Le Fiabe al Castello di Gropparello nel parco dedicato ai bambini



Fra fantasmi e leggende

una giornata di interazione tra i bambini e le fiabe

al Castello di Gropparello

 

 

Il Castello di Gropparello con il Parco le Fiabe

Il Castello di Gropparello con il Parco le Fiabe

 

 

 

Ci troviamo nel territorio di Gropparello e qui, sopra uno sperone roccioso, sorge il Castello di Gropparello, una rocca fortificata nella provincia di Piacenza dove i protagonisti sono i bambini e le fiabe.

Il castello domina dall’alto di un picco, a strapiombo sul torrente Vezzeno e con una visuale sulla Pianura Padana fino a Piacenza, costituendo così nella Torre, la parte più antica del castello, un ottimo punto d’osservazione e avvistamento in caso di attacco da eserciti nemici, il resto della rocca venne poi edificato in epoche diverse, il mastio risale all’XI secolo, il corpo di guardia al XIV, le parti residenziali al XVI.

Il Castello è proprietà privata della famiglia Gibelli, che lo ha trasformato in un’opportunità commerciale, con l’apertura a visite guidate e la creazione di ambienti tematici per bambini, infatti per i bambini e le famiglie, nelle domeniche di luglio e agosto sono stati programmati degli eventi e delle giornate fantastiche nel Parco le Fiabe, cliccando sul link potete vedere il Calendario, affinché tutti gli amanti dell’arte e della storia possano godere del fatto, che una struttura come questa torni a rivivere il medioevo e le sue storie cavalleresche.



Il Castello di Gropparello

 

 

Le sue fondamenta sono ben salde e scavate nella roccia, se ne possono vedere in alcuni tratti fuoriuscire dal piano del pavimento, nelle antiche cantine.

L’accesso era costituito da due ponti levatoi, uno carrabile, oggi ancora funzionante, da dove avveniva il passaggio di uomini a cavallo, carri con le derrate alimentari e truppe militari con i macchinari da guerra, l’altro era pedonale, al suo fianco e oggi chiuso.

Il cortile centrale segue obbligatoriamente la forma dello sperone sul quale sorge il castello, irregolare e approssimativamente triangolare, dove troneggia l’antico mastio, a difesa dell’intera area, mentre un balconcino alla “Romeo e Giulietta”, unitamente all’intonaco a strisce,dei caseggiati al suo interno, gli rende un’aria romantica e di richiamo al neogotico.

Diverse sale sono a disposizione dei visitatori, tra cui la Sala da pranzo dell’epoca di Marcantonio Anguissola, intorno alla fine del ‘500, una delle diverse famiglie possessori del castello.

Sempre accompagnati da guide in costume, che oltre ad illustrare il percorso, vi allieteranno con aneddoti e storie, in questa sala, parleranno delle decorazioni a stucco di ispirazioni mitologiche e degli elementi decorativi, come il monumentale camino, in seguito, dopo aver percorso un corridoio con soffitto a volta si entra nella Camera dell’Alcova, con lo stemma degli Anguissola e decorazioni in stile rococò.

La Sala della Musica, così chiamata per la sua acustica e dove sono conservati strumenti musicali di grande interesse dell’antiquariato ma soprattutto per l’evoluzione degli strumenti musicali nel periodo storico.

Il pianoforte a “gran coda”, costruito nel 1847 da uno dei più prestigiosi costruttori di pianoforti, Pierre Erard, l’arpa dei primi del ‘700, oltre ad un Clavicembalo italiano, un arciliuto, una bombarda contralto e tanti altri strumenti.

Fuori dal castello una doppia cinta muraria merlata segue il profilo scosceso dello sperone roccioso, a picco sul torrente Vezzeno e al di fuori di esse, un mondo nuovo si apre intorno a noi.



Il Parco le fiabe

 

 

Primo parco emotivo italiano, dove, accompagnati da animatori vestiti come cavalieri medievali, i bambini possono andare alla scoperta, con le fiabe, degli esseri magici del bosco, dei loro abitanti e delle battaglie per il mantenimento dell’ordine.

 

Chi sono gli abitanti del bosco

 

Gente normale, come contadini, taglialegna e le loro famiglie, che abitavano nelle varie capanne, sparse per il bosco ma oltre a loro c’erano, fate, folletti, elfi e l’Orco e poi ancora, l’Uomo Albero, l’Uomo Animale, per non parlare delle Streghe e dei Maghi, sempre in giro a cercare erbe, rane e rospi, per le loro pozioni.

In tutto questo scenario, i bambini non sono seduti ad ascoltare le fiabe e le storie ma ne entrano a far parte, vengono vestiti con gli abiti medievali e investiti ufficialmente come “Cavalieri del Parco di Gropparello” e qui, lungo il percorso magico, si addentreranno in questo scenario, accompagnati dai cavalieri, a vivere meravigliose avventure e le fiabe, con l’incontro degli abitanti del bosco e gli scontri con essi, l’ingresso al castello e il ripercorrere i camminamenti di guardia sopra le mura del castello, finché un grido echeggia nell’aria mettendo tutti in allerta “E’ stato rubato il calice della Felicità custodito dal druido nel sacro bosco”.

I bambini, richiamati in aiuto, vengono vestiti con tunica, spada ed elmo e l’armata di soccorso si trasferisce al limitare del bosco, sotto le mura del castello per sconfiggere l’Orco e la strega che minacciano la pace nel Regno, al termine i fedeli difensori vengono insigniti dell’ordine dei “Cavalieri del Castello di Gropparello” e qui le fiabe finiscono con una luce diversa negli occhi dei bambini ma anche degli adulti.



Le fiabe ma anche misteri e leggende

 

 

Anche il Castello di Gropparello come tanti, per non dire “tutti”, alimenta misteri e leggende, come stanze murate, passaggi segreti, e “pozzi da taglio”, dove venivano gettate le persone non gradite al signore del castello, autentici trabocchetti con lame infisse nelle pareti, dove gli sventurati sparivano per sempre e poi vi sono le prigioni sotto gli alloggiamenti riservati alla guarnigione, con stretti cunicoli e grate pesanti, per evitare eventuali fughe.

L’immancabile fantasma si fa sentire anche a Gropparello, Rosania Fulgosio, consorte di Pietrone da Cagnano murata viva per infedeltà.

La leggenda vuole che Pietrone da Cagnano, intorno al 1200, partito con le truppe per, probabilmente difendere i confini dai nemici viene informato al suo ritorno, dalla fantesca, dell’assalto al castello da parte del giovane Lancillotto Anguissola e dall’amore rinato tra Rosania, ex amore del giovane e lo stesso Lancillotto.

Lei per supplica al vincitore della contesa al castello, si getta ai piedi di Lancillotto, chiedendo la vita ai vinti e dopo essersi riconosciuti, tra i due giovani scocca l’antica scintilla dell’amore.

Passano una notte d’amore, il mattino seguente, Lancillotto richiamato ai doveri militari, lascia il castello con le sue truppe, al ritorno di Pietrone, venuto a sapere dell’infedeltà della moglie, progetta la vendetta-punizione, fa scavare una camera nella roccia sotto le fondamenta e una notte, drogata la moglie facendola addormentare, la rinchiude nella camera facendola murare e ricoprire, lasciandola così al suo triste destino.

Il suo spirito rimane legato al luogo e certe notti si manifesta con lamenti e gemiti, si dice anche che sia stata avvistata, con i capelli raccolti in un velo e veste lunga bianca, attraversare i muri forse in cerca di pace o del suo perduto amore Lancillotto.

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