Montalcino un borgo un vino



Montalcino

un borgo rimasto inalterato dal medioevo

e un vino ricercato da tutto il mondo

 

Montalcino con in primo piano la Rocca e sullo sfondo la Concattedrale del Santissimo Salvatore

Montalcino con in primo piano la Rocca e sullo sfondo la Concattedrale del Santissimo Salvatore

 

 

Sulla sommità di una collina senese, ad una altezza di 560 metri, si trova un borgo rimasto pressoché intatto dal 1500, si tratta di Montalcino.

Per gli intenditori e non solo, di “vino”, il nome Montalcino rievoca profumi e sensazioni che richiamano sentori di sottobosco, legno aromatico, piccoli frutti e confettura, colori di un rosso rubino intenso e un nome, divenuto famoso e ricercato in tutto il mondo “Brunello di Montalcino”.

Il borgo, però non è solo questo, per raggiungerlo, arrivare a Siena e imboccare la SS 2 Cassia, oggi SR 2, per poi uscire a Montalcino e lungo la “Strada Provinciale del Brunello” già da lontano, si vede la collina con il piccolo Borgo sulla sommità, a dominare i vigneti che producono uno dei vini più prestigiosi d’Italia.

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Circondato da una possente cinta muraria, il centro storico è dominato dalla Rocca, dai cui bastioni il panorama è spettacolare, l’occhio spazia dal Monte Amiata, attraverso le Crete Senesi, fino a Siena, attraversa tutta la Val d’Orcia fino alle colline della Maremma.

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Montalcino in giro per il Borgo

 

 

Come si arriva all’imbocco della strada per il centro storico, già si nota l’amore per il vino, che questo paese offre, ad accoglierci una piccola rotonda, con una stele in sasso e blocchi di pietra, affrescati con immagine di uomo da una parte e donna dall’altra, appoggiati ad un tralcio di vite, carico di grappoli.

La strada prosegue verso il centro, fiancheggiando le mura della rocca, visitabile gratuitamente, solo il cortile interno, usato come teatro per spettacoli ed iniziative culturali, come il famoso Jazz & Wine Festival, che si tiene a Luglio di ogni anno e a pagamento, il camminamento di ronda intorno alla fortezza.


Arrivati all’imbocco del centro, si lascia l’automobile in uno dei parcheggi e ci si addentra per i vicoli medievali del borgo, dove le case in mattone o sasso, si stringono tra loro in un dedalo di stradine e di vicoli davvero affascinanti, luogo ideale dove passeggiare tra il labirinto di numerosi negozi di arti e mestieri, caffè, ristoranti ma soprattutto enoteche dove si possono acquistare il Brunello di Montalcino ma anche il Rosso di Montalcino e il Tremendo rosso IGT

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Seguendo i vicoli, incantati dai numerosi negozi, si arriva in Piazza Garibaldi con la Chiesa di Sant’Egidio, edificata nel 1325 in sostituzione di quella abbattuta per costruire il cassero e fu chiesa ufficiale della Repubblica di Siena in Montalcino.

L’interno con una sola navata, presenta addossati alle pareti dei pilastri in pietra con grandi archi, alternati alle travi, che sorreggono il tetto, l’altare maggiore presenta un tabernacolo in legno intagliato, dorato, dipinto con Cristo risorto e Santi.

Il Palazzo dei Priori in Piazza del Popolo

Proseguendo per via Matteotti verso piazza del Popolo, verso il fondo incontriamo il Palazzo dei Priori adornato con gli stemmi araldici dei numerosi podestà che hanno governato la città,la torre medievale è incorporata nel palazzo.

Al fianco del palazzo comunale, si trova “La Loggia” una struttura rinascimentale con sei archi a tutto sesto.

In fondo a Piazza del Popolo, sulla sinistra troviamo Costa Spagni, uno stretto vicoletto in salita, lastricato con blocchi di pietra, che porta fino al Duomo di Montalcino, la concattedrale del Santissimo Salvatore.

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Duomo di Montalcino, la concattedrale del Santissimo Salvatore

 

 

Risalente all’anno 1000, fu eletta a cattedrale della diocesi di Montalcino, quando venne fondata nel 1462 per volere di papa Pio II.

Ricostruita integralmente, dopo che venne demolita nei primi dell’ottocento, l’interno con pianta a croce, i due bracci terminano ognuno con un altare, quello di destra è dedicato all’Immacolata Concezione, mentre quello di sinistra a San Giovanni Battista.

Divisa a tre navate, separate tra loro da due file di colonne con quattro colonne l’una, che sorreggono la volta a botte della navata centrale, mentre le laterali presentano un soffitto piano.

Il monumentale altare maggiore, posto davanti l’abside semicircolare con soffitto a cupola, ha alle spalle il tabernacolo somigliante ad un tempio ionico con timpano triangolare, sorretto da quattro colonne e decorato con un bassorilievo raffigurante l’Agnello di Dio, ai lati vi sono quattro elementi decorativi e disposti a coppia alle estremità, posti sopra il tabernacolo, due angeli reggicandelabro, mentre al centro, sopra a tutto, vi sono due angeli che sorreggono la croce di Cristo Risorto.

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Molte sono le cantine che propongono la vendita del vino nei loro “showroom”, lungo le stradine del centro, io ho trovato un’azienda agricola con un’interessante storia alle spalle, guidata da una giovane donna che mette la passione, l’amore e il cuore nel suo lavoro, dando origine ad un vino di altissima qualità e con limitata produzione, l’Azienda Monaci ma per questo vi rimando ad un’altro articolo.



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