Otranto il mistero del mosaico pavimentale della cattedrale

 


 

 

Il mistero racchiuso nel mosaico

della cattedrale di Otranto,

Re Artù, i Merovingi, i Vangeli Gnostici

 

 

Una vista del Mosaico di Otranto all'interno della Cattedrale

Una vista del Mosaico di Otranto all’interno della Cattedrale

 

 

 

Sulla punta del tacco dello stivale, l’Italia, si trova la “Porta d’Oriente” nel punto più orientale della penisola, Otranto, antico capoluogo della Terra d’Otranto, con Lecce, Brindisi e Taranto.

Riconosciuto come Patrimonio Culturale dell’UNESCO quale Sito Messaggero di Pace, ed è entrato a far parte del club I borghi più belli d’Italia.

Importante centro turistico del Salento, con le sue bianche spiagge, che non hanno nulla a che invidiare a quelle caraibiche, conserva un nucleo storico molto particolare, suggestivo e ricco di misteri, che si racchiudono all’interno della cattedrale.

Edificata sui resti di una domus romana, fu dedicata alla Vergine Annunziata, al suo interno vi sono conservati i teschi dei Beati Martiri di Otranto, cittadini decapitati dai Turchi sul Colle di Minerva il 14 agosto 1480, per non aver voluto rinnegare la fede cristiana.

La ferocia dei turchi, che demolirono la facciata della cattedrale, non riuscì però ad intaccare l’interno, che conserva il suo tesoro più prezioso, un immenso mosaico, il più grande d’Europa, che ricopre tutto il pavimento della chiesa.
 


 

Il mistero racchiuso nel mosaico della cattedrale di Otranto

 

 

Il Mosaico della Cattedrale di Santa Maria Annunziata di Otranto, ricopre il pavimento delle tre navate, realizzato tra il 1163 e il 1165, per opera del monaco basiliano Pantaleone, insieme ad un nutrito gruppo di artisti, è lungo 16 metri, parte dall’ingresso per arrivare alla parte terminale della chiesa dove trova posto l’abside.

Nel suo complesso, visivamente, appare come l’albero genealogico, è la rappresentazione dell’Albero della Vita, uno spaccato della cultura del medioevo molto originale, tanto da considerarlo un vero e proprio mistero di arte e di fede, denominato “l’enigma di Otranto”, ha come figura centrale l’Albero della vita, lungo il quale si svolgono le principali rappresentazioni ma, cosa non molto chiara, la narrazione, la cronologia, parte dall’apice dell’albero, per poi svilupparsi verso le radici e non al contrario, come è logico supporre, sembra quasi che la crescita dell’albero spinga verso l’alto i fatti svoltisi, dal momento della sua prima nascita e sviluppo.

Due tronchi minori percorrono le navate laterali, fra i rami di quello centrale, incontriamo storie della Bibbia, come la cacciata di Adamo ed Eva dall’Eden, la costruzione dell’arca di Noè, Caino e Abele, la Torre di Babele, Salomone e la Regina di Saba.

In una serie di cerchi, sono rappresentati i dodici mesi dell’anno con i lavori relativi alle diverse stagioni, cioè la vita terrena e quotidiana.

La rappresentazione del Mosaico nell’abside

Inseriti nel mosaico, compaiono i protagonisti di leggende medievali, come Re Artù e Alessandro Magno e personaggi dei miti pagani, come Sansone, Diana e Atlante, oltre ad un intero bestiario medievale, ricco di ambigui significati simbolici.

Nell’abside, sono presenti gli “episodi” del Libro di Giona, ma anche una scena di caccia al cinghiale, vi è rappresentato Sansone che lotta contro un leone, un gigantesco drago alato che stritola fra le sue spire un cervo, due scimmie che mangiano frutta, un essere umano con testa d’asino, altre tre figure umane.
 


 

Il Presbiterio nella cattedrale di Otranto

 

 

Nell’area del presbiterio, subito davanti all’altare troviamo sedici medaglioni o ruote con all’interno rappresentazioni che indirizzano ad animali o figure umane mitiche, un Toro, un Behemot, un Leviatano che tiene tra le fauci una lepre e viene a sua volta assalito da un leone che ne addenta la coda, un Dromedario rampante, un Elefante con stella a cinque punte, una Lonza, probabilmente una lince, con volpe insanguinata, un’Antilope, un Centauro, un Cervo ferito, un Unicorno, la Regina di Saba, il Re Salomone, una Sirena che stringe nelle mani, le sue due code, un Leopardo e un Ariete, in basso centralmente con il vertice dell’albero i due medaglioni con Adamo ed Eva, tra i vari medaglioni vengono rappresentate varie figure animali, fra cui un asino che suona la lira.

 

La sezione del Mosaico dedicata ai sedici medaglioni sotto l’altare

 

 

il significato di alcune rappresentazioni

 

 

Le varie raffigurazioni non hanno un significato molto chiaro, Adamo ed Eva, con i medaglioni intersecati dal serpente, rappresentano il peccato, “Eva prese il frutto dall’albero della scienza del bene e del male e ne mangiò…poi ne diede ad Adamo che era con lei, e anch’egli ne mangiò”, il Behemot rappresenta nel mosaico, il simbolo delle potenze malvagie che si oppongono a Dio.

Il Leviatano, che simboleggia le forze del male e del caos che si oppongono a Dio, qui rappresenta il dominio di Dio, su tutto ciò che questo mostro simboleggia, dominio che l’uomo non può esercitare e, qui rappresentato dalla volpe, animale indifeso che pone tutta la sua speranza in Dio.

Il Dromedario simbolo dell’umiltà, della docilità e della temperanza, qui invece rampante e quindi simbolo di superbia, l’Elefante con la stella a cinque punte, simbolo di intelligenza e memoria, se le sue ossa o pelle vengono bruciate, l’odore scaccia e mette in fuga i rettili nocivi e velenosi, quindi chi conserva dentro di sé le opere e i comandamenti di Dio non può essere attaccato dai malvagi, mentre la stella a cinque punte, simboleggia la relazione tra il numero cinque e i cinque sensi dell’uomo.

Le Sedici ruote del presbitero

La Regina di Saba, incoronata e che tende una mano a Re Salomone, indica l’allegoria del medioevo, a riconoscere nella Regina, la Chiesa, mentre Re Salomone conserva nella mano sinistra lo scettro, mentre la destra è sollevata e con le dita indice e medio sollevate e unite in segno di fedeltà a Dio e al Regno.
 


 

L’Albero della Vita

 

 

Al di sotto del presbiterio e alla raffigurazione dei sedici medaglioni viene rappresentato l’episodio di Adamo ed Eva,nella parte sinistra della navata, nell’Eden e poi, sulla destra, cacciati da un cherubino, fuori dal Paradiso Terrestre, la cui porta è sorvegliata da un uomo con un bastone e qui Adamo ed Eva, escono dal Paradiso Terrestre scortati da uno dei protagonisti del ciclo bretone e cioè Re Artù, a cavallo di un caprone.

Sul lato destro, a fianco di Adamo e Eva, è raffigurata la vicenda di Caino e Abele e subito sotto, sempre all’interno di medaglioni, questa volta 12, sono raffigurati i segni zodiacali e le varie attività che si svolgono nei dodici mesi corrispondenti, riguardanti i lavori dell’uomo, dall’arare la terra , la raccolta del grano, la caccia al cinghiale, la vendemmia ma anche scene di ozio, come un uomo nudo che si pulisce i piedi, oppure una donna molto elegante seduta su uno sgabello.

Posto sotto i medaglioni con lo zodiaco, la rappresentazione del Diluvio Universale, le gesta di Noè e sotto a sinistra la costruzione della Torre di Babele, altre figure fantastiche compaiono nel Mosaico della cattedrale di Otranto, un animale con quattro corpi e una testa umana, un drago, la dea Diana che uccide un cervo con la freccia, un centauro, una scena di combattimento fra due uomini dotati di mazze e scudi, con accanto un cavallo, altre figure zoomorfe e antropomorfe, un’immagine di particolare interesse, una scacchiera e Re Alessandro Magno che ascende al cielo sopra due grifoni, a rappresentare il “Volo di Alessandro e per finire due cavalieri nudi che suonano l’olifante, mentre alle radici dell’albero, sono raffigurati due grandi elefanti.

Nella navata di destra della Cattedrale, tra i rami di un altro Albero, si trovano delle figure zoomorfe, mitiche ed umane, tra cui un Atlante che sembra reggere un Sole policromo e un uomo indicato come Samuele.

In quella di sinistra un altro Albero ma questa volta si rappresenta il Giudizio Universale, diviso in due parti, a sinistra il Paradiso e dunque alla Redenzione, a destra l’Inferno e dunque la Dannazione.

Il Mosaico di Otranto presenta ancora moltissimi aspetti che ancora non trovano spiegazioni fra i suoi studiosi, dal punto di vista invece della simbologia, i rimandi sono ovviamente molteplici, dall’Albero della Vita posto nell’Eden, a quello rappresentato nella Cabala, o del settimo cielo, secondo la religione islamica.

Altro argomento è la totale assenza di raffigurazioni, di scene, come anche di personaggi, del Nuovo Testamento, spiegazione, che ha trovato forse nel divieto di far calpestare tali figure, da parte dei fedeli, come effettivamente si riconosce in altri mosaici pavimentali dell’epoca.
 


 

L’interpretazione gnostica del Mosaico

 

 

I personaggi del mosaico, danno luogo a molteplici tesi interpretative, ad esempio quella in chiave cabalistica o gnostica, quest’ultima, ricondurrebbe al mistero che forse più affascina l’umanità da secoli, il Santo Graal, la coppa contenente il sangue di Gesù Cristo, che fu utilizzata dal Salvatore nell’Ultima Cena, con straordinari poteri mistico-magici, tra i quali donare la vita eterna.

Per i Vangeli Gnostici, la coppa utilizzata, sarebbe una metafora a rappresentare in realtà il Sang Real, o la progenie reale, in quanto Cristo sposò Maria Maddalena ed ebbe da lei dei figli, di cui esisterebbero ancora i discendenti.

Lo gnosticismo, fu un’importante corrente del Cristianesimo antico, sviluppatasi nel II-III secolo, in contrasto con la “grande Chiesa”, quella che diverrà la Chiesa cattolica ed ortodossa universalmente riconosciuta.

Un movimento che in generale era contrario all’eredità ebraica del cristianesimo e riteneva che la salvezza dipendesse da una forma di conoscenza superiore e illuminata, “gnosi”, frutto del vissuto personale e di un percorso di ricerca della Verità, non dettata dai dogmi della fede, impedendogli di evolvere a Dio e alla Verità.

Gli gnostici identificavano il Dio del Vecchio Testamento con la potenza inferiore del malvagio Demiurgo,Satana, creatore di tutto il mondo materiale, in conflitto con il Dio del Nuovo Testamento, l’Eone, perfetto ed eterno.

Rifiutarono la resurrezione di Cristo, che dopo la sua morte, sarebbe tornato sulla terra solo nella sua forma divina, liberato dal corpo materiale.

Tutte queste convinzioni contrastavano fortemente con i dogmi del cristianesimo e quindi inevitabile che le dottrine gnostiche fossero considerate come eretiche.

 

 

 

I simboli gnostici del Mosaico di Otranto

 

 

Uno dei simboli più rappresentativi dei Vangeli gnostici presenti nel mosaico e che il monaco Pantaleone conosceva bene, è quello di se stesso, il frate è rivolto verso l’Unicorno, si legge nel “Bestiario Divino”, che l’unicorno viene associato al Vangelo di Verità, un documento gnostico Valentiniano, il brano tratto dal testo è, L’unicorno possiede un sol corno nel mezzo della fronte. Esso è il solo animale che può vincere l’attacco dell’elefante; L’unicorno rappresenta Gesù Cristo. Che acquista su di sé la sua natura nel grembo della vergine, che fu tradito dai giudei e consegnato nella mani di Ponzio Pilato. Il suo unico corno simboleggia il Vangelo di Verità”.

La figura della regina di Saba è un altro elemento che caratterizza le opere gnostiche, secondo quanto rinvenuto nei codici di Nag Hammadi, l’insieme di testi gnostici cristiani e pagani, Maria Maddalena sarebbe la discendente dell’antica casata, nata dall’unione del re Salomone, con la grande regina etiope di Saba, le pergamene narrano la sua vita, dalla nascita fino all’ascensione, di come incontrò Gesù, di cui era sposa, e dei suoi meravigliosi bambini.

Scendendo lungo l’albero scopriamo i due elefanti, che si trovano in fondo all’albero, sono raffigurati nell’atto dell’accoppiamento e fungono da base all’albero stesso, i suoi rami arcuati formano proprio una coppa, quindi l’unione dei due elefanti sembra quindi dar vita al Graal, che è il grembo in cui nascerà la stirpe regale legata allo stesso Gesù, il vangelo canonico, considerato il più gnostico di tutti, è quello di Giovanni e nel Mosaico di Otranto è rappresentata una strana analogia, Io sono la via, l’albero, il tronco, la via attraverso cui si arriva a Dio, la verità, l’asse che media tra gli estremi della cabala, la vita, l’albero della vita.

Molte altre immagini sono rappresentate nel Mosaico, che hanno una definizione gnostica ma la cosa diventerebbe molto lunga e laboriosa da spiegare, lo scopo è solo quello di creare la curiosità e fare in modo che possiate passare una giornata piacevole, ad ammirare questo capolavoro dell’arte italiana, magari guardandolo con un occhio diverso, ora che ne sapete di più.

 

 

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