Offagna la gemma medievale in provincia di Ancona

 


 

 

Offagna

piccolo borgo medievale

a pochi chilometri dal mare anconetano

 

 

 

Il castello di Offagna e il borgo antico

Il castello di Offagna e il borgo antico

 

 

Piano piano arrivano le belle giornate, il sole comincia a riscaldare l’aria e come le lucertole che escono dalle tane, ci mettiamo in moto con la voglia di esplorare i dintorni e passare delle giornate all’aperto, visitando città d’arte e nuovi luoghi.

Offagna, in provincia di Ancona, è una delle mete possibili per una scampagnata all’aria aperta, a pochi chilometri dal capoluogo di Ancona, più o meno 15, la sua Rocca, che capeggia il borgo, è parte dei venti Castelli di Ancona e considerato uno dei più belli.

 


 

Offagna, il castello e il Borgo medievale

 

 

Offagna, come tanti borghi del territorio marchigiano, nel corso dell’Alto Medioevo, non presenta castelli isolati concepiti ad uso strategico-militari, la maggior parte delle volte vengono edificati a consolidare e proteggere gli insediamenti.

Così anche il “Castellum Ofanie“, di forma semplice e dimensioni modeste, nasce vicino a questo centro economico-rurale, la Massa Afraniana.

Il classico borgo fortificato marchigiano si compone di tre livelli, la parte più alta sormontata dal castello, dalla rocca, sotto di esso troviamo il borgo antico circondato da mura perimetrali, a volte solo alcuni resti, altre perfettamente intatte e ben delineate e intorno alle mura, sulla parte esterna tutta la città moderna o comunque recente, quella operativa e lavorativa.

Offagna, non si disgiunge da queste strutture, il suo Castello nasce intorno all’anno 1000 e il sito scelto per erigere la rocca è il Monte Sentino, ad una altezza di 300 mt. sul livello del mare, è uno dei punti più elevati per la vigilanza del territorio, nel quadrilatero Osimo, Camerano, Gallignano, Polverigi, la costruzione avvenne su preesistenti strutture, in epoca antica, la pratica del riuso di vecchi materiali era assai diffusa.

Il nome di “Ofania” ha diverse interpretazioni, la più ricorrente lo fa discendere per alterazione lessicale dalla “Massa Afraniana”, una grande proprietà terriera costituita in epoca romana, a favore della “gens Afrania”, gli Afrani erano un’illustre famiglia che aveva possedimenti nel territorio offagnese.

 


 

il castello di Offagna

 

 

Passato l’anno mille, la produzione agricola nel territorio di Massa Afraniana, aumenta e così anche la popolazione, si sente la necessità di aumentare tutto quello che è l’apparato difensivo, il castello da modesto nelle sue forme e dimensioni, viene ampliato.

Si costruiscono i torrioni, completano le mura, nasce il corpo di guardia, inoltre si aggiunge il ponte levatoio, l’aspetto è quello di un edificio quadrangolare, con mastio imponente e poggia su una rupe tufacea che ne aumenta il potere difensivo.

La sua posizione non presentava la necessità della presenza di un fossato, gli ingressi si trovavano a notevole altezza rispetto al terreno, per cui, una volta ritirati i due ponti levatoi, la rocca rimaneva perfettamente isolata.

La solida cinta muraria è spessa, completa di camminamento di ronda principale e secondari, che consentivano rapido accesso alle cannoniere.

Al suo interno si trova la Torre del Pozzo, dove al piano terra c’era un pozzo profondo circa 30 metri che assicurava l’approvvigionamento d’acqua, gli altri due piani, come i camminamenti e tutte le altre strutture interne erano in legno.

La Torre di guardia, tramite i due ponti levatoi di cui era fornita: uno piccolo per le persone e uno grande per i carri e i cavalli, consentiva l’accesso alla parte interna della Rocca.

Il Castello di Offagna

Il mastio, la torre di massimo avvistamento, è suddiviso in cinque piani, al primo piano si trova una cella che comunica con il piano superiore tramite due botole poste sul soffitto, mentre il castellano risiedeva al terzo piano.

Oggi la Rocca di Offagna è sede del Museo della Rocca, ospita mostre temporanee e una interessante raccolta di armi antiche, dalla preistoria fino all’epoca moderna, al suo interno è presente una interessante esposizione di rare armi del Far West americano e recentemente è allestita una sala dedicata alle artiglierie.

Quello che era il borgo antico di Offagna, oltre al Castello, era difeso da una cinta muraria fortificata intervallata da torri, serviva da primo baluardo ed era destinato ad accogliere gli abitanti del territorio, con il loro bestiame in caso di pericolo, oggi rimane a testimonianza un torrione, di forma semicircolare, che terminava a nord-est la cinta muraria.

 


 

La storia del Comune di Offagna

 

 

Dal passaggio di insediamento difensivo “Castrum Offaine” a Comune, fino alla fine del 1400, Offagna non vede battaglie importanti e invasioni, che possano cambiare la storia del territorio, se non le lotte territoriali per il possesso del castello, di importanza per la vigilanza sullo stesso territorio, da parte degli Anconetani contro gli Osimani.

Una volta divenuto “Comune”, inizia a godere di uno stato di libertà, anche se “vigilata“, ma i  momenti di quieto vivere ancora sono lontani, infuria la lotta tra guelfi e ghibellini, devastazioni e saccheggi portano al degrado e la rovina del castello, anche i Malatesta, poi gli Sforza, tentano di impadronirsi del territorio marchigiano, ma senza successo, così, inevitabilmente riprendono le ostilità locali tra Ancona e Osimo che si contendono Offagna.

Alla fine, il pontefice Eugenio IV concede ad Ancona la giurisdizione sul territorio offagnese, a fronte di un debito nei confronti della chiesa con il comune di Ancona per un prestito di 7000 fiorini, con un semplice foglio di carta, cedeva Offagna ad Ancona.

Dopo qualche decennio di reggenza anconetana, nel 1477, anno della famosa “battaglia del porco“, Offagna torna nelle mani di Osimo, ma a questo punto, la fortezza perde d’importanza, le guerre paesane si esauriscono e subentrano altri nemici, peste, carestie, banditismo e terremoti, da documenti della metà del 1600, risulta che tutte le armi erano state asportate e la Rocca veniva ormai utilizzata come magazzino.

L’antico borgo non è molto grande ma si possono visitare gioielli architettonici di tutto riguardo, la Chiesa del SS. Sacramento, a pianta circolare, costruita dall’architetto Andrea Vici in puro stile neoclassico, il Monastero di Santa Zita, che si presenta come una struttura fortificata, la Chiesa di Santa Lucia, che conserva al suo interno un crocifisso ligneo del ‘500 e dipinti del seicento, la Chiesa di San Tommaso, dove al suo interno, si può ammirare una pala d’altare dedicata a San Bernardino, patrono del paese.

 

 

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