Pitigliano caratteristico borgo grossetano sapete come è chiamato?

 


 

 

Pitigliano comune ai confini con il Lazio

porta un soprannome particolare

 

Pitigliano in primo piano l'acquedotto e dietro palazzo Orsini

Pitigliano in primo piano l’acquedotto e dietro palazzo Orsini

 

 

 

Pitigliano uno dei più spettacolari borghi della Toscana, ai confini con il Lazio, è lui da solo, un monumento di inimmaginabile platealità e splendore, non ha monumenti imponenti e importanti, come la Certosa di Pavia o Castel Sammezzano, è tutto il paese, nel suo insieme, che è spettacolare.

Le case dell’abitato del centro storico sono costruite in un tutt’uno con la rupe, una continuazione della roccia in elevazione con le case formando con essa un corpo unico e un insieme suggestivo.

La rupe di Pitigliano è circondata da tre lati da burroni, pieni di grotte scavate nel tufo e vista dall’alto pare una lingua di drago.

La rupe di Pitigliano dove sorge il centro storico

La sua nascita, secondo la leggenda, è spettacolare anch’essa, si narra che due giovani, appartenenti a due famiglie etrusche, Petilio e Celiano,annoiati, un giorno decisero di rubare la corona d’oro dal tempio di Giove a Roma e nella loro scorribanda arrivarono fino alla Rupe, di quella che oggi è Pitignano, innamorati della bellezza del luogo decisero di rimanervi e fondare la città.

Insediamenti ritrovati, scavati nel tufo, attestano però, che fosse già abitata dall’epoca del bronzo, mentre il paese, oggi è costruito sopra ad un centro etrusco.

Per secoli gli Orsini governarono la contea di Pitigliano, difendendola dai vari attacchi di sottomissione da parte di Siena e Orvieto, solo alla fine del 1500, cedette ai Medici e in seguito fu annessa al Gran Ducato di Toscana ma il disinteresse dei Medici la portarono ad un costante declino, fu solo un centinaio di anni dopo che passò sotto ai Lorena e qui ebbe una leggera ma costante ripresa economico culturale.

Fu sotto il governo degli Orsini, che a seguito della donazione di un terreno, al proprio medico di religione ebraica, questi poté costruire la tomba della propria moglie, oggi vi si trova il Cimitero Ebraico a testimonianza della grande presenza di una comunità ebraica, che già da allora, era interamente integrato nel contesto sociale della città, con anche una Sinagoga, per questo che oggi il centro storico di Pitigliano è chiamato anche La Piccola Gerusalemme.

Oggi è meta turistica grazie alla peculiarità del suo centro storico, ed è inserito nella lista dei borghi più belli d’Italia.

 


 

Pitigliano centro storico

 

 

Mai come in questa città, il centro storico è delineato e staccato dal centro moderno, la rupe come perimetro esternoha i dirupi e via Santa Chiara come linea di demarcazione tra l’antico e il moderno.

Tutta la città è bella ma il centro storico è una cosa a parte, tre strade la percorrono per tutta la sua lunghezza e una marea di vicoli e vicoletti, dove solamente piccoli mezzi a motore li possono percorrere, attraversano questa lingua, in una fitta ragnatela di vie d’accesso e le donne anziane, come si faceva negli anni 50, durante il pomeriggio, escono sulle porte delle case con la “scranna”, la seggiolina e si mettono a chiacchierare tra vicine, godendosi il fresco dei vicoli e portandosi un lavoro, da poter fare all’aperto in compagnia.

Nel lato nord-occidentale della città vecchia, si erge una cinta muraria edificata dagli Etruschi, fu costruita perché, essendo la parte meno scoscesa, era ritenuta più debole e quindi soggetta ad un possibile assedio.
 


 

Le mura del centro storico

 

 

 

Una Via Cava del sistema viario di collegamento tra Pitignano e Sovana

Inoltre sempre in zona si trovavano e si trovano le Vie Cave, un sistema viario che collegava  Pitignano alla vicina Sovana, queste sono adiacenti a Porta di Sovana e si presentano prevalentemente come camminamenti tra ripide pareti rocciose di tufo, alte anche oltre i venti metri, costituendo un efficace sistema di difesa contro possibili invasori.

Sotto le mura etrusche si trovano numerose grotte adibite a cantine e non lontano si trova l’Oratorio Rupestre un edificio sacro situato a Pitigliano, una piccola grotta di forma ovale con all’interno delle semicolonnine e archetti a tutto sesto, scolpiti sul fondo della grotta.

La famiglia Aldobrandeschi che controllava, precedentemente la famiglia Orsini, Pitigliano, fece ampliare notevolmente le mura etrusche, fino a delimitare completamente il centro storico, inoltre eressero la Rocca, che poi divenne con gli Orsini la Fortezza Orsini e palazzo residenziale.

 

 

La Fortezza Orsini

 

 

Palazzo Orsini è costituito da una parte posta sopra gli alloggi, fortificata e con merlatura, due torri e un torrione, le strutture murarie esterne sono rivestite con intonaco e alcuni tratti in blocchi di tufo.

All’interno, nel cortile, un pozzo-cisterna di forma esagonale, con decorazioni monumentali, realizzato a copertura di un’ampia cisterna per la raccolta, la depurazione e la distribuzione dell’acqua, immagazzinate al suo interno durante le precipitazioni atmosferiche, rende così autonomo il Palazzo dal paese che veniva rifornito dall’acquedotto mediceo, costruito poco dopo.

 

 

 

L’Acquedotto Mediceo

 

 

Bellissima opera ingegneristica e di massima difficoltà nella realizzazione, visto le asperità del terreno.

Ci sono voluti molti anni per completare la realizzazione, terminata poi con i Medici, l’acquedotto attinge e convoglia, verso Pitigliano, le acque di tre corsi, il Lente, il Meleta e il Prochio.

La parte scoperta e visibile, dell’acquedotto è verso il lato sud-orientale della città, si può vedere la sua struttura, rivestita in tufo, che si integra totalmente con l’ambiente circostante, formato da 13 più piccole arcate sostenute da pilastri, che poggiano sul muro di cinta, altre due arcate più ampie, dipartono con i loro pilastri dal fondo della rupe e con una piccola apertura a nicchia con arco tondo.
 


 

Gli ebrei a Pitigliano che fecero conferire l’appellativo di Piccola Gerusalemme

 

 

Come detto la presenza ebraica a Pitigliano, era molto forte, all’epoca degli Orsini l’accoglienza di alcune famiglie ebraiche, cacciate dallo Stato Pontificio e grazie, già alla presenza del suo medico, fu benvoluta.

Famiglie che in seguito aumentarono, per la cacciate da altre città degli ebrei, gli Orsini, nonostante alcune lamentele da parte dei cittadini, videro di buon occhio il loro arrivo, anche perché essendo detentori di grandi ricchezze, potevano supplire alla continua carenza di denaro della contea.

Aprirono un Banco prestiti su pegno e così poterono finanziare gli Orsini, il banco però con la salita dei Medici fu chiuso e gli ebrei confinati nel ghetto, ci rimasero fino alla venuta dei Lorena, intorno alla metà del 1800 a Pitigliano si contavano circa quattrocento ebrei, tanto che il paese iniziò a meritarsi l’appellativo di “Piccola Gerusalemme“.

Ingresso all’antico ghetto ebraico

La Sinagoga presente in città, intorno agli anni ‘60 crollò per le devastazioni e danni subiti durante la Seconda Guerra Mondiale e così rimase fino al 1993, quando grazie all’ultima famiglia ebraica rimasta a Pitigliano, fu ristrutturata dopo aver fondato l’associazione “La Piccola Gerusalemme”, oggi la Sinagoga è parte di un percorso museale, chiamato “Percorso ebraico” dove si possono visitare, il ghetto ebraico con tutti gli ambienti scavati nel tufo realizzati per ricreare i propri luoghi sacri, vi è il Mikveh, adibito a spazio della Tevilah, il bagno rituale, la cantina Kasher, locale per la produzione del vino, localmente chiamato “vino cotto” perché pastorizzato ad elevate temperature, lo spazio per la macellazione degli animali secondo la tradizione della Torah, il forno delle azzime, la tintoria, dove gli ebrei tingevano le stoffe e le commerciavano.

Nel museo ebraico sono esposti alcuni oggetti del culto ebraico, abiti da cerimonia, fotografie di strumenti per la circoncisione, piatti per la Pasqua e candelabri ed altri oggetti, si trova anche in esposizione una copia dell’arazzo che copriva l’armadio della Torah, l’originale, tessuto con fili di seta d’argento e d’oro da quattro ragazze ebree di Pitigliano, è oggi esposto al museo ebraico di New York.

 

 

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