Le Città Sante dell’Umbria

 



 

Le Città Sante dell’Umbria, Cascia con Santa Rita

e

Assisi Con San Francesco

 

 

Oggi si preannuncia una belle giornata di sole, ieri sera abbiamo deciso di andare a visitare “Le Città Sante dell’Umbria

Ci siamo alzati presto e armati di zaini, per la merenda al sacco, siamo partiti da Ascoli Piceno direzione Cascia in Umbria.

 

 

In viaggio verso Le Città Sante dell’Umbria

 

 

Prendiamo la SS4, la mitica Strada Salaria, costruita dai romani per il trasporto del sale da cui prende il nome, direzione Roma.

Passata Ascoli dopo qualche decina di chilometri passiamo Acquasanta Terme, una graziosa località incastonata tra i Monti della Laga e i Sibillini e che occupa l’alta valle del fiume Tronto, ed è abbracciata da fitti boschi di castagni, abeti, faggi e querce.

Acquasanta è molto conosciuta, soprattutto dagli ascolani per le sue Terme, rinomate per le cure praticate,  fanghi, bagni, bagni con idromassaggio.

Le acque sono classificate tra le sulfuree e salse, acque in cui prevale il cloruro di sodio ed in cui sono di solito presenti bicarbonati o iodio e sono indicate per le affezioni dell’apparato respiratorio, affezioni delle prime vie aeree, affezioni otorinolaringoiatriche.

Proseguiamo la Strada Salaria fino al bivio per Norcia, Cascia e lì imbocchiamo la strada Tre Valli Umbre, chiamata così perché mette in comunicazione, e quindi togliendole da una sorta di isolamento montano, le tre valli, la Val Tiberina, la Valnerina e la Valle Umbra.

Per evitare tutto il percorso montano, bellissimo ma molto più lungo, di Forca Canapine, imbocchiamo la nuova galleria che passa sotto la montagna accorciando di molto i chilometri.

Arriviamo a Norcia, dove ci ripromettiamo di fermarci al ritorno o, se è troppo tardi, di tornarci presto, anche perché c’è un profumo nell’aria di salumi che ci fa venire il brontolio allo stomaco dalla fame.

Entriamo a Serravalle e imbocchiamo il bivio che ci porta a Cascia, arrivati alla cittadina seguiamo le indicazioni per la Basilica, ci lasciamo alle spalle tutta la parte nuova del paese seguendo via Roma che ci porta verso la parte alta più antica.

 

Cascia panorama

Cascia panorama

 

Arrivo a Cascia la prima de’ Le Città Sante dell’Umbria

 

 

Parcheggiata la macchina nel parcheggio più vicino possibile all’accesso della parte vecchia, che è pedonale, ci incamminiamo fiancheggiando il Monastero di Santa Rita.

Inizialmente il monastero, quando Santa Rita era in vita, era dedicato a Santa Maria Maddalena, costruito verso la fine del 1200 e successivamente ampliato, nel 1700, grazie all’intervento del Re del Portogallo, guarito di cancro all’occhio per intercessione della santa e terminato negli ultimi decenni con la costruzione della Basilica.



Il Monastero di Santa Rita (le città sante dell’Umbria)

 

 

Il monastero è luogo di clausura dove tutt’ora vivono e partecipano alla vita monastica con la preghiera e al servizio del prossimo, circa una quarantina di monache Agostiniane.

il Monastero e sullo sfondo la Basilica

il Monastero e sullo sfondo la Basilica

Nel Monastero visse gli ultimi 40 anni Santa Rita, dopo che fu  sposa di un giovane di buona volontà ma di carattere violento. Dopo l’assassinio del marito e la morte degli unici due figli, fu

accolta nel monastero dopo il miracolo, fatto a sé stessa, dell’entrata a porte chiuse. “Quando al mattino presto le monache, come tutti i giorni, si recarono in coro per l’ufficiatura divina, trovarono Rita in preghiera dentro la chiesa”.

Negli ultimi quindici anni di vita Santa Rita riceve da Gesù la Spina che portò come segno sulla fronte della profonda unione con Gesù Crocifisso.

Sia il Monastero che la Basilica hanno giorni e orari di visita, per il monastero sono dalle 8,15 fino alle 17,30 e per la Basilica tutti i giorni dalle 6,30 alle 20’00 in primavera e estate mentre l’inverno fino alle 18,00, comunque gli orari possono subire variazioni quindi conviene contattare “l’Ufficio Informazioni della Basilica Santa Rita da Cascia” su internet.

 

 

Il pozzo, le api e l’uva

 

 

 

la corte del monastero con la vite e il pozzo

la corte del monastero con la vite e il pozzo

All’interno del Monastero ci sono aree visitabili come la zona del Pozzo da dove Santa Rita attingeva l’acqua per l’orto, la cucina, le pulizie.

Sul muro in questa corte ci sono tanti piccoli fori dove dentro ci abitano le Api murarie, quelle api a cui si attribuiscono il primo miracolo della Santa, “Dopo la sua nascita, mentre la piccola Rita ancora in fasce, riposava nella culla, nel giardino di casa, delle api cominciano a entrare e uscire dalla sua bocca, senza pungerla. Un contadino, mietendo in un campo poco distante, si taglia profondamente una mano con la falce. L’uomo comincia a perdere molto sangue e lascia frettolosamente il lavoro in cerca d’aiuto. Nel passare accanto alla piccola Rita, si accorge delle api che le ronzano attorno al viso e fa un gesto con la mano per allontanarle. Nel ritirare la mano a sé, si accorge con stupore di essere guarito”.

La Chiesa medievale usava le api come simbolo per rappresentare l’operosità, la laboriosità, l’efficienza sociale, tipica di questi insetti.

Sempre nella corte cresce rigogliosa la Vite di Uva bianca diventata il simbolo dell’obbedienza di Santa Rita e della sua fecondità spirituale.


 

La Sala del Coro Antico

 

Nella Sala del Coro Antico Santa Rita fece la vestizione come monaca agostiniana.

Dove pregava di giorno e di notte insieme alla sua comunità, meditando nel cuore ciò che si dice con la voce, come prescrive la Regola di Sant’Agostino.

Sui muri ci sono affreschi risalenti al al 1590 e vi sono appese “sette tele” dipinte,da un artista sconosciuto, subito dopo la beatificazione di Rita, nel 1628.

 

sala del coro antico

sala del coro antico

 

Rappresentano sette tappe della vita di Rita: “Il prodigio delle api”; “L’apparizione dei santi Giovanni Battista, Nicola da Tolentino, Agostino”; “Il ritrovamento nel coro”; “La vestizione religiosa”; “Il ricevimento della stigmata”; “La sparizione della stigmata”; “La ricomparsa della stigmata”.

Altre zone visitabili sono L’oratorio del crocifisso, L’anello nuziale, L’urna dorata, La cella di Santa Rita e Il roseto.

 

La Basilica

 

 

Basilica Santa Rita

Basilica Santa Rita

 

La strada che dà accesso all’entrata della Basilica, una de’ le Città Sante dell’Umbria, è affiancata da due porticati colonnati, l’accesso al sagrato ha una breve scalinata, la facciata è ricoperta in travertino bianco incastonata tra due guglie, che terminano con due piccole celle campanarie, sormontate da croci in ferro.

Internamente, la chiesa è a forma di croce greca, il pavimento in marmo grigio con al centro della basilica per terra c’è lo stemma di Pio XII in marmi policromi.

L’impatto quando si entra è stupefacente, ai lati vi sono dei colonnati in azzurro sormontate da delle balconate anch’esse dipinte in azzurro e affrescate con figure di angeli e momenti di vita della Santa.

Lo stesso colore azzurro continua sul soffitto anche lui affrescato con angeli e di Santa Rita.

interno Basilica Santa Rita

interno Basilica Santa Rita

Nella parte in fondo alla chiesa c’è l’altare maggiore, molto semplice composto da una lastra di

cristallo, che è appoggiata sui rami ritorti di una vite in bronzo.

Sul lato sinistro, si trova l’abside dedicato alla Santa, con un affresco nella volta, che raffigura Cristo seduto su un trono e santa Rita ai suoi piedi, contornata da angeli, inoltre vi trova la cappella di Santa Rita, in stile neobizantino, delimitata da una grata in ferro battuto, il corpo della santa è ospitato in una teca di vetro, a sua volta riposto in un sarcofago.

Sul lato destro troviamo l’abside dell’Assunta, dietro l’altare è posta la pala della Madonna della Consolazione in trono con il bambino ed ai lati sant’Agostino e santa Monica.

Con ancora negli occhi l’azzurro delle colonne e nella mente l’immagine di Santa Rita avvocata delle cause impossibili, torniamo alla macchina per dirigerci ad Assisi.

Riprendiamo la strada Tre Valli Umbre direzione Foligno, Assisi e dopo circa una novantina di chilometri arriviamo ad Assisi.

 

Arrivo ad Assisi la seconda de’ Le Città Sante dell’Umbria

 

 

Assisi Panorama

Assisi Panorama

 

Dalla strada vediamo, sulla destra, tutta la città, in posizione leggermente rialzata domina la Valle Umbra, alla sinistra della città, imponente sorge la Basilica di San Francesco con ai piedi il lungo colonnato del Monastero.

Senza tappe intermedie ci dirigiamo subito a visitare la Basilica e la piazza antistante, imbocchiamo un vicolo lastricato, con all’estremità un passaggio ad arco in mattoni, che sbocca in quello che sembra un piazzale, il vicolo è intitolato Frate Elia  che fu tra i primi seguaci di San Francesco.

Questo piazzale, di forma rettangolare e molto lungo, ha ai lati una serie di portici per tutta la lunghezza, ed è su due livelli che conducono alla Basilica.

 

La Basilica di San Francesco (le città Sante dell’Umbria)

 

 

Basilica San Francesco entrata Basilica inferiore

Basilica San Francesco entrata Basilica inferiore

 

Nella Basilica si conservano e custodiscono le spoglie mortali del santo, secondo la tradizione, fu lo stesso Francesco ad indicare il luogo in cui voleva essere sepolto.

Si tratta della collina inferiore della città, dove venivano sepolti i “senza legge“, i condannati dalla giustizia .

La Basilica, infatti è un classico esempio di due chiese costruite una sopra all’altra, la prima ad essere eretta fu la basilica inferiore dove sono tutt’ora deposte le spoglie di San Francesco.

In seguito, visto il continuo aumento delle pellegrinazioni dei devoti al Santo, si sentì l’esigenza di ampliare il luogo di culto.

 

La Basilica inferiore (Le città Sante dell’Umbria)

 

 

Basilica inferiore Assisi

Basilica inferiore Assisi

 

La chiesa inferiore ha la funzione di chiesa sepolcrale, rimarcata dalla presenza della cripta, il corpo del santo è deposto in un sarcofago sotto l’altare maggiore.

Ai quattro angoli della cripta, sono stati sistemati i corpi dei beati frati Angelo, Leone, Masseo e Rufino, lungo la scala che dalla basilica conduce alla cripta.

Il soffitto a crociere  larghe, i pilastri sono bassi e grossi per sostenere il grave peso della chiesa superiore.

Alle decorazioni della basilica hanno collaborato i più illustri artisti del tempo da Giotto a Cimabue a Simone Martini.

 

La Basilica superiore

 

 

interno Basilica Superiore

interno Basilica Superiore

 

Entrare nella Basilica superiore, sembra di entrare in un museo, carico di opere pittoriche e vetrate decorate in modo magistrale.

Leggendo la storia della chiesa, veniamo a sapere che molti affreschi sono stati dipinti da Cimabue, Giotto, Jacopo Torriti con rappresentazioni delle Storie di Maria:

 

Annuncio a Gioacchino e sua offerta
Madonna tra due angeli
Natività e sposalizio della Vergine
Madonna col Bambino, Vergine leggente, Santo che colpisce un legno
Trapasso della Vergine

e altri affreschi stupendi, poi ci sono scene del Vecchio Testamento, sulla Crocifissione, le storie della Creazione e storie sulla vita e le opere di San Francesco, uno spettacolo incredibile.

Nel 1939, Francesco fu proclamato patrono d’Italia e la basilica divenne Santuario nazionale.
 

Il rientro da Le Città Sante dell’Umbria

 

Ormai si è fatto sera, ci sarebbe ancora molto da vedere ad Assisi, quindi ci ripromettiamo di preparare un’altro itinerario e metterlo nel calendario delle nostre escursioni a breve scadenza, intanto ci aspettano un paio d’ore di viaggio per tornare a casa, discutendo e prendendo nota di tutte le nostre esperienze ed emozioni che abbiamo vissuto oggi.

Al prossimo viaggio!!!


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