ORVIETO la città millenaria



 

 

 

ORVIETO

una delle città più antiche d’Italia

 

 

La rupe orvietana su cui sorge la città, vista dall'alto

La rupe orvietana su cui sorge la città, vista dall’alto

 

Il comune di Orvieto, sorge su una conformazione rocciosa di notevoli dimensioni, con pareti molto ripide, in provincia di Terni.

E’ una della città più antiche d’Italia, risalente al IX secolo a.C., i suoi primi insediamenti si collocano all’interno di grotte ricavate nella conformazione rocciosa dove attualmente sorge la città di Orvieto.

Comune inserito nei cinquanta più estesi d’Italia, con una superficie di 281 km², il cui punto più elevato è il Monte Peglia, 837 metri s.l.m. e facente parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana.

 

La storia in breve di Orvieto

 

Testimonianze archeologiche la inseriscono in una delle Dodici Città stato Etrusche, ebbe un notevole sviluppo economico, sfruttato principalmente da ricche famiglie sotto un governo imposto da un gruppo ristretto di persone, diventando inoltre, in base a testimonianze riscontrate nelle vicine “necropoli”, una città multietnica.

Questo permise alla città, allora denominata Velzna, Volsinii dai romani, di diventare un fiorente centro commerciale e artistico, garantita da una supremazia militare, grazie alla sua posizione dominante sopra alla rupe, che le conferiva l’aspetto di una fortezza naturale.
 



 

Il periodo romano di Orvieto

 

I malumori dei ceti sociali esclusi dal governo, sfociarono in lotte interne violente, costringendo i nobili a chiedere aiuto ai Romani, quali anziché sottometterla la distrussero deportando i superstiti sulle rive del lago di Bolsena e facendo sorgere Volsinii Novi, l’attuale Bolsena.

In seguito, provocata da altre invasioni, fu rifondata sulla rupe orvietana, una nuova città con il nome di Urbs Vetus.

Nel periodo dell’Alto Medioevo, passò dalla dominazione dei Goti, ai Bizantini e in seguito divenne Longobarda, tornando a rifiorire espandendosi con costruzioni di fortificazioni, palazzi, chiese e torri.

Orvieto, divenne sede delle corti pontificie e si costituì in Comune, nel XII secolo, ormai forte di un consistente esercito, iniziò ad espandere il suo territorio sottomettendo Siena, Viterbo, Perugia e Todi, avendo come alleato Firenze, acerrima nemica di Siena e alla fine del XIV secolo Orvieto contava più di 30.000 abitanti, superiore perfino alla città di Roma.

 

Le lotte interne

 

In quel periodo nacquero furibonde lotte interne capeggiate da due famiglie, i Monaldeschi di estrazione guelfa e i Filippeschi, ghibellini, inoltre vi furono le lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali e i Muffatti, papalini.

Tutte queste guerre intestine, indebolirono il potere comunale e favorirono la conquista di Orvieto, da parte del cardinale Egidio Albornoz e infine tornò a far parte dello Stato della Chiesa per poi nel 1860 essere liberata dai Cacciatori del Tevere e annessa al Regno d’Italia.

 

Cosa vedere a Orvieto

 

Una delle cose più spettacolari da visitare è il “Pozzo di San Patrizio”.

 

 

 

Progettato per fornire acqua alla città di Orvieto, nei primi del 1200, in caso di calamità o assedio.

Capolavoro di ingegneria, ha l’accesso tramite due scale elicoidali a senso unico, autonome e servite da due porte.

Il trasporto dell’acqua verso l’esterno a dorso dei muli, era agevolato da questo metodo di transito, per far sì che le bestie non si ostacolassero nell’incrociarsi, quindi una rampa portava verso il centro del pozzo e l’altra verso l’uscita.

Con forma cilindrica di diametro pari a 13 metri e una profondità di 54 metri, venne scavato nel tufo dell’altopiano dove sorge la città di Orvieto, una pietra dura, che purtroppo risente attualmente la corrosione degli scarichi fognari.

La struttura ha 248 scalini che portano verso il fondo del pozzo e 70 finestroni ad arco che gli danno luce.

Prese il nome di San Patrizio, probabilmente perché usato, allo stesso modo della caverna esistente in Irlanda, il “Purgatorio di San Patrizio”, come luogo di espiazione dei peccati.

 

La Chiesa di Sant’Andrea

 

 

 

In Piazza della Repubblica, sorge la “Collegiata dei Santi Andrea e Bartolomeo”, chiamata dagli orvietani “Sant’Andrea”, è il punto di riferimento e di ritrovo per la vita della città.

Sorta sulle rovine di un tempio etrusco, ebbe grande importanza nella vita religiosa e politica di Orvieto vi furono firmati atti di pace, appesi trofei di guerra, pubblicate divisioni di feudi.
 



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L’esterno della chiesa

 

Costruita con struttura a croce romana, la sua facciata si presenta a quattro spioventi e divisa in tre parti, con rosone centrale e portale in marmo rosso incastonato in una fascia grigia in pietra basaltina.

La torre campanaria, stupendo manufatto a pianta dodecagonale, è coronata da merlatura ed immediatamente sotto presenta tre ordini di bifore, apertura di finestra divisa centralmente da colonna e le sommità ad arco, con colonnette in stile lombardo.

 

L’interno

 

Articolata in tre navate separate da colonne con capitelli in stile classico, ha i muri perimetrali in tufo e la pavimentazione in marmo.

La copertura delle navate è a capriate lignee, mentre la zona presbiteriale, la zona dedicata all’altare centrale, è leggermente rialzata con abside quadrangolare e soffitto a capriate lignee.

 

 

Nei sotterranei della chiesa, visitabili con guida e su prenotazione, si possono osservare tracce e attraverso anche al racconto archeologico delle guide, le quattro fasi importanti della storia della città di Orvieto.

L’abitato villanoviano, il foro della città etrusca, la basilica paleocristiana e la struttura ipogea su cui poggia la Collegiata.

 

Orvieto sotterranea o le Grotte di Adriano

 

Un’altra cosa da, assolutamente, visitare è la inimmaginabile “Città Sotterranea”.

Un percorso guidato, nei sotterranei di Orvieto, attraverso scavi realizzati dagli antichi abitanti in 2500 anni, un dedalo di grotte nell’oscurità della rupe orvietana.

 

 

Questi cunicoli, corridoi e grotte che si intersecano nel tufo, raccontano la storia dell’antica città etrusca di Velzna, in un tortuoso percorso che corre parallelo alla rupe, dove da panoramiche aperture la luce del giorno illumina cunicoli, scale, passaggi inattesi, stanze sovrapposte sulle cui pareti si può leggere, in una miriade di piccole nicchie quadrangolari, la secolare avventura della nascita di questa “città sotterranea”.

 

 


 

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