Montescaglioso città nominata Comune Gioiello d’Italia

 


 

 

Montescaglioso non solo Comune Gioiello d’Italia

ma anche la “Città dei Monasteri”

 

 

Montescaglioso la Chiesa Madre a sinistra e sulla destra l'Abbazia di San Michele Arcangelo

Montescaglioso la Chiesa Madre a sinistra e sulla destra                                      l’Abbazia di San Michele Arcangelo

 

 

Una città che sinceramente e, devo aggiungere purtroppo, non ne conoscevo l’esistenza, eppure è stata città importante per le lotte politiche del subito dopo guerra ma non solo, è piena di complessi monastici, tra cui il più bello e importante, l’Abbazia di San Michele Arcangelo.

Solo quando sono stato a Matera, la città confinante, ne ho sentito parlare e siccome la curiosità non è solo donna, sono partito per visitarla e qui mi sono sentito in colpa per la mia ignoranza su questa bellissima città, il suo centro storico, il cui accesso è dopo aver sorpassato un arco, è un dedalo di stradine, con le classiche case una attaccata all’altra.

 

 

 

Piazza Roma

 

 

La città, vista dall’alto, sembra una farfalla e piazza centrale, Piazza Roma, ne è il centro, una delle piazze più importanti di Montescaglioso con la sua chiesa e la colonna con in cima la statua del Santo patrono, San Rocco.

Risalente al XVI secolo, è stata eretta in un’area in cui furono ritrovate antiche tombe greche, a pianta rettangolare e sopre la facciata, si eleva un campanile, come una corona in testa.

Al suo interno sono custoditi dipinti ad olio del Seicento e del Settecento, si presenta ad una sola navata con il presbiterio, la parte dove si trova solitamente l’altare centrale, sopraelevato e coperto con cupola e la raffigurazione dei Quattro Evangelisti in parte scomparsi.

Sotto il presbiterio, a livello stradale, si sviluppa, sotto un profondo arco, un passaggio di collegamento tra due rioni del centro storico,  a destra della navata, si trova una piccola cappella coperta, probabilmente l’antica chiesetta del 1543 e poi inglobata nella nuova.

 

 

 

Monastero di sant’Agostino

 

 

Proseguendo per la strada principale che attraversa il centro storico, Corso della Repubblica, in direzione dell’Abbazia di San Michele Arcangelo, sulla sinistra possiamo vedere un bel loggiato, con un fronte di tre archi e volte a botte, chiuso da cancellate, all’interno del loggiato, un portone in legno lavorato indica l’entrata della chiesa di Sant’Agostino, parte del complesso monastico di Sant’Agostino.

Il complesso, è suddiviso su tre livelli, al piano interrato si trova una grande cantina per la lavorazione dell’uva e per la raccolta dell’acqua in grandi cisterne, il piano terra oltre alla chiesa, vi sono il refettorio, la cucina con un grande camino e le dispense, al piano superiore è adibito a biblioteca e dormitori.

Subito dopo la chiesa sulla destra, imbocchiamo via Chiesa Maggiore, una stradina stretta, due macchine affiancate non passano e a metà troviamo la Chiesa Madre, dedicata a San Pietro e San Paolo.

 

 

 

Chiesa Madre

 

 

Originariamente costruzione medievale, documentata nei primi del 1300, crolla in parte alla fine del ‘700, non fu restaurata ma riedificata nell’attuale chiesa.

Si presenta imponente con un campanile alto 44 metri, l’interno ha pianta a tre navate con grandi strutture semicircolari al termine della navate e cupola all’incrocio dei bracci.

L’altare maggiore è un elegante manufatto marmoreo di metà secolo XVIII, collocato su un presbiterio sopraelevato circondato da una balaustra in marmi policromi, aperta da sportelli in bronzo dorato con lo stemma della famiglia Galante.

Ritornati su Corso della Repubblica, quando incrociamo Corso Gramsci, la svolta a destra è d’obbligo, perché da qui si arriva all’Abbazia Benedettina di San Michele Arcangelo e a Piazza del Popolo, di pianta rettangolare, che a parte il Monumento ai Caduti, non presenta strutture architettoniche di interesse,se non dalla parte opposta della porta che immette all’Abbazia, Porta Sant’Angelo, con una balconata su una spettacolare vista, della vallata sotto Montescaglioso.
 


 

Abbazia Benedettina di San Michele Arcangelo

 

Sorge maestosa, sulla parte alta del centro storico di Montescaglioso, costruita sui resti dell’acropoli della città italica e greca, le cui strutture urbane e necropoli sono state rintracciate nei chiostri e negli ex giardini del monastero.

L’Abbazia S. Michele Arcangelo è il più importante edificio di Montescaglioso, conosce un grande sviluppo tra l’XI e il XIII secolo, col passaggio della città, alla famiglia normanna dei Macabeo, che sosterrà con donazioni, privilegi e benefici il radicamento del monastero sul territorio, facendone un importante centro di controllo e amministrazione del metapontino.

La presenza benedettina nel territorio è documentata intorno all’anno 893, con la chiesa di S. Lorenzo di Murro, appartenente alla grande abbazia di S. Vincenzo al Volturno, poi successivamente ceduta alla comunità monastica montese.

Nel XV secolo, il monastero passa agli Abati Commendatari, che ne dilapidano il patrimonio, poi, alla Congregazione Benedettina Riformata di S. Giustina da Padova, i quali recuperano i beni dispersi  e riorganizzano le attività produttive dei monaci.

Restaurano ed ampliano il monastero, portano avanti i lavori di rifacimento del chiostro medievale, la realizzazione del chiostro rinascimentale, con i molteplici fregi ed elementi decorativi, visibili a tutt’oggi.

Al piano superiore sono conservati, resti di un ciclo affrescato, della prima metà del secolo XVI, con brani raffiguranti l’Annunciazione e Gesù nell’orto del Getsemani.

Nella biblioteca è ben conservato un ciclo affrescato degli inizi del secolo XVII, con rappresentazioni, in riquadri finemente decorati, interpretazioni differenti, da quella religiosa-cristiana a quella ermetico-alchemica.

Sono rappresentati i fondatori dell’Ordine benedettino, i Dottori della Chiesa, l’Arcangelo Michele, i teologi S. Bonaventura da Bagnoregio, S. Tommaso d’Aquino, la Vergine Incoronata, le virtù cardinali e teologali, intervallati da otto “emblema” che segnano le fasi del percorso alchemico.


Numerosi affreschi si conservano, anche nei chiostri, nella chiesa, nella sala del capitolo ed in vari locali del piano terra.

Nel corso dei secoli nel monastero, si realizzano continuamente spazi  per raccogliere e conservare grandi quantitativi di acqua, sono 14 le cisterne finora individuate e consentono la raccolta di oltre 2 milioni di litri di acqua, costituendo un sistema integrato molto complesso ed ancora funzionante.

Il monastero è sempre stato un importante centro culturale, possedeva una grande biblioteca ricca di incunaboli, cinquecentine ed edizioni rare.

Con l’occupazione napoleonica e l’abbazia viene soppressa, nel 1818 è assegnata ai Francescani di S. Lorenzo Maggiore di Napoli, fino all’Unità d’Italia, quando il complesso passa in proprietà al Comune di Montescaglioso.

Oggi l’Abbazia di San Michele Arcangelo di Montescaglioso, è visitabile solo con guide preparate, che potranno rispondere alle vostre eventuali domande.
 

 


 

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