Loreto Aprutino città di arte e cultura

 



 

 

Loreto Aprutino

la creazione più originale

della civiltà abruzzese

 

 

Loreto Aprutino panaorama

 

Loreto Aprutino, tra Pescara e il Gran Sasso, sorge su un colle, con l’abitato stretto intorno al suo castello posto a dominare la città, tra immense distese di uliveti.

Una città le cui origini si perdono nel ricordo dei tempi, conquistata e riconquistata da famiglie potenti e importanti.

 

Le origini di Loreto Aprutino

 

Di origine antichissima, documentate da testimonianze rinvenute in zona Fiorano, da necropoli risalenti a insediamenti italici  datati intorno al IV-V secolo avanti Cristo.

Il borgo fu poi successivamente edificato intorno all’ottocento dai Longobardi col nome di Castrum Lauretum e successivamente ampliato dai Normanni.

Per gli anni successivi, Castrum Lauretum, che in seguito prende il nome di Loreto Aprutino per non confonderla con omonima Loreto nelle Marche, vede il dominio di diverse famiglie, gli Angioni e in seguito da Corradino, per poi passare alle potenti famiglie dei D’Aquino, D’Avalos, Caracciolo e Chiola.

 

La bellezza del borgo Loreto Aprutino

 

Il Centro storico

 

Loreto Aprutino Castello Chiola

 

Il suo culmine è dato dall’imponente Castello Loreto, chiamato Castello Chiola, dal nome degli ultimi proprietari e proprio grazie a loro, il castello, che all’epoca versava in condizioni fatiscenti, venne restaurato e trasformato, in quello che oggi è un palazzo di costruzione neo-cinquecentesca e trasformato in albergo.

Attorno al Castello, sorge il borgo con due cerchie di mura, un quartiere fuori dalle mura adibito a mercato e un abitato nella parte a valle.

Caratteristica la moltitudine di strette viuzze, le tipiche ruelle, che scendono verso la via principale, sulla quale si susseguono le facciate degli antichi palazzi signorili di proprietà delle famiglie più importanti, Valentini, Casamarte, Guazzaroni, e il Palazzo Acerbo con facciata marcata da pilastrini corinzi.

Loreto Aprutino ha differenti porte che conducono al paese, Porta Castello , Porta dell’Ospedale, Porta Palamolla.

 



 

Monumenti di interesse a Loreto Aprutino

 

Chiesa di San Pietro Apostolo

 

Si trova all’estremità di via Baio, mentre all’altro estremo si erge il castello Chiola.

L’ingresso della chiesa è segnato da un portico cinquecentesco in laterizio diviso in tre campate coperte da volte crociera, ornato internamente da stemmi vescovili e delle famiglie regnanti.

Il portale rinascimentale in pietra, dà accesso alla chiesa suddivisa in tre navate e termina con un’abside semicircolare.

Nelle navate laterali si trovano le cappelle ricche di affreschi, tra cui l’ottocentesca cappella di San Zopito, coperta da una cupola con lanterna e una pavimentazione a mosaico , in fondo alla navata sinistra si distingue la cappella di San Tommaso d’Aquino che presenta una pavimentazione in Ceramica di Castelli.

 

Fuori dal Borgo l’Abbazia di Santa Maria in Piano con i mirabili affreschi

 

La Chiesa di Santa Maria in Piano di Loreto Aprutino

 

La Chiesa di Santa Maria in Piano di Loreto Aprutino è stata costruita su un’antica necropoli, probabilmente il suo nome è legato  a quello del tempio preesistente intitolato al “Pio Grano” e con il passare del tempo si è tramutato nell’attuale “in Piano”.

Di origine romanica , più volte rimaneggiata nel corso dei secoli mostra un porticato aggiunto nel Cinquecento. Subito dietro si innalza un campanile a sezione quadrata, rinascimentale nella parte superiore e medievale in quella inferiore.

A una sola navata a quattro arcate a sesto acuto, che la dividono in cinque sezioni, dove si trovano altrettante cappelle, che racchiudono un bellissimo ciclo di affreschi, che propongono diversi episodi della vita dei santi S. Giacomo di Compostela, S. Tommaso, Sant’Antonio Abate.

 

 

Gli affreschi delle altre campate raffigurano, La Madonna del cardellino , Cristo giudice tra la Vergine e San Giovanni , la Risurrezione , l’Adorazione dei Magi , l’Incoronazione della Vergine.

Sempre all’interno della chiesa, nella parete di fronte all’entrata, un affresco del Giudizio Universale di proporzioni monumentali, mancante, purtroppo della parte destra.

L’affresco si compone di tre parti, in quello inferiore è raffigurata la “Porta del Paradiso” sorvegliata da San Pietro, a cui accedono solo le anime,che hanno superato indenni il “Ponte del Capello” sul fiume del Purgatorio.

Il ponte, è attraversato senza difficoltà solo dalle anime giudicate “leggere” da peccati, dalla bilancia di San Michele.

Nella parte superiore è dipinto “il Trono della Preparazione”, con San Francesco, San Domenico e Sant’Agostino in adorazione del trono, su cui sono riconoscibili i simboli della Passione di Gesù, mentre ai lati si vedono le schiere dei beati.

Nell’ultima parte, quella superiore, Gesù è seduto su un trono, con ai lati la Madonna e San Giovanni Battista raccolti in preghiera.



I musei

 

Oltre al bellissimo centro storico, al Castello Chiola, ora albergo e ai centri di culto, esistono musei di cui due molto interessanti.

 

Uno è il Museo dell’Olio nato per riportare in vita un antico frantoio costruito nel 1880.

 

Museo dell’Olio di Loreto Aprutino

 

Il frantoio fu fatto costruire da Raffaele Baldini Palladini, proprietario terriero e produttore di olio, con l’apertura del museo, si è voluto testimoniare l’impegno e la passione, per i frutti della terra ed in particolare dell’olio, da parte di Baldini, che mise in piedi una linea di produzione all’avanguardia per quell’epoca.

Questo suo metodo, lo portò a produrre un meraviglioso olio con il quale partecipò e vinse numerosi concorsi in Italia e in Europa.

Oltre al Museo dell’Olio è da visitare anche l’Oleoteca Comunale, Museo di Storia dell’Arte Olearia d’Abruzzo l’Oleoteca, custodisce antichi impianti per la produzione dell’olio e al tempo stesso, raccoglie le produzioni regionali di oli extravergine di oliva, Dop, monovarietali e biologici.

 

Museo Acerbo delle Ceramiche di Castelli

 

Esposizione al Museo Acerbo delle Ceramiche di Castelli

 

Composto da 6 sale espositive, all’interno delle quali si trova la collezione del barone Giacomo Acerbo, 570 pezzi, di produzione Castelli, databili fra la metà del XVI secolo e il XIX secolo.

Situato in una dependance di Palazzo Acerbo nel centro storico di Loreto Aprutino, il Barone nei diversi anni acquistò le collezioni di Diego Aliprandi de Sterlich, Bonanni e Quartapelle, che ritennero il Barone, adatto a valorizzare il patrimonio artistico.

Una gita a Loreto Aprutino, non è solo immergersi nell’entroterra abruzzese, ricco di verde e natura incontaminata ma è anche, girare per una città, che ogni angolo ti fa scoprire un pezzo di storia, d’arte e di amore per il territorio, inoltre avere la possibilità di dormire al Castello Chiola e essere trattati come re e regine e perché no, magari anche poter dormire con il fantasma del castello…ma questa è un’altra storia.


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