Macerata Opera Festival e lo Sferisterio

 

Macerata e lo Sferisterio

la seconda arena

dopo quella di Verona

 

L'ingresso dello Sferisterio di Macerata

L’ingresso dello Sferisterio di Macerata

 

Macerata, nel suo centro storico, sorge la seconda arena all’aperto, dopo quella di Verona, in ordine di importanza.

Lo Sferisterio, progettato nel 1823, come gran parte dei teatri marchigiani dell’epoca, fu grazie all’iniziativa di un gruppo di privati cittadini, con la voglia di donare alla città, una nuova struttura per lo spettacolo, si auto-tassarono per finanziare la realizzazione.

A ricordo una iscrizione sulla facciata, “Ad ornamento della città, a diletto pubblico. La generosità di cento consorti edificò. MDCCCXXIX”.

 

Lo Sferisterio di Macerata e il gioco del pallone col bracciale

 

gioco del pallone col bracciale allo Sferisterio di Macerata

gioco del pallone col bracciale allo Sferisterio di Macerata

 

E’ un’arena semicircolare, nata originariamente per essere destinata al gioco del pallone col bracciale, poi riadattata per le opere teatrali e per la sua ottima acustica, come sede di festival musicali a livello internazionale.

Il pallone col bracciale, è una sport di squadra con palla, fino al 1921 era considerato uno degli sport nazionali più seguito e uno dei più antichi.

I suoi campioni erano tra i più pagati e famosi, probabilmente, solo dopo i toreri e i lottatori giapponesi di Sumo, uno dei più ferventi seguaci di questo sport, fu Giacomo Leopardi, che immortalò con l’ode “A un vincitore del pallone”, l’allora campione Carlo Didimi.

 

Il cambio dello Sferisterio di Macerata da “Ludico” a “Culturale”

 

lo Sferisterio di Macerata dal suo interno

lo Sferisterio di Macerata dal suo interno

Nel 1920, dopo essere stato per un paio d’anni, il campo da gioco della locale squadra di calcio, fu oggetto di restauro e sistemazione, che lo trasformarono in una struttura adatta ad accogliere rappresentazioni liriche e concerti.

Con una capienza di 2800 posti, fu inaugurato, con l’opera verdiana dell’Aida.

Venne costruito un ampio palcoscenico parabolico e l’orchestra era posizionata davanti.

Fu aperta, in mezzo al muro, una grande porta per consentire il trionfo del conquistatore egiziano.

 

 

Con la marcia trionfale salirono sulla scena oltre mille comparse, insieme a cammelli, cavalli e buoi.

L’interpretazione di Aida, fu di Francisca Solari, una delle più famose soprano di allora e Radames venne interpretato dal grande tenore Alessandro Dolci.

Vi furono 17 serate di repliche, con oltre 70.000 spettatori, ebbe così inizio l’era del Macerata Opera Festival.

 

l'Otello al Macerata Opera Festival

l’Otello al Macerata Opera Festival

 

Delimitata da due testate rettilinee, raccordate da un’ampia curva e dal maestoso muro rettilineo di fondo, alto 18 metri e lungo quasi 90. Le 56 colonne doriche, si sviluppano oltre al palco reale, sostengono i palchi e si concludono con una elegante balconata in pietra, che fa da cornice di chiusura.

L’armonica struttura garantisce una perfetta visibilità e un’ottima acustica.

 

Lo Sferisterio di Macerata e il Macerata Opera Festival

 

 

Oggi, la stagione lirica dello Sferisterio, accoglie tra i migliori al mondo, tra i cantanti della lirica internazionale, è considerato uno dei palchi più importanti, paragonato ai più famosi teatri italiani, il tutto in un suggestivo scenario estivo, sotto il cielo stellato della splendida Macerata.

 

 

 

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