Rocca Imperiale il medioevo tra Puglia e Calabria



Rocca Imperiale era nel medioevo

la Via Costiera Ionica

tra Puglia e Calabria

 

Rocca Imperiale il Castello e il paese

Rocca Imperiale il Castello e il paese che come una cascata si sviluppa fronte al mare

 

 

 

Sul lato Jonico era l’unica via di comunicazione tra le Puglie e la Calabria, la via costiera ionica partiva da Reggio Calabria e costeggiando il mare, andava a congiungersi a Brindisi, la Calabria, nel 1200 faceva parte della Sicilia, con i baroni siciliani, da sempre contrari alla monarchia che, se si fossero ribellati, avrebbero potuto attraverso la via costiera ionica, tentare l’invasione del resto dello Stato.

Da qui la necessità, da parte del Re di Sicilia, Federico II, ritenere, il sito, strategicamente importante, fondamentale per un eventuale blocco ad una invasione e conseguentemente far erigere un castello a fine difensivo, unito al compito di dare ospitalità alla Corte negli spostamenti e nelle battute di caccia, per i quali il territorio era idoneo.

Il colle sul quale doveva nascere il castello, su volere del Re di Sicilia, non era comodo per portare i materiali e fare avanti e indietro da parte degli operai, tutt’altro era ripido e boscoso, quindi si decise di posizionare in loco, le fabbriche di mattoni e di calce, per la costruzione e inoltre gli operai si impiantarono, alcuni con famiglia, sempre sul colle chiamandolo col termine dialettale, Li-carcari, Le fornaci, nome che venne poi sostituito con Rocca Imperiale quando fu terminato il castello.

 

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Il Castello Svevo di Rocca Imperiale e il Borgo medievale

 

 

E’ nato prima l’uovo o la gallina? Qui possiamo dire che il Castello e il Borgo sono nati di pari passo, a differenza di altri borghi italiani con roccaforte, che prima nasce il borgo e poi la Rocca, a difesa dei confini e del territorio.



Il Borgo medievale

 

 

Il Borgo nasce come residenza degli operai che erano addetti alla costruzione, prima dei materiali di costruzione, poi della struttura vera e propria del castello, come detto, nasce a ventaglio con l’apice sotto la rocca e si apre a cascata, lungo un fianco del colle, degradando lentamente verso valle, in  una fitta rete di vicoli e stradine.

Questo presepe ha un tessuto urbano medievale, ricco di risorse, cultura e storia, decine di abitanti stranieri e italiani, hanno voluto acquisire un pezzo di storia, divenendo proprietari di case del borgo e riportandole al loro antico splendore, per trascorrere lunghi periodi annuali in questo clima mite, calamitati dal fascino di questo piacevole sito.

 

 

Il Monastero di Rocca Imperiale

 

 

Una delle mete da affrontare quando ci si trova a Rocca Imperiale, è il Monastero, la sua costruzione fu autorizzata ai Frati Minori Francescani dell’Osservanza Regolare della provincia di Basilicata, a costruire un Monasterium seu Conventum…cum Dormitorio, Refectorio, Officinis, Campana, Campanili, aliusque ad id necessariis.

Inizialmente fu costruito qualche locale per alloggiarvi i frati che dovevano sovrintendere all’opera e subito dopo cominciarono i lavori di costruzione della chiesa, contemporaneamente fu costruito anche il Monastero nelle sue parti essenziali e funzionali.

Visitando la chiesa si verificherà che non si tratta di una delle solite chiese e cappelle ma una chiesa delle dimensioni piuttosto notevoli e arricchita di coro, sacrestia e una cupola relativamente grande.

Il Monastero di Rocca Imperiale con il Museo delle Cere

La struttura, sembra complessa, in realtà non si discosta molto dal modello classico dell’architettura francescana, i conventi dell’epoca, erano dotati di chiostro con cisterna, porticato, celle e Chiesa.

Dalle linee molto semplici, con qualche tentativo di un bravo frate per rendere bello e artistico, qualche dettaglio, come le cornici interne ed esterne della cupola, i capitelli dei pilastri della cisterna e il grande impegno a scolpire il portone d’ingresso della Chiesa, ingentilendolo con formelle a figure simboliche.

Dopo la sua costruzione rimase abbandonato a sé stesso, senza custodia e il suo deterioramento fu inevitabile, tramutandosi anche in ricovero per pecore.

Oggi è sede del Museo delle Cere, numerosi i personaggi rappresentati, da Federico II di Svevia a Alcide De Gasperi, da Mussolini a Che Guevara, da Madre Teresa di Calcutta a Rita Levi Montalcini, da Giuseppe Verdi a Totò, tutti a grandezza naturale, con occhi di cristallo, capelli veri e abbigliamento il più attendibile e alla moda, del periodo di appartenenza.

Alcune statue al Museo delle Cere, i Papi, Bixio, Cavour, Mazzini, Giuseppe Verdi

Non mancano i personaggi popolari, le loro gesta hanno dato splendore e fama a tutta la comunità, come il pluridecorato combattente Francesco Mesce, chiamato alle armi il 15 marzo 1920 e destinato al 63º Reggimento fanteria “Cagliari” a Torino, trasferito sul fronte francese, rimpatriato, si imbarcò per la Grecia, dove ricoprì l’incarico di artificiere nel Genio Artificieri e, dopo aver ricevuto la medaglia sul Fronte Greco-Albanese il 18 agosto 1943, gli fu concessa una licenza straordinaria.

Ritiratosi a Rocca Imperiale, viste le sue capacità, a far brillare delle mine interrate dai tedeschi in ritirata e nel tentativo di far brillare un ordigno, rimase ucciso dallo scoppio di una seconda mina nascosta sotto la prima.



Il Castello

 

 

Altra tappa, quando si visita Rocca Imperiale, è il suo castello, costruito sul cucuzzolo del colle, sovrasta l’intero abitato e per volere di Federico II, posto a guardia e difesa dell’Italia Meridionale, lungo la Via Costiera Ionica.

Probabilmente il maniero, fatto costruire da Federico II, doveva essere più piccolo e con torre centrale quadrata, alla sua morte, il territorio passò sotto il dominio dei Cavalieri dell’Ordine Gerosolimitano, sotto il comando di Carlo I d’Angiò, in seguito Alfonso II d’Aragona duca di Calabria, ne prese il comando e cominciò un’opera di rafforzo e ingrandimento del castello.

Il Castello di Rocca Imperiale

Aggiunse mura di cinta e torri merlate con l’ampliamento della struttura, in modo da coprire in molte parti il vecchio monumento svevo.

Molti feudatari, nei secoli successivi, presero possesso di Rocca Imperiale e le incursioni barbare lo martoriarono, fino all’attacco dei pirati saraceni, che nel 1664 devastarono Rocca, distruggendo l’antica chiesa duecentesca sita nel centro storico di cui oggi rimane solo il bel campanile romanico con bifore e cornici ma il castello con la sua studiata struttura,resse.

Ai duchi Crivelli, si devono gli ultimi cambiamenti del maniero, con l’aggiunta delle grandi fabbriche sovrastanti gli ambienti medievali, che trasformarono la fortezza in una piccola reggia ma furono anche i precursori del declino del castello, vendendo mobili e arredi, che terminò con la fine della proprietà del vescovo Pujia di Tursi, che abbandonata l’idea di insediarvi un seminario, ne continuò la devastazione riducendola in stato di abbandono e l’enorme mole della fortezza a cava di materiale edile, in seguito nel 1903 acquistato dalla famiglia Cappa e abitato fino al 1989, fu poi donato al comune di Rocca Imperiale.



La Struttura del Castello

 

 

La descrizione della struttura è tratta dal sito ufficiale di Rocca Imperiale e se ne riporta così come descritta.

Il Castello Svevo di Rocca Imperiale evidenzia una pianta di forma quadrangolare, costituita da una maschio poligonale a scarpa.

Delimitato a sud da uno sperone roccioso che si protende sino ai margini della collina.

La struttura presenta ad ovest una torre a sezione cilindrica senza scarpatura, di certa attribuzione federiciana.

Sul lato di Nord-Ovest una torre amigdaloide, detta Torre Frangivento di manifattura aragonese.

A Nord-Est si erge la torre “Polveriera”, con base troncoconica e sezione superiore cilindrica, conforme alla splendida torre di Sud-Est finemente decorata da beccatelli e cinta da merli e caditoie, nello stile tipico aragonese.

Il mastio è circondato da un muro di cinta, provvisto di parapetto, che delimita un fossato largo e profondo circa otto metri.

Un primo ponte, introduce il visitatore ad una via sopraelevata racchiusa in un bastione merlato La Cittadella, fino al secondo ponte, un tempo levatoio, e al portale di Federico, che offre una scena poetica sul mare e sulle colline a sud.

Interno dell Castello Svevo a Rocca Imperiale

Varcato l’ingresso, un imponente scalone decorato da grandi archi a tutto sesto tipici dello scenario barocco, si offre alla vista del visitatore.

Su entrambi i lati del portale due garitte per la guardia, di seguito, sulla destra, l’ingresso alla casamatta della torre di Sud-Est ed un ambiente con soffitto a botte. Nella casamatta, che conserva inalterato tutto il suo mistero, è possibile percepire come gli accessi principali al maniero fossero strategicamente controllati.

Giunti in cima allo scalone, ornato di coppie di semicolonne con preziosi capitelli dall’ inflessione araba, il primo vano che si offre agli ospiti del castello è la cucina, ancora dotata di cisterna, lavatoi, fornelli di diversa grandezza e forni per la panificazione.

Da qui è possibile accedere alla cortina merlata della torre di Sud-Est e ai piani superiori del palazzo settecentesco dei duchi Crivelli, dove sono ancora visibili tracce di affreschi che rendevano sfarzoso il palazzo.

Proseguendo la visita si giunge sulla Piazza d’armi, fregiata dalla bellissima

merlatura aragonese, con gli archetti delle caditoie, riemersi dopo il restauro, dalle quali veniva colata la pece bollente.

Sulla parete ovest è possibile osservare una piccola monofora ogivale, l’unica finestrella medievale sopravvissuta alla modernizzazione settecentesca.

Dalla piazza d’armi è possibile accedere ad alcuni ambienti dall’incerta destinazione d’uso ed ai saloni di rappresentanza del palazzo Crivelli, posti al primo piano.

A Sud-Est una ripida scala scende in quelle quelle che, secondo la tradizione, erano le carceri del castello; da qui è possibile proseguire all’interno del fossato grande.


Attraversata la piazza d’armi, passando sotto il terrazzo panoramico, ci si imbatte nella Torre Polveriera per poi svoltare ad ovest fino alla torre amigdaloide. Rivolgendo lo sguardo a sud, sotto un grande arco a tutto sesto, il visitatore può ammirare le scuderie del castello, che conservano una magnifica pavimentazione di ciottoli in cui sono segnati gli stalli dei cavalli, con al centro una canaletta in mattoni che serviva a raccogliere i liquami prodotti dagli animali; sulle pareti sono visibili i resti delle mangiatoie.

Dalle scuderie, passando accanto alla Torre di Federico è possibile risalire al piano superiore.

Da qui il visitatore, attraversando una piccola corte interna, dove sulla parete nord sono visibili le tracce di un affresco settecentesco, può raggiungere il terrazzo panoramico dal quale si apre una vista strepitosa sull’abitato di Rocca Imperiale e sul golfo di Taranto.

La visita al castello offre dunque al visitatore attento la possibilità di ripercorrere ben sei secoli di storia, non solo del territorio locale, ma anche del vissuto spesso complesso e travagliato del meridione d’Italia.

 

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