Bambola e giocattolo al Museo nella Rocca di Angera



 

La Bambola e il Giocattolo

in una delle più belle residenze medievali

del Lago Maggiore

 

Il Museo della Bambola alla Rocca di Angera e lo sfondo del Lago Maggiore

Il Museo della Bambola alla Rocca di Angera e lo sfondo del Lago Maggiore

 

 

 

Presso la Rocca di Angera, nella parte meridionale del Lago Maggiore, l’esposizione di una delle collezioni più importanti d’Europa, in questo settore, vista la grande qualità, varietà e rarità della collezione, il Museo della Bambola e del Giocattolo.

Il museo si sviluppa attraverso dodici sale, tra l’ala Borromea e l’”oratorio”, a queste sono state affiancate sezioni monotematiche separate, di cui, una dedicata alle bambole e ai giocattoli provenienti da culture extraeuropee, ed è situata nelle “scuderie“, un’altra, nelle tre sale al primo piano, che ospita la collezione del Petit Musée du Costume di Tours, raccolta da Gisele Pesché, consistente in una straordinaria collezione di automi francesi e tedeschi, animati e prodotti durante il XIX secolo.



Il Museo della Bambola e del Giocattolo

 

 

Attraverso le dodici sale dedicate al Museo della Bambola, si possono ammirare oltre 1300 pezzi storici di bambole, realizzate a partire dal XVIII secolo a oggi.

I materiali sono quelli che si utilizzavano durante le epoche di fabbricazione, dal legno alla cartapesta, porcellana, cera, porcellana, biscuit, tessuto, tutte riccamente abbigliate e munite di corredi in miniatura.

Nelle esposizioni troviamo inoltre molti giocattoli di vario tipo, accessori domestici, rari modelli di mobili, case di bambola completamente arredate, negozi in miniatura, giochi di società e didattici, libri, riviste, fotografie, raccolte di ex-libris a soggetto infantile, figurine e tutto assolutamente attinente al mondo dei bambini.

Fondato nel 1988 dalla principessa Bona Borromeo Arese, il percorso storico e l’impianto didattico è ampiamente documentato e accompagna i visitatori attraverso un fantastico viaggio nel tempo alla riscoperta del gioco ma non sono solo oggetti ludici, si trovano, infatti molti collegamenti tra le bambole antiche e moderne, la società, intesa come l’insieme di individui uniti da diversi rapporti di varia natura e l’educazione, nonché i legami con moda, arte e costume dei tempi passati e di oggi.

Bambole, automi e giocattoli di vario tipo, con un’unica prerogativa, essere capolavori dell’ingegno e creatività di maestri scultori, artigiani e orologiai,che hanno creato automi dai movimenti ritmati e lenti, su motivi e liriche conosciute, si estendono lungo un percorso con meravigliosi effetti di luci e suoni.

Grazie ai coniugi Pesché e alla loro collezione, è stato recentemente possibile aprire presso l’Isola MadreLa Stanza del Collezionista”, una vera e propria ricostruzione del loro salotto francese, ricco di oggetti curiosi e rari, dipinti, sculture, tutti rappresentativi di un tempo passato.



La Rocca di Angera

 

 

Angera sul Lago Maggiore, chiamata anche la “città del castello” fu importante porto fluviale, che in epoca romana metteva in collegamento la Gallia Cisalpina, parte dell’Italia settentrionale, con la Rezia, nell’antichità comprendeva Svizzera, Baviera, Svevia, Austria, Trentino-Alto Adige, la provincia di Belluno ed alcune valli della Lombardia settentrionale, tra cui la Valtellina e in seguito, in epoca medievale, era a capo di una Pieve comprendente i paesi delle due sponde del lago, nel territorio si contavano 20 edifici religiosi, l’importanza strategica, soprattutto militare, sentì a partire dell’XI secolo, al posto dell’attuale Rocca di Angera, l’esigenza di edificare una struttura fortificata, che divenne proprietà degli arcivescovi di Milano.

La Rocca di Angera

Nel Duecento la struttura passò in mano alla famiglia Visconti, i quali la trasformò in una maestosa fortezza, in posizione dominante su tutto il paese, acquistata poi, dalla famiglia Borromeo.

Oggi la fortezza porta il nome di Rocca Borromea di Angera, dal cognome della famiglia che ancora oggi è proprietaria del palazzo.

La rocca è visitata da moltissimi turisti, non solo per la bellezza delle bambole e dei meccanismi giocattolo, conservati presso il Museo della Bambola e del Giocattolo ma anche per altri motivi, la sorprendente bellezza delle Sale Storiche, il percorso all’interno è abbellito da preziosi affreschi, antiche tele e decorazioni originarie tornate alla luce dopo le recenti opere di restauro e con l’aggiunta dell’allestimento, della Sala delle Maioliche, una straordinaria collezione composta da trecento pezzi rarissimi di manifattura olandese, francese, tedesca, italiana, spagnola, persiana e cinese..

La Rocca composta da cinque diversi corpi di fabbrica, costruiti in epoche diverse, tra il XI al XVII secolo, l’Ala Scaligera, l’Ala Viscontea, la Torre di Giovanni Visconti e l’Ala dei Borromeo.

Vi si trovano le sale del Buon Romano, della Mitologia, delle Cerimonie, di San Carlo, dei Fasti Borromeo, artisticamente molto interessante è la Sala di Giustizia, che ospita il ciclo di affreschi del secolo XIII, di un anonimo maestro, denominato “Maestro di Angera”.

Gli affreschi nella rappresentazione, narra vicende legate alla vita dell’arcivescovo Ottone Visconti, in particolare, la sua vittoria sui Torriani nella battaglia di Desio nel 1277.

Altro motivo di visita è dato dal mistero che avvolge il luogo, una caverna magica, che in passato si pensasse potesse collegare questo mondo, ad altri abitati da creature magiche.

Alla base della Rocca, una piccola insenatura nella roccia, di circa 5 metri di larghezza, soprannominata “la tana del lupo”dove sono stati ritrovati resti risalenti al II secolo d.C., qui in passato si celebravano i riti per il dio Mitra, importantissima divinità dell’induismo e della religione persiana ed anche un dio ellenistico e romano, guerriero buono e generoso da cui il nome “mitra” ovvero “amico”.

Molti credono che all’interno della grotta ci abitino delle fate e siano le custodi di una porta magica che ogni 100 anni si apre per poter condurre i “prescelti” dal dio, verso nuovi e misteriosi mondi.

Inoltre il 27 giugno di ogni anno, i seguaci dei misteri e occultismo ma anche solo i curiosi, fanno in modo di ritrovarsi lungo le sponde del Lago Maggiore, nei pressi di Angera, per vedere, secondo la leggenda, il lago in tempesta e i fatti strani e misteriosi che si verificano in quel giorno, in seguito alla vicenda della bellissima Olivia De’ Valvassori e l’atroce delitto che ne seguì.


 

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