Percorsi cicloturistici tracciato 6 della Ciclovia Adriatica

 


 

 

Nei percorsi cicloturistici la Ciclovia Adriatica

con il tracciato 6

tra storia, natura e mare

 

Lungo i Percorsi cicloturistici da Peschici a Manfredonia la Necropoli La Salata

Lungo i Percorsi cicloturistici da Peschici a Manfredonia la Necropoli La Salata

 

 

Per gli ultimi sprazzi di caldo, una bella gita sui percorsi cicloturistici, che vedono fondersi la storia con la natura e il mare, è d’obbligo una pedalata sul tracciato n°6 della Ciclovia Adriatica.

Volendo fare un po’ di bikepacking o anche solo una gita giornaliera di trekking in bicicletta, tra i percorsi cicloturistici, il percorso che parte da Peschici per arrivare a Manfredonia, passando da Vieste e Mattinata, è un modo di conoscere la Puglia ma è solo una minima parte, i percorsi cicloturistici con i suoi tracciati ripercorrono tutta la spina dorsale dell’Italia, partendo da Trieste a Leuca, per un totale di 1788 chilometri.

 

 

Partenza sui percorsi cicloturistici da Peschici

 

 

Peschici nota località balneare in provincia di Foggia, è parte del Parco Nazionale del Gargano, situato proprio sullo “sperone d’Italia”, la località è caratterizzata da numerose baie e cale, con spiagge la cui granulometria è estremamente fine.

Sorge su una rupe in una splendida posizione a picco sul mare, dove predomina, dalla punta più alta e più a ridosso dello strapiombo, il Castello Bizantino.

 


 

Il Castello di Peschici meta visitabile sui percorsi cicloturistici

 

 

Edificato nel 970 a protezione delle terre garganiche dalle incursioni di Saraceni, Slavi e pirati, appartenne ai monaci dell’abbazia delle Tremiti, sotto il regno di Federico II, fu abbellito con l’edificazione della splendida torre, chiamata “Rocca Imperiale” e durante il viceregno spagnolo, per conferirgli un aspetto più minaccioso e maestoso nei confronti dei Turchi, che spesso effettuavano delle incursioni in queste terre, fu ristrutturato e venne costruito un recinto, chiamato “recinto baronale” a protezione delle precedenti strutture.

Ristrutturato e divenuto, nel XIX secolo proprietà privata di alcuni signori del luogo, oggi è visitabile, anche se dell’antico Castello, resta soltanto il piano inferiore, perfettamente ristrutturato e risanato, dove si pensa ci fossero i depositi di armi e di cibo e le prigioni.

Il castello di Peschici a strapiombo sul mare

Oggi i locali originali, vengono utilizzati ad esposizione oggetti antichi e utensili dell’epoca e questi locali sono indicati col nome di “segrete”.

In prossimità dell’uscita, si trova un porta che conduce ad un terrazzo panoramico a strapiombo da cui è possibile ammirare uno stupendo panorama della costa garganica, la spiaggia e una porzione della città, in direzione del mare è possibile scorgere le isole tremiti e nei giorni limpidi, si possono intravedere le coste croate.

Per ulteriori informazioni o prenotare una visita si può contattare la struttura, tel. 0884.962289 – 0884.962021 – 0884.964067 – 0884.964078

e-mail: info@peschicicastello.it  www.peschicicastello.it

 


 

Da Peschici a Vieste sui percorsi cicloturistici

 

 

Lungo il percorso garganico, ombreggiato e con saliscendi da dove la vista della costa è cosparsa da Torri di Avvistamento, notiamo anche i famosi “Trabucchi”, che a volte ci invitano ad una sosta, per ammirare queste magnifiche macchine da pesca dirigendoci verso Vieste.

A metà strada da Vieste, nella maestosa roccia della baia garganica di Manaccora si apre il Grottone di Manaccora, chiamato anche Grotta degli Dei, ampia cavità naturale abitata sin dall’età del bronzo.

veduta panoramica di Peschici

Questa si estende per più di 90 metri all’interno di un massiccio calcareo, dove gli uomini dell’età del bronzo sfruttarono nicchie e cavità naturali, lungo le pareti, per realizzare strutture ipogeiche destinate ad ospitare riti propiziatori della fertilità e successivamente, utilizzati anche come tombe collettive fornite di corredo funerario, con vasi, armi di bronzo, monili in bronzo, ambra e pasta vitrea.

Furono realizzate diverse capanne sorrette da pali di legno addossate alle pareti e coperte da tettoie lignee,  è possibile visitare la ricostruzione di una capanna, con bozzetti della vita domestica di un tempo, le sepolture con corredo funebre e gli strumenti degli antichi mestieri.

Pochi chilometri prima di Vieste, possiamo fare tappa alla Necropoli Paleocristiana La Salata, maestosa e suggestiva testimonianza dell’arrivo del Cristianesimo sul Gargano e Vieste.

E’ il complesso cimiteriale più importante del Gargano, la “la salata” si sviluppa su un grottone con una falesia alta circa 30 metri e posta di fronte al mare, resa più appartato da un ruscello proveniente da una grotta naturale, sulle cui pareti sono scavate alcune tombe.

All’interno del grottone, i loculi, di diverse dimensioni, sono sparsi ovunque, anche negli anfratti più appartati e nascosti, anche a notevoli altezze, i più piccoli erano atti a cogliere le ceneri dei defunti cremati, mentre sulla parete sinistra si notano alcune arche sepolcrali internate nella parete e contornate da tombe, mentre su quella di destra sono ubicati due complessi sovrapposti, a quello superiore, si accede per mezzo di una stretta scalinata ricavata nella roccia stessa.

Una tappa a Vieste e per ammirare il monolite alto circa 25 metri chiamato Pizzomunno, che è il simbolo stesso della cittadina garganica.

Pizzomunno il monolite alto 25 metri

 


 

I percorsi cicloturistici proseguono da Vieste a Mattinata

 

 

Partendo da Vieste per raggiungere Mattinata, i percorsi cicloturistici sono due, il primo che transita lungo la costa, con panorami tra mare e collina, l’azzurro smeraldo delle acque e il verde delle pinete incontaminate, un percorso sicuramente impegnativo, contraddistinto da ripidi sali-scendi, come la salita di Santa Tecla e quella di Pugnochiuso.

Lungo questo tratto, ben ombreggiato, si può fare sosta rigenerante alla splendida baia di San Felice, dove ci aspetta, se possibile, un rilassante bagno nelle acque tranquille, oppure la vista dell’Arco San Felice, la Torre di avvistamento, che si erge su uno sperone di roccia a punta nel mare e la Grotta della Campana, con volta a forma di campana da cui prende il nome, la cavità è raggiungibile solamente a nuoto o tuffandosi da un pedalò o da una barca.

Arco di San Felice

Passato Pugnochiuso altra sosta, possibile, è alla Baia delle Zagare per poi proseguire fino a Mattinata.

Il secondo dei percorsi cicloturistici da Vieste a Mattinata, è la variante Foresta Umbra, una strada interna che attraversa la Foresta, in salita fino al Valico del Lupo, per poi affrontare la lunga discesa, che termina a Mattinata ma per chi è allenato ne vale sicuramente la pena, per il panorama e le sensazioni che la Foresta Umbra nella sua secolare tranquillità di un entroterra lussureggiante di vegetazione forestale, offre.

 


 

Mattinata

 

 

Adagiata su due colline, Coppa Madonna e Castelluccio, ha alle spalle il Monte Saraceno a sud e il Monte Sacro a Nord, mentre una lussureggiante pianura di oliveti e il mare ad est.

Una delle caratteristiche, che attira appassionati e studiosi, è la possibilità di reperire 61 specie di orchidee, alcune delle quali crescono esclusivamente nella zona.

Il rione “Junno”, così è chiamato il centro storico della cittadina, è situato nella parte bassa e preserva alcuni esemplari della tipica abitazione, chiamate “pagliai”.

I pagliai sono tipiche costruzioni in pietra a secco e risalgono intorno alla metà del XVIII secolo, le strutture sono a base rettangolare, basse e formate da pietre calcaree grezze incastrate l’una sull’altra.

Interessanti da visionare sono i Palazzo Mantuano, costruito nel 1840 ed ex-residenza di una delle famiglie più influenti di Mattinata, oggi sede della biblioteca multimediale comunale, dove vengono anche ospitate numerose mostre di artisti e Palazzo Barretta, degli inizi del Novecento, residenza del facoltoso proprietario terriero Giovanni Barretta, da cui il palazzo prende il nome, purtroppo la famiglia si è estinta senza eredi e oggi è sede del Comune di Mattinata.

Una sosta è obbligatoria alla Baia dei Mergoli o Baia dei Faraglioni, caratterizzata dalla presenza di alte scogliere, dai “due Faraglioni“, roccia calcarea lavorati dalla natura, che sorgono dal mare, delle foreste di pini e della spiaggia di ciottoli bianchi, considerata uno dei posti più rinomati e conosciuti della Puglia.

 


 

Ultimo tratto dei percorsi cicloturistici che ci porta a Manfredonia

 

 

Questo è il tratto meno interessante dei percorsi cicloturistici che va da Peschici a Manfredonia, non è tanto lungo solamente 17 chilometri, evitando l’imbocco della galleria di Monte Saraceno proseguiremo per la vecchia strada che ci porterà in cima alla Cavola, per poi imboccare una comoda discesa fino all’imbocco della SS 89, che percorreremo per circa un chilometro mantenendoci sulla fascia di emergenza, sulla sinistra incontreremo l’incrocio con la Litoranea Varcaro, la percorreremo fino a Manfredonia dove terminerà la nostra gita in bicicletta, magari gustandoci seduti di fronte al mare, la farrata, dolce di pasta sfoglia a base di farro e caratterizzata dal gusto dolce del ripieno di ricotta.

 

 

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