Seborga e lo strano principato ligure

 


 

 

Seborga comune della Liguria

si è autoeletta “Principato”,

pur rimanendo parte della Repubblica Italiana

 

 

Seborga vista sul Principato

Seborga vista sul Principato

 

 

Liguria, terra di splendidi paesi e borghi, dal 1963 conserva anche un “Principato”, per l’esattezza il Principato di Seborga, con tanto di Governo Monarchico, retto da un Principe, regolarmente eletto del popolo, un Consiglio della Corona, con i Consiglieri, un corpo di guardia, la Bandiera, l’Inno del Principato, una sua moneta, insomma tutto quello che necessita a poter governare, legiferare e rappresentare il Principato all’estero.

Non è uno scherzo o una manifestazione folcloristica, per attirare turisti, è vita reale di tutti i giorni.

 

 

Seborga e lo strano caso del Principato

 

 

Seborga, insignita della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, è posta sulle colline della Liguria di Ponente, ai confini con la Francia.

La sua storia, complessa e a volte non documentata, è parte della decisione del popolo di Seborga, a eleggere un Principe e far diventare così il borgo un Principato.

Fermo restando, che Seborga è a tutti gli effetti sotto le leggi e il Governo Italiano, nulla le vieta, per convinzione, a essere quella che è.

Esiste un documento, che attesta, nel 954, la donazione di un certo Guido conte di Ventimiglia ai Monaci Benedettini dell’Abbazia di Lerino, di tutte le proprietà situate a Seborga.


Questo documento è molto discusso, c’è chi afferma non ritenere possibile la datazione del 954, perché oltre ai personaggi, poiché anteriormente al 1177 nessun Guido compare tra i conti di Ventimiglia, nel registro documentario di Lerino, non vi è traccia del presunto documento del 954.

Mentre, una donazione di Seborga a Lerino, da parte di un Guido conte di Ventimiglia, sembra ritenuta valida nel corso di un processo risalente al 1177 e conservato in copia autentica, dove il Comune di Ventimiglia pretese che Seborga diventasse parte del proprio territorio, causa con l’abate di Lerino, qui il Vescovo di Ventimiglia emise la sentenza, riconoscendo valido la donazione del Conte Guido all’Abbazia.

Bisogna sapere che, l’Abbazia di Lerino, posta sull’isola di Sant’Onorato, è parte del Regno di Francia e all’epoca, a seguito della donazione, l’Abate di Lerino, governò Seborga con il rango di Principe, istituendo così un Principato.

Diversi anni dopo, furono stilati Statuti e Regolamenti del principato, fu aperta un’officina monetaria, la Zecca, nel Palazzo Abbaziale e coniata una moneta, il “Luigino”.

Chi di fatto, comandava a Seborga era il Podestà, scelto dal Principe Abate, anche perché non sempre presente nel Principato e quindi obbligato a delegare un facente funzioni e che aveva il compito di giudicare, chi accusato di aver commesso un crimine, sul territorio.


Col tempo e alcune situazioni economico-finanziarie negative, portarono, alla fine del 1600, l’allora Principe Abate, a porre in vendita il Principato di Seborga ma solo nel 1729, dopo numerose offerte anche di privati, fu ceduto a Vittorio Amedeo II di Savoia, atto di vendita che non fu mai registrato e inoltre, acquistato da Amedeo II come possedimento personale, su cui poneva il ruolo di protettore, non entrando così a far parte dei possedimenti del Re di Sardegna e quindi non porre la sovranità.

Finì, poi, col diventare parte della Repubblica Italiana ma….a fronte dell’atto di vendita,i cittadini, rivendicano il fatto che Seborga, non poteva e non doveva essere, in assenza di un’esplicita clausola, che prevedesse il trasferimento al Re di Sardegna, l’annessione al Regno di Sicilia e conseguentemente l’annessione al Regno d’Italia nel 1861 e alla Repubblica Italiana nel 1946, atti pertanto unilaterali e illegittimi, quindi sostenere l’indipendenza e il Principato di Seborga.

 

 

 

Seborga oggi

 

 

Oggi il popolo di Seborga, si riunisce e come fatto, nel 1963, elegge il Principe, la durata della sua reggenza è settennale, dopo di chè si torna a votare, i candidati sono cittadini sostenitori dell’indipendenza.

Il Principe Marcello Menegatto, successore del primo Principe Giorgio, eletto nel ‘63 e in carica fino al 2009.

Il Principe è supportato dal Consiglio della Corona, costituito da 9 Consiglieri, quattro eletti dal principe e cinque da elezioni cittadine.

A Seborga esiste anche una milizia, il Corpo delle Guardie, originariamente Corpo dei Cavalieri di San Bernardo, è la guardia d’onore del Principato di Seborga, hanno funzione di rappresentanza e fungono da guardie di vigilanza per il Principe e la sua famiglia e presidio dei confini.

Hanno una loro Zecca e conia il “Luigino”, moneta senza alcun valore legale, ma utilizzata come buono spendibile in città ma ricercata da molti collezionisti numismatici, come per i francobolli, con il valore in Luigini o centesimi di Luigini.

La bandiera e lo stendardo sono a sfondo bianco e azzurro, presenta il piccolo stemma del Principato, hanno un loro inno, intitolato “La Speranza”.

Seborga è, comunque un comune italiano a tutti gli effetti e meta turistica molto apprezzata, anche per il fatto del Principato, non è da tutti i giorni passeggiare in questo bellissimo Borgo e poter incontrare, scortato dalle guardie d’onore, il Principe e con solo l’imbarazzo, se chiamarlo Maestà e fare l’inchino.

 

 

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