Monaci benedettini Acquacanina la storia del borgo

 


 

 

Monaci Benedettini

furono i fautori

del Borgo di Acquacanina

 

 

Panorama del borgo di Acquacanina nata per opera dei monaci benedettini

Panorama del borgo di Acquacanina nata per opera dei monaci benedettini

 

 

Un piccolo borgo ma accogliente nel cuore dei Monti Sibillini, è Acquacanina, questo paese con poche anime, è giusto il posto per rilassarsi fisicamente e mentalmente, in un fine settimana.

Nato indirettamente dalla costruzione dell’Abbazia di San Salvatore in Rio Sacro, lungo la valle che le dà il nome, nel 977 il territorio era amministrato dal feudatario Conte Manardo di Sigfredo, in seguito alla fine del 1100 Papa Celestino III mise l’Abbazia sotto lo Stato Pontificio, concedendo in questo modo ai Monaci Benedettini, la possibilità di prosperare e sviluppare l’Abbazia, facendole ottenne il “Castrum Acquae Claninae”.

I dintorni di Acquacanina con sullo sfondo l’Abbazia di San Salvatore di Rio Sacro

I signori di Varano, famiglia nobile di Camerino, alla fine del XIII secolo fecero erigere a Vallecanto, frazione a pochi chilometri di distanza, un castello, il Castello di Vallecanto di cui oggi rimangono pochi resti e al suo interno si trova, appartenente alla stessa epoca, la chiesetta di Santa Margherita.

Acquacanina rimase sottoposta ai monaci benedettini fino al 20 novembre del 1349, quando un gruppo di 18 famiglie versò ai religiosi 55 fiorini ciascuna, in cambiò della loro libertà.

Da quella data, seppur parte integrante del Ducato di Camerino, sotto la Signoria dei Varano, si costituì libero Comune.

 

 

 

L’Abbazia dei Monaci Benedettini di Santa Maria in Rio Sacro

 

 

Dell’antica abbazia che eressero i Monaci Benedettini, rimangono solo pochi ruderi, nella valle omonima, dopo gli anni di prosperità cadde in uno stato di decadenza, che costrinse i monaci benedettini a trasferirsi.

Fu scelta una delle nove chiese appartenenti al monastero, la chiesa di Santa Maria de Merigu, fu ampliata, ristrutturata e le venne messo il nome abbaziale, di Santa Maria di Rio Sacro.

Nei secoli seguenti fu ampliata e a oggi, dell’impianto originale rimane ben poco, dove si trovava il coro absidale venne costruita la sagrestia, venne innalzato un campanile sul lato sinistro dell’abbazia, mentre su quello destro fu costruita la casa parrocchiale.

Abbazia di San Salvatore di Rio Sacro costruita dai monaci benedettini

Molte altre opere di rifacimento e ampliamento vennero eseguite, come ultima opera nel 1999 venne approvato il progetto di restauro, che ha previsto il consolidamento delle murature lesionate, il consolidamento e ripristino degli archi e delle volte dalla cripta suddivisa in tre navate da colonne e piccoli pilastri in pietra che viene illuminata da una finestra sotto cui è posto l’altare monolitico.

Al suo interno si possono vedere diverse opere d’arte, un affresco murale dov’è rappresentato il “Martirio di San Sebastiano”, un gruppo policromo della “Madonna di Rio Sacro con il Bambino” e tra le opere che i monaci qui trasferirono dall’Abbazia di San Salvatore di Rio Sacro vi era anche il pregevole “Crocifisso del Santissimo Salvatore”, oggetto di grande devozione da parte della popolazione ed accompagnato da una leggenda che narra, che gli abitanti di Acquacanina, da sempre inclini a venerare il miracoloso Crocifisso, una notte si accorsero che il Cristo era tornato alla sua vecchia dimora tra i boschi.

Tentarono con ogni mezzo di spostare la Croce ma sembrava ancorata al suolo e, per quanti sforzi facessero, non riuscirono a sollevarla, la stessa cosa successe anche con una piccola campanella che era posta sull’edificio.

Fu solo dopo che la popolazione fece voto di costruire e consacrare una cappella all’interno della nuova chiesa, chiamandola “Cappella del SS. Salvatore”, che riuscirono a spostare gli oggetti sacri e trasportarli nella nuova collocazione.

 

 

 

Natura e relax ad Acquacanina

 

 

Passeggiare per i boschi, fare escursioni naturalistiche, un modo di rilassarsi tra la natura e spiritualità come  per i monaci benedettini, il percorso natura 13, gira ad anello intorno all’Abbazia, tra le erbe e la vegetazione valori simbolici e terapeutici attribuitegli nel corso dei secoli.  

A circa 5 chilometri da Acquacanina, si trova Bolognola, che per gli amanti del trekking o all’escursionismo, un percorso di difficoltà E, porta a vedere una delle rare cascate che i Monti Sibillini concedono ai turisti, le Cascate dell’Acquasanta.

Partendo da Bolognola, lungo la stradina che inizia sul retro della chiesa, proseguire per qualche centinaia di metri e parcheggiare in una piazzola davanti  ad un grosso fontanile.

un tratto del percorso per le cascate dell’Acquasanta

Le cascate sono raggiungibili attraverso un percorso non del tutto trascurabile, quasi 12 km tra andata e ritorno, è nella maggior parte dei casi pianeggiante, lungo la pista creata dalla canalizzazione dell’acqua, ha l’ultimo tratto eseguibile con un minimo di difficoltà, specialmente se c’è fango, è un tratto un po’ esposto ed attrezzato con una catena.

Il percorso si svolge per la sua completezza nel bosco, l’ultimo tratto il più interessante è quello finale, il sentiero costeggia le pareti proprio alla base delle cascate e da qui si raggiunge il fondo della valle.

Acquacanina non ha molti abitanti, ma l’ospitalità è pregevole, ed è sicuramente una location per chi vuole evadere per un paio di giorni dalla routine quotidiana, ed avere un momento di relax in mezzo alla natura e al silenzio.

 


 

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