, archeologo e professore di diritto romano e appoggiata dal Centro belga di ricerche archeologiche in Italia, iniziò gli scavi per riportare alla luce la città, poi ulteriori ricerche furono portate avanti nel 2006 dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo.

Gli scavi hanno rinvenuto che la città è racchiusa da una cinta muraria di una lunghezza pari a 2 chilometri e 900 metri in buon stato di conservazione, la costruzione è fatta da massi perfettamente incastonati con superfici lisciate, sono presenti due bastioni e una torre.

Una triplice linea difensiva presente sul lato settentrionale sviluppa una lunghezza di circa 150 metri.

La città sviluppatasi all’interno era basata su incroci di assi stradali principali, raggiunse la massima espansione in epoca imperiale.



Il “forum” nel centro della città ha affacciati su di esso i più rappresentativi edifici pubblici, la “Basilica” dove si amministrava la giustizia e si trattavano affari, il mercato o “Macellum”, a fianco le Terme decorate con mosaici preziosi, un Anfiteatro ovale, una “Domus”.

Numerosi erano anche gli edifici religiosi sia nel centro urbano (Tempio di Iside, Sacrario di Ercole, ecc.) che sulla collina situata all’estremità occidentale dell’abitato. Quest’ultima era occupata da alcuni luoghi di culto, fra cui un tempio dedicato ad Apollo, trasformato in chiesa cristiana, noto come la chiesa di San Pietro l’unica chiesa monastica in Abruzzo in cui la navata centrale è separata da quelle laterali da antiche colonne.

 

Ma Magliano de’ Marsi è centro turistico, anche per chi ama la natura, perché è punto di partenza per i numerosi sentieri naturalistici che lo circondano, come l’area del parco Sirente-Velino, il sentiero del Grifone che collega Scurcola Marsicana a Celano, attraversando il paese e il cosiddetto percorso Slow, che collega Magliano dei Marsi, Massa d’Albe ed Alba Fucens con una serie di percorsi da fare a piedi, in bici e a cavallo.

Quindi, per chi volesse passare una giornata all’aria aperta, anche con i bambini, può pensare di programmare una gita in questo posto meraviglioso, con la natura incontaminata, che fa da padrona ad un paesaggio da togliere il fiato.

 


 

 

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Benvenuti in Preziosità Italiane commentate a piacere