Ristorante Mignolò e i suoi rigatoni

 


 

 

Ristorante Mignolò

generazioni di ristoratori

e

i Rigatoni alla Mignolò

 

 

 

Rigatoni alla Mignolò del Ristorante Mignolò di Civita Castellana

Rigatoni alla Mignolò del Ristorante Mignolò di Civita Castellana

 
Qualche tempo fa, in un mio viaggio a Civita Castellana, mi ritrovai a mangiare in un locale storico della città, il Ristorante Mignolò, dove peraltro, mangiai dei deliziosi Rigatoni, i cosiddetti Rigatoni alla Mignolò, semplici ma con un gusto particolare, dove, come prima cosa, si sente l’amore e la passione con cui tutte le portate vengono preparate.

Tornato a casa, un po’ per curiosità e un po’ per lavoro, mi documentai sia sul locale, che sulla ricetta, di questi Rigatoni e trovai una “Novella” sul sito del Ristorante stesso, che vi voglio riportare così come scritta, perché molto carina e anche per la tradizione di questa famiglia, che come già detto mette il cuore nella preparazione dei piatti.

Tratto dal manoscritto di Francesco Pechinoli, “Miscellanea Civitonica”, la storia del Ristorante Mignolò e della famiglia Colonnelli.

 

 

il Ristorante Mignolò

 

 

La Jstoria di Civita Castellana scritta da Messer Francesco Pechinoli, il nostro cronista,come lo definisce il Cav. Oronte Del Frate nel suo manoscritto Miscellanea Civitonica, ci informa che la città, a quell’epoca, era suddivisa in quattro Rioni tra cui il Rione de’ Massa, l’umbelico della città, perché era questo il luogo dove si congregavano li cittadini.

Allorquando Erminio Colonnelli detto Mignolò, fresco di congedo dall’arma dei Carabinieri, decise di aprire al pubblico un’Osteria, non è dato sapere per quale ragione la scelta cadde su quel sito allora denominato Piazza de’ Massa e che, a valle degli eventi bellici della seconda guerra mondiale,  divenne Piazza dei Martiri delle Fosse Ardeatine.


Corre l’anno 1929, quando sull’antica piazza inizia la sua attività l’Osteria de’ Mignolò nella quale, lo stesso titolare, affiancato dalla moglie Domenica detta Menicuccia, vende vino sfuso e cucina pesce di fiume e ranocchie riuscendo a creare, come è facile immaginare, quel clima familiare la cui massima espressione è rappresentata proprio dalla figura dell’oste e da sua moglie che, con il loro hanno saputo creare quell’atteggiamento tipico del modo di intendere il mestiere; peraltro, il termine osteria deriva dal latino hospes, ossia luogo ospitale, quasi un rifugio.

E’ probabile che qualche non più giovanissimo civitonico riesca a ricordare, non senza nostalgia, l’oste Mignolò intento a riordinare i tavoli del locale di Piazza de’ Massa con Menicuccia impegnata in cucina a preparare portate di pesci e rane fritte accudendo, nel contempo, il figlioletto Tranquillo detto Lillo che, divenuto adulto, presta servizio militare in quel di Pordenone dove conosce una ragazza friulana di nome Bianca che  sposa da lì a poco.

Gli anni passano, la seconda guerra mondiale diviene soltanto un ricordo, le abitudini cambiano, l’Italia vive in un clima di generale euforia la sua rinascita economica e l’operosa Civita Castellana si espande con l’espandersi delle sue industrie.

E’ in questo rinnovato clima che Lillo e Bianca Colonnelli, già impegnati nell’antica Osteria de’ Mignolò, dove con il loro lavoro hanno contribuito ad incrementarne l’attività, nell’anno 1956, ricordato come quello della nevicata, decidono di trasferirsi in Via Vincenzo Ferretti occupando i locali già del circolo dei cacciatori con annesso tiro al piattello, al passero e al piccione.


In questo nuovo locale, lo stesso dell’attuale Ristorante Mignolò, anno dopo anno, Lillo e Bianca continuano a vendere vino e preparare i tradizionali piatti di pesce ma, all’inizio degli anni 70′, divenuti nel frattempo genitori di Ernesto ed Erminio, decidono di modificare tipologia di lavoro e si attivano per elaborare nuove ricette tra le quali i famosi e molto apprezzati Rigatoni alla Mignolò; vive in città un molto brillante giovane che, da assiduo frequentatore del locale, è un autentico insuperabile estimatore di questo piatto.

Cambiano i tempi e cambiano gli avventori, quella tipica fauna che all’inizio considerava l’osteria de’ Mignolò un semplice ricovero dove far merenda in tutta semplicità e che non lasciava mai la presa di questo o quel tavolo prima di aver ricevuto il prezioso servizio consistente nella consumazione di  molto abbondanti piatti, viene sostituita da una più diversificata ed ampia clientela.

L’Osteria de’ Mignolò perde quella caratteristica trasandatezza per acquisire una nuova dignità derivante dal fatto di essere divenuta ritrovo di buongustai; il locale diventa Ristorante Mignolò e, attualmente gestito dalla terza generazione Colonnelli,  rispetta tutti quei canoni tipici di un luogo di piacevolissima sosta.

La cucina è presidiata dall’imponente e bonario Ernesto, autentico maestro d’arte e da sua moglie Gabriella, severa e silenziosa collaboratrice consapevole del proprio potere derivante dall’essere lei, in assenza del marito, l’artefice prima per la preparazione dei tipici piatti.

 

Interno del Ristorante Mignolò

 

La sala è gestita dall’attivissimo ed esuberante Erminio del quale si apprezza la naturale simpatia atta a suscitare nella clientela fiducia e disponibilità che, con sua moglie Elisabetta, in un incessante vorticoso andirivieni, sanno portare quantità incredibili di abbondanti e sempre fumanti piatti pronti a soddisfare i palati più esigenti e gli stomaci più capienti; nella sala comincia a farsi luce anche la quarta generazione Colonnelli con la partecipazione del giovane Fabio.

Il lavoro in quella che fu l’Osteria de’ Mignolò è costante, l’impegno a tempo pieno e, stante la necessità di adeguarsi alle nuove tendenze, altre attività incombono ma, tutto ciò non impedisce a Ernesto ed Erminio di organizzare, in quello che sarebbe il giorno destinato a riposo, con il locale chiuso al pubblico ben s’intende e soltanto per pochi selezionati amici, serate a tema con risultati magnifici e assai soddisfacenti per chi ha il privilegio di partecipare.

Tutto ciò fa ben sperare per l’auspicabile costituzione di un circolo che, formalmente costituito, potrebbe appropriatamente definirsi delle degustazioni; Privè da riservare ad un limitato e qualificato gruppo di intenditori al quale, in tutta modestia, sarei molto onorato di appartenere.

 


 

 

I Rigatoni del Ristorante Mignolò

 

 

Ovviamente la ricetta è segreta ma ho provato diverse soluzioni e quella che più si avvicina è questa.

 

 

ingredienti per 4 persone

 

400 grammi di Rigatoni

300 grammi di funghi champignon

2 salsicce

200 grammi di panna da cucina

½ bicchiere di vino bianco secco

1 cipolla piccola tagliata a fettine sottili

5 cucchiai di passata di pomodora

sale e pepe q.b.

 

Preparazione

 

In una capiente padella, far soffriggere, con un filo d’olio, la cipolla tagliata a fettine sottili, fare attenzione a non scurirla troppo, aggiungere la salsiccia, che avrete precedentemente lavorato con la lama di un coltello, in modo da ridurla a macinato, aiutatevi con una forchetta a sgranarla, sfumate col vino bianco.

Nel frattempo avrete pulito i funghi e tagliati anch’essi a fettine sottili, aggiungeteli alla salsiccia e cipolla, aggiustate di sale e pepe, lasciate cuocere per 10 minuti a fuoco medio-basso.

Passati 10 minuti, aggiungiamo i cinque cucchiai di passata di pomodoro, amalgamiamo e continuiamo a cuocere a fuoco basso per altri 10-15 minuti, il condimento deve rimanere morbido, se asciuga troppo aggiungete un filino d’acqua, infine, quando mancano 5 minuti dalla cottura della pasta, che avrete messo a lessare in abbondante acqua salata, mescolate insieme al condimento, la panna.

Scolate i rigatoni al dente e versateli nella padella del condimento e mescoliamo a fuoco spento, devono rimanere cremosi, amalgamando bene per qualche minuto.

Impiattate, spolverate di parmigiano grattugiato e servite caldi, da “Leccarsi i baffi

Buon Appetito!!!

 


 

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