Passione di Gesù conoscete il Venerdì Santo di Teramo e Chieti?

 


 

 

Passione di Gesù il Venerdì Santo a Teramo

comincia all’alba con processione

che attira fedeli e devoti

 

 

La processione del Venerdì Santo che conclude la Passione di Gesù a Teramo

La processione del Venerdì Santo che conclude la Passione di Gesù a Teramo

 

 

Tra un po’ è Pasqua e il Venerdì Santo in Abruzzo è una tradizione molto antica, quella di Chieti è forse la processione più antica d’Italia, la sua origine risale all’ 842 d.C. e quella di Teramo, la processione della “Desolata” o “Penitenziale, insieme a quella del Cristo Morto, sono tra le manifestazioni più care alla cittadinanza teramana, antichissime per origini, quella mattutina, la Penitenziale, si celebrava già dal 1260.

 

Il Venerdì Santo termina la Passione di Gesù e a Chieti viene celebrata così

 

Conclusasi ufficialmente la ricostruzione della Cattedrale, quella vecchia fu distrutta da Re Pipino nel 801, nello stesso momento nacque la Processione del Venerdì Santo ma fu solo al XVII secolo, che prese la conformazione attuale, quando nacque la Confraternita che ancora oggi ne cura l’allestimento e la preparazione, ovvero l’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti.


La tradizione vuole che la processione si debba sempre svolgere, anche se le condizioni atmosferiche fossero pessime, una testimonianza a prova del fatto, è che durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1944 nonostante l’emanazione del divieto di effettuare la sacre processione, essa si svolse ugualmente e per tale motivo, i militari tedeschi entrarono in Cattedrale, per rastrellare gli uomini che ne avevano preso parte ma fortunatamente non ebbero successo, perché i confratelli riuscirono a scappare dalle varie uscite della Cattedrale.

La sera del Venerdì Santo, intorno le 19,00 la processione parte dalla Cattedrale di San Giustino, dove alla fine della Santa Messa, si esibisce, sulla scalinata che porta all’altare maggiore, il coro composto da oltre 160 elementi, con altrettanti musici, che intona lo struggente Miserere composto verso il 1740 da Saverio Selecchy, maestro di Cappella della Cattedrale.

Processione durante la Passione di Cristo del Venerdì Santo con l’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti

In testa alla processione si trovano le confraternite cittadine, ognuna col proprio stendardo, crocifisso e nell’abito tradizionale della confraternita, seguono il Capitolo Metropolitano, il collegio dei prelati ai quali spetta assolvere le funzioni liturgiche della Cattedrale e i Cavalieri del Santo Sepolcro, insieme all’Arcivescovo.

Subito dopo escono i membri dell’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti, vestiti con una tunica nera, mozzetta gialla e cappuccio nero, infine è il turno dei Musici e dei Cantori.

I membri dell’Arciconfraternita del Sacro Monte, inoltre, portano i simulacri rappresentanti i Simboli della Passione di Gesù, circondano le Statue del Cristo Morto e della Madonna Addolorata, solo a loro spetta anche il compito di trasportare questi Sacri Simboli, secondo una tradizione che si tramanda di padre in figlio.

L’aspetto più commovente e singolare della Processione è infatti l’attaccamento delle famiglie cittadine a tramandarsi , di padre in figlio, l’onore di far parte della Processione.

 

Il trasporto del Cristo Morto durante la processione del Venerdì Santo      a Chieti

 

L’attività dell’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti

 

Nata nei primi anni del XVII con lo scopo, simile a tutte le altre aggregazioni, di pregare per i defunti, compiere opere di carità e seppellire i numerosissimi morti che al tempo erano disseminati nelle campagne a causa di guerre e pestilenze.

La cripta della nuova cattedrale, costruita sulla vecchia cattedrale, con l’altare del Santo patrono della Città di Chieti, sotto cui erano deposte le spoglie dell’eremita Giustino, era il luogo nel quale i Confratelli si riunivano prima di erigere, in un ambiente della medesima cripta, una cappella splendida per i preziosi stucchi settecenteschi che ne adornano pareti e soffitto.

Oggi oltre a essere pronta al servizio, al volontariato, all’impegno quotidiano, alla carità cristiana, all’amore verso il prossimo e ad essere un sicuro punto di riferimento, nei campi della pratica e della testimonianza religiosa e del servizio verso i fratelli che tendono la mano, è anche l’organizzatrice del Venerdì Santo nella Passione di Gesù a Chieti.


 

 

Il Venerdì Santo a Teramo con la Passione di Gesù

 

Il Venerdì Santo a Teramo rievoca annualmente nella città abruzzese la Passione di Gesù e la sua morte.

La caratteristica che la rende forse unica, è l’ora insolita in cui essa si svolge, dalle quattro alle sette del mattino, una fascia oraria possibile solo a persone fortemente motivate, provate dal sonno e dal freddo, dato il periodo in cui cade la ricorrenza.

La processione dell’Addolorata o Penitenziale, è una sacra rappresentazione, che rievoca l’affannosa e angosciante ricerca da parte della Madre, del Figlio condannato a morte.

La ricerca o “Cerca” si attua per sette chiese, rappresentanti i “Sette dolori della Madonna” ed è organizzata dall’Arciconfraternita di Santa Maria della Cintola, detta “dei Cinturati“.

Si comincia alle 3.00 del mattino, alcune persone iniziano a girare in città suonando le traccole, le raganelle, poiché le campane sono legate, per annunciare l’imminente uscita della processione.

La Madonna Addolorata durante la processione portata a spalla              dalle donne velate

La processione parte dalla Chiesa di Sant’Agostino alle 4.00, i partecipanti escono dalla chiesa nell’ordine:

Il confratello che porta la croce penitenziale lignea, le donne velate ed in gramaglie,un abito a lutto lungo, che intonano i canti sacri del Venerdì Santo, detti pianti, il clero, la statua della Madonna addolorata, detta la Desolata, splendido simulacro, issato su una base processionale lignea, è portato a spalla da alcune donne vestite di nero, la banda musicale che intona le struggenti melodie sacre e i fedeli che, nel primo tratto della processione, quando è ancora buio, portano le candele, rendendo l’atmosfera ancora più suggestiva.

Si percorre sempre lo stesso itinerario, sostando, secondo un rituale ormai consolidato, nelle seguenti sette chiese, dove sono allestiti gli altari della reposizione, chiamati sepolcri

  • Chiesa del Cuore Immacolato di Maria
  • Cattedrale di Santa Maria Assunta
  • Chiesa di San Domenico
  • Chiesa di Santo Spirito
  • Chiesa della Madonna del Carmine
  • Santuario della Madonna delle Grazie
  • Chiesa di Sant’Antonio, dove si uniscono al corteo anche le autorità civili
  • Chiesa dell’Annunziata

In ognuna di queste chiese la Madonna addolorata entra per cercare suo Figlio condannato a morte, Gesù, e nelle prime sei chiese non lo trova.

Arrivati nella Chiesa dell’Annunziata, intorno alle 7.00, la statua della Madonna addolorata entra e questa volta trova finalmente la statua di Gesù Cristo morto, deposto in un grandioso catafalco a baldacchino, sorretto da angeli.

La Madonna sosta per molti minuti in questa chiesa e, dopo aver dato l’estremo saluto al Figlio, esce e riprende il suo cammino, rientrando infine nella Chiesa di Sant’Agostino.

Durante la processione, le strade percorse sono listate a lutto e i balconi dei palazzi e delle case sono coperti da drappi di stoffa nera o viola.
 

 


 

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