Saluzzo, Bergolo e altri segnalati come i Borghi Autentici d’Italia

 


 

 

Saluzzo, Bergolo e molti altri borghi storici del Piemonte

sono stati segnalati come

i Borghi Autentici d’Italia

 

 

Il lago d'Orta con l'isolotto Orta san Giulio di fronte al borgo omonimo insieme a Saluzzo e ad altri borghi sono segnalati come i Borghi Autentici d'Italia

Il lago d’Orta con l’isolotto Orta san Giulio di fronte al borgo omonimo insieme a Saluzzo e ad altri borghi sono segnalati come i Borghi Autentici d’Italia

 

 

 

Sono stati “Luoghi di Strada”, legati ai commerci, centri abitati lungo percorsi importanti, per lo sviluppo delle aree limitrofe, vengono oggi segnalati dalle associazioni come “Borghi Autentici d’Italia” e “Borghi più belli d’Italia”, per la loro bellezza, la produzione importante di prodotti locali che favoriscono lo sviluppo commerciale, per la loro posizione strategica di importanza storica.

Saluzzo, per esempio piccola e incantevole cittadina in provincia di Cuneo, capitale del Marchesato di Saluzzo, che ha visto, con i marchesi Ludovico I e Ludovico II, lo sviluppo economico-commerciale mediante l’apertura del primo traforo di collegamento con la Francia, allora alleata del marchesato, il “Buco di Viso” una galleria lunga 75 metri, oggi finalmente riaperta e percorribile come percorso CAI, permetteva un passaggio più agevole alle carovane mercantili che necessitavano di attraversare la barriera imposta dalle Alpi.

Il piccolo borgo medievale a pianta triangolare, Bergolo, la sua amministrazione fu una delle prime a intuire la possibilità enorme del richiamo turistico, con una ristrutturazione totale del borgo, modificando la pavimentazione stradale da asfalto a selciato in pietra e le costruzioni in pietra arenaria, dotandosi di tutte le strutture ricettive e ricreative, con posizione panoramica, a dominare i ripidi versanti tra la Valle Bormida e la Valle Uzzone.

Ma visitiamo i vari borghi piemontesi uno per uno.
 


 

Saluzzo

 

 

Saluzzo, come detto fu la capitale per oltre 400 anni del Marchesato di Saluzzo, comprendeva un vasto territorio occupando parti, delle attuali province di Cuneo e di Torino, arrivando a possedere, anche zone oggi sotto controllo francese, i suoi centri erano Saluzzo, la capitale, Carmagnola, sede della zecca, Manta, Castellar e Racconigi.

Retta dalla famiglia Del Vasto, vide con Ludovico I e Ludovico II, espandersi economicamente ma non territorialmente, viste le mire dei Savoia di assoggettare il Marchesato al Ducato di Savoia, quindi la propensione dei Del Vasto a divenire un protettorato della Francia.

Vista sul centro storico di Saluzzo con l'imponente Castiglia sulla sinistra

Vista sul centro storico di Saluzzo con l’imponente Castiglia sulla sinistra

Saluzzo il suo centro storico, che si apre a ventaglio sulla collina e in origine racchiuso da una duplice cerchia di mura è dominato dall’imponente Castiglia, residenza fortificata dei Marchesi di Saluzzo, oggi sede di due musei, il Museo della Civiltà Cavalleresca e il Museo della memoria carceraria, primo museo italiano interamente dedicato alla storia del carcere, nell’età moderna.

Ripide scalinate e il susseguirsi di viuzze acciottolate fanno da cornice a chiese e palazzi eleganti, nobiliari, con logge e altane che racchiudono giardini nascosti.

Saluzzo uno dei più esclusivi centri italiani dell’antiquariato, del mobile d’arte e del restauro, importante per l’artigianato del legno e del ferro, con una tradizione plurisecolare.

Di notevole interesse, sono il Duomo, la Castiglia, Casa Cavassa e la chiesa di San Giovanni, poco lontano dal centro abitato l’Abbazia di Staffarda e il Castello di Manta, sono meta di grande coinvolgimento turistico.

Da non perdere, anche, la visita della casa natale di Silvio Pellico che ha ottenuto il titolo di Museo.
 


 

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Bergolo

 

 

In questi borghi si concentra la massima coltivazione di “Nocciole del Piemonte”, uno degli ingredienti più importanti della pasticceria piemontese e forte traino dell’economia locale.

Chiamata la “tonda gentile” delle Langhe, ha ottenuto il marchio di Indicazione Geografica Tipica.

Bergolo piccolo borgo medievale, che sorge nella zona montuosa delle Langhe Orientali, oggi dopo aver passato una condizione di degrado causato dall’emigrazione verso le città, grazie all’amministrazione partita negli anno ‘70, è andata via via migliorando e nonostante sia considerato, il più piccolo borgo piemontese e abitato da una settantina di residenti, è il borgo con la più alta concentrazione turistica durante l’estate.

Bergolo borgo ad alta concentrazione di turisti per il suo borgo totalmente ristrutturato

Le case del paese, sono veri e propri quadri all’aperto, ospitando decine di opere d’arte, come murales, dipinti e sculture, create dagli artisti che hanno partecipato al concorso “Bergolo: paese di pietra”.

Il “Villaggio Erica”, sorto nel 1989, un centro turistico attrezzato con bungalows, piscina e bar, ristorante, pizzeria.

Il “Memorial Ezra Pound”, uno spazio panoramico di grande suggestione, dotato di un piccolo anfiteatro destinato a spettacoli teatrali, concerti, happenings e manifestazioni folkloristiche e da nove grandi pietre dipinte dall’artista Beppe Schiavetta.

Borgo conosciuto tra i Geocachers, una sorta di caccia al tesoro, dove le persone usando il GPS devono trovare diversi contenitori, rendono  Bergolo il comune con più tesori che abitanti.
 


 

Cortemilia

 

 

Già dall’antichità venne considerata uno dei centri,  mantenendo la sua autonomia, più importanti dell’ampio territorio compreso tra il mare e i fiumi Tanaro e Bormida, la sua posizione strategica, di collegamento con i porti liguri, ha contribuito allo sviluppo economico legato al terziario e all’agricoltura, con la disposizione alla coltivazione e lavorazione della nocciola.

Il fiume Bormida, divide in due l’abitato, i due quartieri prendono il nome dalle due chiese parrocchiali, di San Michele e San Pantaleo, la prima di fine cinquecento nel sito di un monastero benedettino, la seconda del 1587 accanto alla cerchia muraria, sono parte dei beni architettonici del borgo, insieme al castello, senza dubbio, uno degli esempi più integri e notevoli di struttura fortificata ancora legato al modello originario torre-recinto, oggi i ruderi sono costituiti da una torre cilindrica del XIII secolo che vigila sopra l’abitato.

La pieve di Santa Maria, datata tra il XII e il XIII secolo, in seguito, alla fine del 1600 inizi 1700, subì alcune ristrutturazioni, come l’eliminazione di una navata laterale e la sopraelevazione dell’abside, dove è posto l’altare.

Presenta tratti romanici di un alto livello di interesse, particolarmente la torre campanaria e l’abside.

Nell’abside, di forma semicircolare, è evidente il rialzamento di epoca più tarda, sul lato d’ingresso, è presente una lunetta posta al di sopra del portale, che riporta un altorilievo marmoreo raffigurante la Madonna Incoronata.

 

La facciata del Ricetto di Candelo con le torri e mura perimetrali

 

 

Candelo

 

 

Candelo in provincia di Biella, molto conosciuto per la presenza nel centro storico del Ricetto, un nucleo fortificato costituito da edifici utilizzati in tempo di pace, come depositi e magazzini comuni per i prodotti dell’agricoltura e che in caso di pericolo diventava rifugio per l’intera comunità, che vi si rinchiudeva con il bestiame.

Grazie alla sua posizione, si gode una vista panoramica sull’intero comprensorio delle Prealpi biellesi, a nord, e verso il Baraggione, la riserva naturale della Baragge, a sud.

Composto da circa duecento edifici, chiamati cellule, modesti fabbricati a due piani, edificati con ciottoli di fiume e tetti a doppio spiovente, sono distribuiti su un’area di circa 13.000 m2, attraversato da strade, “rue”.

La case all’interno del Ricetto

La struttura è quasi interamente cinta da mura, con torri cilindriche agli angoli, a esclusione del lato meridionale, dove è stato costruito il palazzo comunale, l’unica possibilità di accesso era data da una massiccia torre di forma parallelepipeda in massi squadrati nella parte inferiore e in mattoni nella parte superiore, con due aperture verso l’esterno, una più grande per i carri e una più piccola per i pedoni, chiuse da altrettanti ponti levatoi.

Il feudatario del luogo intorno al 1500, fece costruire, all’interno del Ricetto, la propria abitazione, una torre fortificata, che costituisce l’edificio più elevato, nota come Casa del Principe.

E per chiudere in bellezza, visitiamo uno dei più belli e suggestivi luoghi del Piemonte, Orta San Giulio
 


 

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Orta San Giulio

 

 

Con poco più di mille abitanti, è uno degli undici borghi piemontesi che fanno parte del circuito Borghi più belli d’Italia.

La sua storia è molto antica, nel Medioevo faceva parte delle Comunità della Riviera, munita delle mura di cinta, oggi non ne rimane nulla, furono distrutte agli inizi del ‘300 e mai ricostruite, perché gli abitanti ritenevano che la posizione, fosse già naturalmente al riparo da possibili scorrerie.

Cara a scrittori e poeti, è una piccola località caratterizzata da viuzze strette molto pittoresche, la principale conduce dove partono le imbarcazioni dirette all’Isola di San Giulio, con l’omonima Basilica e l’edificio del Seminario, costruito sulle rovine del castello, ospita il grandioso e antichissimo monastero delle monache benedettine.

Orta San Giulio con l’isolotto omonimo

Piazza Motta, affacciata sul lago, si trova al termine della via principale ed è circondata da splendidi edifici storici con portico, tra cui il Palazzo della Comunità della Riviera di San Giulio.

Uno dei palazzi storici da vedere ad Orta, è Palazzo Gemelli e Palazzo De Fortis Penotti in stile neoclassico, oggi Dimora delle Arti.

Al suo interno si può ammirare “La Sala Rosa”, il salone delle feste, con lo splendido pavimento veneziano e un grandissimo camino in marmo, sopra al quale domina il ritratto di Vittorio Amedeo II di Savoia, “La Sala San Marco”, famosa per il bellissimo camino del ‘500 realizzato in pietra serena, con al centro lo stemma dei Visconti.

Lo scrittore Piero Chiara afferma: “Orta, acquarello di Dio, sembra dipinta sopra un fondale di seta, col suo Sacro Monte alle spalle, la sua nobile rambla fiancheggiata da chiusi palazzi, la piazza silenziosa con le facciate compunte dietro le chiome degli ippocastani, e davanti l´isola di San Giulio, simile all´aero purgatorio dantesco, esitante fra acqua e cielo“.

La frazione Legro, del comune di Orta San Giulio, è stata recentemente ribattezzata “paese dipinto“, il centro storico nella suggestiva passeggiata, attraverso le vie riviviamo, tramite splendidi fotogrammi dipinti, scene di famosi film che videro il Lago d’Orta come cornice, “Il balordo“, “L’amante segreta“, “Una spina nel cuore“, “La voglia di vincere“, “Il piatto piange” e “La stanza del Vescovo“.

Gli autori delle opere sono artisti provenienti da tutta Italia e dall’Europa, l’insieme costituisce oggi il “Museo del Cinema all’Aria Aperta

 

 

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