Pasticceria Sarda sua maestà la Pardulas de Arrescottu scenografico e delizioso

 


 

 

Un dolce della pasticceria sarda

la Pardulas de Arrescottu

che scatenerà un applauso a chi la prepara

 

Pardulas de Arrescottu i re della pasticceria sarda

Pardulas de Arrescottu i re della pasticceria sarda

 

 

 

Un dolce spettacolare si può dire scenico, perché quando fa la sua comparsa a tavola, tutti si zittiscono, entra il Re della pasticceria sarda la Pardulas de arrescottu, nel centro del piatto, questa “pasta” a forma quadrata o a stella, con gli angoli pizzicati, è quasi un peccato romperla per mangiarla, alla vista è meravigliosa ma al gusto lo è ancora di più.

La mia amica Carla, quando è venuta a trovarmi, trovandosi di passaggio per andare a Milano, oltre a insegnarmi e prepararmi i Birighitti di Sorso, dolcetti sardi morbidi e zuccherosi, mi ha insegnato e preparare Is Pardulas con Arrescottu o formaggelle di ricotta dolci, che possono essere eventualmente anche salati.
 


 

Is Pardulas con Arrescottu la loro storia nella pasticceria sarda

 

 

Non si sa molto di questi dolci della pasticceria sarda, quasi sicuramente è una tra le più antiche ricette e deriva dalle “placente“, come descrive Catone nel suo testo “De Agri Cultura, piccole tortine sfogliate di origine greco-romana e ne spiega ingredienti e preparazione.

Anche il fatto che vengano preparati, tradizionalmente nel periodo pasquale, può essere abbinato al fatto che, come ingrediente principale, si utilizzi del formaggio fresco ed è proprio in quel periodo che i pastori della Sardegna usino prepararlo.

Il loro nome proviene dal latino “Quadrula”, a forma quadrata, o come ho trovato nel sito ladonnasarda.it, “Per alcuni spiega Il Giardiniere, poeta menestrello dell’Università di Aristan nelle sue riflessioni notturne: «deriva da partula che vuol dire partoriente. L’immagine che si ha è quella della pancia di una donna che sta per dare alla luce un bambino». Una piccola cupola come un ventre rigonfio che racchiude l’anima dell’Isola, pronto a dare alla luce l’essenza sarda…

Questi dolci della pasticceria sarda erano e, oggi un po’ meno, sono presenti anche nella vigilia del giorno dei morti, si offrivano alle anime dei defunti e come omaggio a Maria Puntaoru, donna bruttissima e sempre affamata.
 


 

La leggenda di Maria Puntaoru

 

 

La leggenda, ormai sta sfumando nelle nuove generazioni ed è un peccato, narra che Maria Puntaoru, Maria Spiedo, fosse una donna bruttissima, quasi una figura stregonesca, sempre affamata e molto povera, morta appunto per fame e sognando un piatto di spaghetti “marraccoisi longusu”.

Tradizione vuole che la notte tra il 31 ottobre e il 1 novembre, si lasci sempre la porta di casa aperta e la tavola apparecchiata, per dar modo alla donna di entrare e sfamarsi, non trovando l’ospitalità, richiesta, con lo spiedo, che si porta sempre dietro, buca la pancia dei bambini per cibarsi di ciò che loro hanno mangiato.

La notte di Halloween, a Bauladu , un paese della sardegna, fino a qualche decennio fa, il sacrestano della parrocchia, vestito di bianco, con una campanella e uno spiedo in mano, cominciava a passare di casa in casa.

Agitando la sua campanella, richiamava l’attenzione  e chiedeva, a tutti coloro che gli avessero aperto, cibo per le anime, lo spiedo che impugnava, era l’arma appropriata a combattere l’egoismo e l’avidità di quelli che rifiutavano di condividere il proprio cibo con gli altri, diventando, così, lo strumento simbolico, che avrebbe aperto lo stomaco avido per prendere tutto il cibo ingurgitato a cena.
 


 

La ricetta e la preparazione della Pardulas de Arrescottu re della pasticceria sarda

 

Ingredienti per 4 Pardulas

 

200 grammi di semola finissima

200 grammi di farina 00

500 grammi di ricotta fresca

150 grammi di zucchero

50 grammi di strutto

3 uova

limone uno

1 arancia

un pizzico di zafferano

sale

 

Preparazione

 

Per preparare come prima cosa l’involucro della Pardulas, mettere su una spianatoia o in una planetaria la farina, la semola e lo strutto, aggiungere un pizzico di sale  e aiutarsi con dell’acqua tiepida fino ad ottenere un composto compatto e liscio, ottenuto questo tipo di impasto, modellare a palla e coprire con un panno. Lasciar riposare per almeno trenta minuti, nel frattempo che la pasta riposa amalgamare in una terrina, la ricotta le uova, lo zucchero, lo zafferano e la buccia dell’arancia e del limone grattugiati.

Stendere l’impasto in sfoglia fina di uno spessore più o meno di 1-2 millimetri e ritagliare dei cerchi di diametro di 6-8 centimetri circa ma la grandezza della Pardulas, la potete decidere a vostro piacimento, potete farli più piccoli o più grandi, dipende anche dall’importanza dell’occasione o del pasto.

Disporre all’interno di questi cerchi circa un cucchiaino di ripieno, sollevare i bordi pizzicando i lati in quattro  punti creando così una scatoletta quadrata o se volete, pizzicate in più punti a formare delle piccole stelle.

Sistemare le Pardulas de Arrescottu nella teglia precedentemente coperta con della carta forno e metterle nel forno preriscaldato a 170° per circa mezz’ora.

Servite in pompa magna questi dolci della pasticceria sarda e sentirete gli applausi che i vostri ospiti o parenti vi faranno, degni di una regina della pasticceria.

Buon Appetito!!!
 

 


 

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