Santa Caterina eremo a strapiombo sul lago



Santa Caterina del Sasso

il monastero sul lago Maggiore

costruito per voto

 

 

Monastero di Santa Caterina del Sasso sul Lago Maggiore

Monastero di Santa Caterina del Sasso sul Lago Maggiore

 

 

 

Lo sfondo è quello del Lago Maggiore e più precisamente siamo nel comune di Leggiuno in provincia di Varese, qui a strapiombo sul lago, arroccato su di un terrazzo di roccia sporgente, si erge il Monastero di Santa Caterina del Sasso.

Prospiciente il Golfo delle Isole Borromee, bisogna salire per una scalinata di 80 gradini, se si arriva dal lago, oppure scendere, per chi non soffre di vertigini e ha un cuore forte, 240 gradini, altrimenti c’è un comodo ascensore che con solo 1 euro ti porta comodamente su e giù, ma da qui si perde tutta la meraviglia del posto.

 

La storia del Monastero di  Caterina del Sasso

 

 

Si narra che sia stato costruito, per un voto fatto a Santa Caterina d’Alessandria, da un ricco mercante e usuraio, tal Alberto Besozzi di Arolo, questi scampato a un naufragio, durante una traversata del lago, decise di ritirarsi su quel tratto di costa e condurvi vita da eremita, per il resto della sua vita, in preghiera e solitudine, in una grotta e facendo voto di costruire una cappella alla Santa.

La costruzione della cappella avviene intorno al XII° secolo, ed è ancora visibile sul fondo della chiesa, l’unione delle due chiese costruite nel XIV°secolo a fianco della cappella, San Nicola e Santa Maria Nova, al suo interno riposa il corpo del beato, nominato dalla chiesa dopo la sua morte.

Il monastero, con la costruzione, in seguito, dei due conventi, quello meridionale e il conventino dell’eremo di Santa Caterina, venne inizialmente retto per un breve periodo dai Domenicani, ai quali succedettero i frati dell’Ordine di Sant’Ambrogio ad Nemus, per poi vedere l’insediamento dei Carmelitani di Mantova, divenuto nel 1914 monumento nazionale, nel 1986 al 1996 ospitò una comunità di Domenicani, mentre attualmente è retto da alcuni Oblati benedettini.

 

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Il complesso monasteriale

 

 

Il complesso è visitabile, con orari di apertura in fondo all’articolo, con accesso ubicato nel convento meridionale, l’edificio edificato a due piani ha una pianta articolata dovuta ad aggiunte e trasformazioni, realizzate fra il XIV e il il XVII secolo.

Il lato che dà verso il lago, è caratterizzato da un portico a sette campate con soprastante loggiato, al suo interno vi è la sala capitolare, che si presenta a doppia altezza a seguito della demolizione di una volta a crociera, sulle pareti alcuni dipinti murali, fra i quali troviamo frammenti di un affresco del trecento, che rappresenta la Deposizione.

Sempre nella sala capitolare è conservato un camino con l’emblema dei Carmelitani Riformati, su un’altra parete fa mostra una Crocifissione con S. Caterina e S. Ambrogio e sulla parete nord un riquadro che rappresenta S. Antonio e S. Eligio che guarisce un cavallo.

Il Convento Meridionale con il portico e il loggiato superiore

Il Convento Meridionale con il portico e il loggiato superiore

Passato il convento meridionale da un terrazzo si giunge al conventino che ospitava la cucina, il refettorio e le celle, edificio a due piani nella parte bassa ha un portico di passaggio, con pilastri che reggono quattro archi. Sotto al portico si conservano tracce di affreschi che rappresentano una “Danza della morte”, subito dopo il conventino, attraverso un altro terrazzo si arriva alla chiesa di Santa Caterina, anch’essa con in facciata, un portico  rinascimentale a quattro arcate su massicce colonne con capitelli a foglia.

Lungo il lato verso il lago, si erge la Torre Campanaria, nata originariamente come il campanile della chiesa di San Nicolao, ed era collegato alla chiesa attraverso una porta, oggi murata, invece l’accesso alla nuova ed unica chiesa, è sotto il portico rinascimentale.

 

 

La Chiesa di Santa Caterina

 

 

Frutto dell’unione delle tre chiese più antiche, che sono in parte conservate nella struttura del transetto e delle cappelle laterali, accorpa al suo interno il sacello di Santa Caterina.

La pianta è formata da una navata principale con cappelle laterali e una stretta navata che funge da passaggio, delimitata da pilastri e colonne.

 

Curiosità

 

 

Nota curiosa da attribuire al nome dell’Eremo di Santa Caterina del Sasso Ballaro, nome per esteso del monastero è, nella credenza popolare, il miracolo di inizio Settecento, quando cinque enormi massi “ballerini” si staccarono dalla montagna e precipitarono sulla chiesa, ma restarono impigliati nella volta di una cappella, senza causare gravi danni, rimanendo sospesi per quasi due secoli, fino al 1910.

Questi sassi “traballanti” sembrano dare il nome all’eremo, anche se è più probabile che l’etimologia del nome sia legata al vicino centro abitato di Ballarate.



Orario di visita

 

 

Da novembre a febbraio solo sabato, domenica e festività: dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 17.00.

Dal 23 dicembre al 6 gennaio tutti i giorni dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 17.00.

Marzo tutti i giorni: dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 17.00

Dal 1 aprile al 14 giugno: tutti i giorni dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 18.00

Dal 15 giugno al 15 settembre: tutti i giorni dalle 9.00 alle 18.00. La chiesa però rimane chiusa dalle 12.00 alle 13.30.

Dal 16 settembre al 31 ottobre: tutti i giorni dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 18.00

 

 

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