Piccola Venezia Treviso e i Fontanassi

 

 

Treviso

detta anche la Piccola Venezia

per i suoi “Cagnani” che l’attraversano

 

 

la Piccola Venezia Treviso

la Piccola Venezia Treviso

 

 

Treviso chiamata, appunto, la Piccola Venezia, perché ha la caratteristica di avere molte sorgenti risorgive, sorgenti di acqua dolce di origine naturale, chiamate “Fontanassi”, nel dialetto trevigiano, che formano numerosi fiumi, il più importante è il Botteniga, che una volta oltrepassato le mura, si divide poi nei diversi rami, detti “cagnani”.

Il suo corso d’acqua principale è comunque il Sile, considerato il fiume di risorgiva più lungo d’Italia e d’Europa.

 

 

Visitare la Piccola Venezia seguendo lo scorrere lento dell’acqua nei cagnani

 

 

Piazza dei Signori, l’antica piazza delle Catene o della Berlina, dove veniva praticata la punizione della pubblica umiliazione, chiamata appunto “berlina“, è il cuore di Treviso, qui si trovano i palazzi dell’antica signoria trevigiana, lo stile dei palazzi, un po’ in tutta Treviso, risente l’influenza della Serenissima, la repubblica di Venezia, lo stile architettonico è quello classico che si vede in quasi tutte le città del Veneto.

 

 

 

Piazza dei Signori

 

 

Sul lato est della piazza sorge il Palazzo dei Trecento, risalente all’epoca medievale, intorno al XIII secolo, è chiamato così perché ospitava il Consiglio dei Trecento, il Consiglio guidato dal Podestà, più trecento signori trevigiani, amministravano in questo palazzo la giustizia, era chiamato anche “Palazzo della Ragione”.

Palazzo dei Trecento fu restaurato nel 1944, a causa di una grave distruzione causata dal bombardamento, si possono ancora vedere i segni del palazzo originale e di quello rifatto dopo il bombardamento.

Il palazzo, in mattoni a vista, si compone di due piani, al piano terra, la loggia con archi a tutto sesto, al piano superiore si trova il salone, illuminato da una serie di trifore, finestre divise verticalmente con colonnine in tre aperture.

Internamente sono conservati affreschi realizzati tra XIV e XVI secolo da artisti veneti e le pitture raffiguranti Madonna con Bambino ed i Santi Liberale e Pietro e Le quattro virtù cardinali, mentre su un lato della loggia si trova lo scalone che conduce al primo piano.

Sul lato nord della Piazza, si trova il Palazzo del Podestà con la Torre Civica, allora sede della Prefettura, oggi invece sede del Comune.

A ovest della piazza, sorge il Palazzo Pretorio, mentre a sud, la prima sede della Biblioteca e della Pinacoteca comunale.

 

 

La Fontana delle Tette con la targa apposta in Calmaggiore al posto della fontana

 

 

Poco distante, in via Calmaggiore, dove originariamente la statua era posta all’interno del palazzo Pretorio, si trovava, la Fontana delle Tette, dal nome curioso come la sua storia, fu realizzata nel Cinquecento a seguito di una forte siccità, dai suoi due seni sgorgavano vino rosso e vino bianco per festeggiare ogni nuovo Podestà, oggi però esce solo acqua, il manufatto autentico, seriamente danneggiato, è stato spostato in una teca sotto il portico del Palazzo dei Trecento, mentre la copia della scultura originale è collocata nel cortile di Palazzo Zignoli.

Poco distante all’incrocio tra via Martiri della Libertà e via Indipendenza, troviamo la Loggia dei Cavalieri, uno degli edifici tra i più rappresentativi del centro storico della Piccola Venezia, simbolo del potere politico assunto dai nobili nel periodo del Libero Comune, fu costruita durante la carica di Podestà di Giacomo da Perugia come luogo di convegni, conversazioni, giochi per la nobiltà, i Cavalieri.

Nel Quattrocento, la loggia venne chiusa con portoni e divenne magazzino, poi verso la fine del XIX secolo venne avanzata la proposta di demolizione e creare una piazza, poi un radicale restauro fu affrontato alla fine degli anni ‘80, durante le opere di restauro vennero scoperte porzioni di affreschi.

La struttura è in laterizio ad un unico vano con un lato chiuso e i rimanenti tre si aprono cinque archi, le colonne in pietra di sezione quadrangolare e capitello a piramide tronca, nel centro un’importante colonna in pietra d’Istria su triplice dado in pietra e mattoni con capitello a piramide tronca ad angoli smussati.

 

 

 

Il centro storico

 

 

Il centro storico è parzialmente racchiuso da imponenti mura bastionate, con tre Porte monumentali che ne danno l’accesso.

Porta San Tommaso, è la più grandiosa delle tre porte, eretta nel 1518 dal podestà Paolo Nani, interamente rivestita da elementi decorativi in pietra d’Istria, riprende lo schema degli archi trionfali classici.

Porta Santi Quaranta, intitolata ai Quaranta martiri di Sebaste, i soldati cristiani che, durante la persecuzione di Licinio in Armenia, si rifiutarono di onorare degli idoli e furono per questo puniti con l’assideramento e il rogo.

La costruzione, in stile rinascimentale, è a pianta quadrata, la facciata verso l’esterno della città, è segnata da quattro pilastri incassati di pietra d’Istria, ad impreziosire gli spazi tra un pilastro e l’altro, oltre allo stemma del podestà Vendramin, vi sono quelli della città e del doge Leonardo Loredan.

Posto sopra l’arco centrale spicca il leone marciano, mentre si vedono ancora le tre fessure che servivano per il ponte levatoio, sostituito dall’attuale ponte in muratura.

All’estremità meridionale del centro storico si trova Porta Altinia costruita in mattoni a vista e con poche decorazioni in pietra, molto più sobria rispetto alle altre due porte.

La parte superiore, sagomata a forma di torrione con ampi finestroni sulle facciate interna ed esterna, mentre i fronti laterali presentano ancora i fori delle cannonate. 

 

 

 

La Piccola Venezia e i Cagnani che la attraversano

 

 

Da nord il fiume Botteniga scorre a Treviso, dove viene deviato in tre canali attraverso il centro città, il Canale Cagnan, il Canale Buranelli ed il Canale Roggia, tutti questi canali, come d’altra parte in tutte le città attraversate da acqua, danno alla Piccola Venezia quell’aria di lentezza scandita dallo scorrere lento delle sue acque, le case affacciate sui Cagnani, ricordano molto quelle veneziane.

Tutti e tre i canali nascono al Ponte di Pria, in corrispondenza dell’ingresso in Treviso del Botteniga, da qui si diramano, quello a destra con il nome Cagnan della Roggia, passa sul retro dei giardini delle case di Via Filippini, poi passa sotto al ponte di San Cristoforo, in Piazza Trentin e fiancheggia la strada che prende il nome dal Cagnan.

 

 

 

Cagnan della Roggia

 

 

Qui le case risalgono al XIII secolo, scompare, poi sotto le costruzioni dell’ex monastero di Santa Maria Nova e torna allo scoperto dietro all’ex Tribunale austriaco, da dove riceve le acque della sorgente attiva, nel cortile delle ex-carceri.

Prosegue lento, oltre il Ponte dell’Oliva in direzione dell’ex monastero delle Cappuccine e qui improvvisamente cambia direzione, passa sotto il ponte dei Mussolini, i moscerini, “mussatèi” in dialetto, da qui prende il nome di Siletto, costeggia i palazzi di via Manin, passa sotto il ponte di Corso del Popolo, passa accanto a via Zorzetto, sotto il portico delle Scorzerie dove si trovavano i laboratori degli “scorzèri“, gli addetti alla concia della pelle,per finire come gli altri cagnani nel fiume Sile.

Il Canale Buranelli

 

 

O Canal Medio, è la diramazione centrale del fiume, il suo tragitto passa posteriormente a Palazzo Rinaldi, dopo un primo ponte,dove le donne della zona, usavano lavare i panni, arriva nelle vicinanze della casa appartenuta al poeta Giovanni Comisso, per proseguire e passare sotto il ponte dei Buranelli, dove si trova tuttora un edificio cinquecentesco, dimora di commercianti provenienti dall’isola lagunare di Burano e dove tenevano anche il magazzino merci, da qui la denominazione del canale.

 

 

Più avanti, costeggia l’isolato in cui si trova l’antico ristorante Beccherie, qui si narra, sia stato creato il dolce Tiramisù, baluardo della tradizione italiana.

Questo canale, lungo il percorso, cambia in diversi nomi da Canal Buranelli, a Canal Beccherie per l’antico ristorante, poi dopo essere passato sotto via Martiri della Libertà, riappare, con il nome di Canale dell’Ospedale, sulla quale si trova l’ingresso dell’ex ospedale, ora sede distaccata dell’Università di Padova e dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, costeggia l’attuale piazza Università e come tutti sfocia nel Sile.



Cagnan Grande o Canale della Pescheria

 

 

Nella Piccola Venezia, il Canale più largo e più “importante” è Cagnan Grande, ultima diramazione del Fiume Botteniga, come il Buranelli, passa posteriormente a Palazzo Rinaldi, per poi passare sotto il ponte di San Francesco e il ponte di San Parisio, qui lambisce l’isola artificiale della Pescheria, che  ospita il mercato del pesce cittadino, attraversa i “Ponticelli“, dove sopravvive ancora una copia di una ruota di mulino e dopo aver oltrepassato alcuni ponti confluisce nel Sile presso ponte Dante,noto come “dell’Impossibile“.

Una bella gita alla Piccola Venezia, non può, non effettuarsi lungo i Cagnan, le case, gli odori e le sensazioni che provocano questo lento fluire delle acque, fanno sì che ci si perda in epoche lontane, quando si udivano i canti delle lavandaie e i richiami dei pescatori, che mercanteggiavano il pescato.

Treviso ha tante cose da mostrare ma la Piccola Venezia, il centro storico della città è tutta una cosa a parte.


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