Poggibonsi sapavate del castello infestato dai fantasmi?

 


 

 

Poggibonsi e il Castello di Strozzavolpe

non restate nei paraggi all’imbrunire

 

 

Poggibonsi il Castello di Strozzavolpe

Poggibonsi il Castello di Strozzavolpe

 

 

Poggibonsi una tranquilla cittadina sulle colline senesi ma così non si può dire del suo Castello, il Castello di Strozzavolpe.

Il nome del castello, sembra quasi una premonizione, non è legato al fantasma ma, da alcuni documenti trovati ad Abbadia a Isola nel comune di Monteriggioni, ai “gestori” del castello, di proprietà del feudatario Guido Guerra, i vassalli il cui nome di famiglia era Scoriavolpe.
 


 

Il Castello di Strozzavolpe

 

 

Costruito su una collina tra la Cassia e la Via Francigena da Benuccio da Salimbeni, il primo vero proprietario fu Guido Guerra, che lo fornì di fortificazioni e di passaggio sotterraneo che lo congiungeva con un colle del fiume Elsa, Poggio Marturi.

Le possenti mura merlate, erano circondate da fossato , superabili da ponte levatoio ancora visibile, nato come fortezza ad uso prettamente militare, alla fine del 1300, alla volta della vendita alla famiglia Adimari di Firenze, passa da uso militare, a residenza signorile.

Come era tradizione nelle case fiorentine, vennero ricavati due piani con una scala interna, al piano superiore si trovava l’abitazione delle donne, mentre al piano terra vi erano una sala per le armi, la sala da pranzo ed altri vani di uso comune.

Lo stemma della famiglia, costituito da due strisce gialle e blu orizzontali, si trova scolpito su un caminetto all’interno dei locali adibiti a fattoria fino al 1960.

Passata una serie di proprietari, dai Rinuccini, che fecero costruire una cappella sotto la torre est e poi demolita dai Ricciardi perché pericolante, ai Bizzarri, che fece restaurare e innalzare l’intero castello, in più fece costruire un balcone loggiato.

Nella Seconda Guerra Mondiale divenne comando militare e attualmente, è di proprietà della famiglia Bianchi-Arcangeli.

Percorrendo un lungo viale di cipressi e una scalinata, si giunge al ponte levatoio e su richiesta si ha la possibilità di vedere l’antica collezione di armi ospitata nella sala delle armi.

 

L’ingresso al castello con il pontelevatoio

 

 

Perché il Castello di Poggibonsi bisogna starne lontani dopo l’imbrunire?

 

 

L’Italia, paese antico e centro di molte conquiste, è stato per millenni, nelle mire di molte nazioni, che ne volevano il possesso, quindi furono costruiti baluardi, rocche e difese sia per le città, che per piccoli territori, dove l’interesse era maggiore che da altre parti, qui si sono svolte battaglie, lotte interne per il possesso e di conseguenza il nostro Bel Paese si è riempito di misteri, fantasmi e leggende di tutti i generi.

Non se ne salva nemmeno il Castello di Strozzavolpe a Poggibonsi.

Nella piazza, nei vicoli e nelle osterie, si narra la leggenda dello spettro di una volpe, che nelle notti di luna piena si aggiri attorno al castello.

A causa fu di Bonifacio IV di Toscana, che si ostinò a voler costruire questo castello, nonostante vi fosse una strana volpe che faceva fuggire anche i cavalieri più coraggiosi.

Si fece così una vera e propria caccia alla volpe, ma nessuno riuscì a prenderla, si prendeva gioco anche dei più abili cacciatori, facendosi vedere e nascondendosi immediatamente.

Cosa più strana, è che sembrerebbe, che la volpe tenesse lontano i suoi cacciatori, sputando fuoco e fiamme dalla bocca.

Il principe, prendendo in mano la situazione, decise allora di giocare d’astuzia, nascondendosi nel bosco e riuscendo a prenderla con una trappola, strozzandola con un laccio.

Ma la soddisfazione non durò a lungo, il mago di corte, premonì che il castello sarebbe durato “quanto il corpo della volpe”.

Il principe allora fece imbalsamare il corpo della volpe e ci riversò dentro una grande quantità di oro fuso, nascondendo il tutto in un luogo segreto, forse le fondamenta del castello, mettendoci a guardia tre cavalieri, che avrebbero dovuto custodire la volpe per tutta la loro vita.

Nel 1900, si racconta, che un muratore, lavorando di piccone, probabilmente durante una fase di restauro del castello di Poggibonsi, trovi il lauto bottino, ma non riuscì nemmeno ad avvicinarsi, perché proprio in quel momento uscirono i tre cavalieri che lo picchiarono e nascosero la volpe in un altro luogo.

Anche oggi, con le notti di luna piena, si vede una grossa volpe aggirarsi per il luogo, finendo con il nascondersi nel fossato del castello, oggi prosciugato.
 


 

Un’altra leggenda che si racconta intorno ai tavoli, davanti a un bicchiere di vino, è la tragedia di Cassandra De’ Franceschi

 

 

Come nella maggior parte dei castelli, una leggenda romantica che finisce in tragedia, deve esistere, la castellana infedele e innamorata o del capitano delle guardie, come nel Castello di Bardi, o dei numerosi amanti avendo un’indole focosa, come per il Castello di Bracciano, qui a Poggibonsi, abbiamo la “Camera Rossa”.

La “camera rossa” dove fu trovata Cassandra De’ Franceschi, in dolce compagnia di un paggio del marito, Giannozzo da Capparello.

Il marito, in maniera molto sarcastica, disse che avrebbe trovato il modo che si intrattenessero più a lungo e li fece murare vivi nella parete.

La loro presenza definita “continua ed avvertibile al di là dei sospiri, si capisce appena entrati, che nella camera rossa c’è qualcosa o qualcuno“.


Fuori dalle mura del Castello di Poggibonsi, c’è un’altro luogo misterioso e cioè la “Casa delle suore e dei frati”, chi vi passa vicino sente rumori di catene e colpi sordi, si dice che gli spiriti che infestino quella casa siano indemoniati e per farsi sentire, possano solamente far rumore attraverso pareti, metalli, vetri o voci ma non è tutto, altre storie girano intorno al castello, come per esempio le due scoperte effettuate da una squadra di muratori che nel 1970, con scalpelli, martelli ed altri arnesi, ritrovano un merlo che appare stranamente murato di fresco e contemporaneamente si nota come l’ operaio, che lavora in quel settore, sia stranamente scomparso.

Abbattuta la muratura del merlo, si trovano un orcio di terracotta vuoto e, dentro una canna, una pergamena bruciacchiata dove è scritta in caratteri gotici, la storia di un tesoro sepolto, in seguito si viene a sapere che un operaio è partito improvvisamente con tutta la famiglia per ignota destinazione.

Nessuno ne seppe più nulla, ma tutti ugualmente immaginarono che stesse godendo, da qualche parte, il contenuto dell’antico orcio.

Se andate a Poggibonsi e volete visitare il castello, non fatevi spaventare dalle leggende, è un bellissimo posto da visitare, comunque non attardatevi nei pressi quando comincia a calare il sole, non si sa mai.



Booking.com

 

 

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Benvenuti in Preziosità Italiane commentate a piacere