La Strada del Rosso Piceno



LA STRADA DEL ROSSO PICENO DA OFFIDA A

SAN BENEDETTO DEL TRONTO

 

 

la Strada del Rosso Piceno

la Strada del Rosso Piceno

 

Un percorso che non abbiamo mancato di fare è La Strada del Rosso Piceno, in primo luogo per non farci mancare l’assaggio e l’acquisto di questo pregevole vino con un disciplinare molto rigido e che si insigna di un titolo DOC.

 

E in secondo luogo, la bellezza del paesaggio e la visita ai paesi o cittadine che si incontrano, lasciando un segno indelebile nella nostra mente e nel nostro cuore.

La Strada del Rosso Piceno parte dalla collina di Offida, indossate un paio di scarpe comode, scendiamo lungo questo Borgo arroccato proprio in cima alla collina su cui svetta quello che una volta era l’imponente Castello di età longobarda, poi donato da Longino D’Azzone, signore offidano di origine franco-tedesca, all’Abbazia di Farfa dei monaci benedettini e ora chiesa di Santa Maria della Rocca.

 

La Strada del Rosso Piceno “Offida”

 

Offida Panorama

Offida Panorama

 

Lasciata quindi la macchina in un parcheggio all’entrata di Offida del versante della Valle del Tesino, ci incamminiamo verso il centro, in Piazza del Popolo dove ci attendono all’Enoteca Vinea perché ci illustrino la Strada del Rosso Piceno e ci indichino le Cantine che ne fanno parte.

 

scorcio delle mura con il torrione e il monumento alle merlettaie

scorcio delle mura con il torrione e il monumento alle merlettaie

 

Fiancheggiando le antiche mura di cinzione della Rocca, imbocchiamo Corso Serpente Aureo e subito sulla destra troviamo l’ Associazione Il Merletto di Offida, che ha una lavorazione tutta particolare: il  “Tombolo”, lavorazione che si tramanda di madre in figlia e al quale è stati dedicato sia una strada che un Museo.

 

 

Proseguendo per il corso arriviamo in Piazza del Popolo, piazza di forma caratteristica triangolare, sulla destra si trova il Palazzo Comunale, uno dei vertici della piazza è occupata dalla Chiesetta dell’Addolorata e dalla Chiesa del Suffragio,  un lato è chiuso dalla facciata della Collegiata Nuova e sul terzo lato della piazza si trova Palazzo Mercolini, del XV secolo.

 

 

A poche decine di metri si trova il Teatro Serpente Aureo, di foggia barocca con pianta a ferro di cavallo.

Nel 1768, da una proposta di Paolo Cipolletti e Gaetano Castellotti si realizzò un teatro di legno con palcoscenico e 29 palchetti posti in 3 ordini e un loggione, ma risultò troppo piccolo e molte famiglie di nobili rimasero senza palchetto.

Nel 1862, a seguito di una ristrutturazione, si realizzò la sala, con 50 palchi disposti su 3 ordini, platea e loggione, attraverso un’entrata adornata da quattro statue raffiguranti quattro muse.

La sala è decorata da stucchi e intagli dorati su sfondo verde, Il soffitto affrescato raffigura Apollo e le Muse.

Il tutto è dominato da un artistico lampadario con globi di pregiatissimo cristallo. Sul palcoscenico si conserva ancora il vecchio sipario con dipinta la leggenda del mitico Serpente Aureo.

Arrivati, con gli occhi pieni di meraviglie, all’Enoteca Vinea, veniamo a sapere che è un’associazione di produttori che annovera e collabora con oltre 600 aziende di produzione vinicola.

Ci spiegano i vini della zona dal Rosso Piceno Superiore al Rosso Piceno, differenti tra loro dal disciplinare, che per il primo,  la produzione è molto ristretta e si trova nella zona tra Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto.

 

interno dell'Enoteca Vinea

interno dell’Enoteca Vinea

Inoltre, i vigneti da cui vengono colte le uve, hanno un limite di produttività prefissato, che devono rispettare i parametri aggiuntivi riguardanti le caratteristiche specifiche delle uve e del vino, al momento dell’immissione perché possa fregiarsi dell’appellativo di “Superiore”.

 

Ci parlano in oltre dei vini bianchi, il Falerio, il Pecorino e il Passerina, vini che non mancheremo di assaggiare come accompagnamento alle specialità della zona.

E’ ora di proseguire il viaggio, a malincuore ci incamminiamo a riprendere la macchina, ma felici, immaginando le bellezze che visiteremo al prossimo paese per La Strada del Rosso Piceno, come conseguenza ci fermiamo in una pasticceria consigliataci, ad acquistare un dolce caratteristico di Offida, i  funghetti”, biscotti a forma di fungo, dalla consistenza croccante che li rende simili a confetti, realizzati con acqua, farina, zucchero e anice.


Tappa a Borgo Miriam

 

Prendiamo direzione Acquaviva Picena, il secondo dei 13 comuni che fanno parte de’ La Strada del Rosso Piceno, passando da Borgo Miriam facciamo una toccata e fuga alla Cantina San Filippo costruita su un territorio ad alta vocazione vitivinicola, il “Ciafone”e a vocazione strettamente biologica, dove ci hanno consigliato di acquistare il loro “Vi Munn” che nell’antico dialetto offidano il termine “Munn” sta a significare qualcosa di Puro, Mondato.

Due vini uno rosso e uno bianco con la caratteristica di essere biologici, come tutta la loro produzione, e sono prodotti assolutamente senza “Solfiti”.

Percorrendo la strada collinare con i versanti coltivati a vigneto e i caratteristici Calanchi arriviamo ad Acquaviva Picena.

 

Acquaviva Picena e la Rocca

 

Acquaviva Picena

Acquaviva Picena

 

Arrivando alla cittadina, notiamo che si sviluppa anch’essa lungo tutto il crinale della collina che domina la Valle del Tronto, lasciamo la macchina in un parcheggio sotto a quelle che ci sembrano le mura che circondano il paese vecchio.

 

entrata ad Acquaviva

entrata ad Acquaviva

 

Troviamo una scaletta che passa sotto ad un arco e ci addentriamo nel paese, le stradine strette fiancheggiate da case in muratura intonacate, come si faceva anni fa, con quell’intonaco che sembra sabbioso, a tratti scrostato, che lasciano intravedere la pietra sottostante, ci dà la sensazione di camminare in epoca medievale e ci aspettiamo che da un momento all’altro passi la ronda di armigeri che controlla il paese.

 

Ridendo della cosa, ci ritroviamo all’improvviso nella Piazza del Forte da dove svetta il Torrione della Fortezza di Acquaviva Picena che, imponente, domina tutto il paese.

Decidiamo di visitarla e da internet veniamo a sapere che si può, ma solo su prenotazione telefonando a un numero indicato.

Proviamo a chiamare e vista l’ora, sentiamo se è possibile visitarla nel pomeriggio, ci fissano un orario insieme ad un’altro gruppo, quindi nell’attesa andiamo a mangiare.

Scegliamo un localino carino, che pubblicizza una cucina casalinga e tradizionale.

Dal menù ordiniamo un antipasto all’italiana con Salumi della zona, compreso il Ciauscolo un salame speziato a impasto morbido che si può spalmare su fette di pane “rostito”, abbrustolito, immancabili le Olive Ripiene di carne all’Ascolana, come primo piatto ci consigliano le Pappardelle col sugo di papera, già dopo questi piatti più che abbondanti eravamo sazi, ma volevamo assaggiare un piatto tipico che ci incuriosiva dal nome, il Pollo “ncip” “nciap”, nome dato dagli offidani a questa ricetta, per ricordare il suono ripetuto del coltello che taglia a pezzi il pollo.

Finalmente arriva l’ora di visitare la Fortezza, che fu completata intorno al 1300 e ricostruita dopo che i Fermani la distrussero nel 1447.

la Fortezza di Acquaviva Picena

la Fortezza di Acquaviva Picena

 

Ha una pianta a quadrilatero con un’ampia corte centrale con pozzo, mentre ai quattro angoli sorgono i torrioni, il più alto il “Mastio” ha un’altezza di 22 metri ed è a forma cilindrica, dalla sua sommità ci si apre una visuale spettacolare, oltre a dominare la vallata, scorgiamo all’orizzonte il mare, alle spalle le colline e le vette del Gran Sasso e della Maiella.

La rocca ospita oggi il Museo della Pajarola.

Stanchi ma soddisfatti andiamo a recuperare la macchina, consultiamo l’itinerario de’ La Strada del Rosso Piceno e abbiamo la conferma che l’itinerario si snoda tra 13 comuni partendo da Offida e toccando Acquaviva Picena, Castorano, Appignano del Tronto, Ripatransone,Monsampolo del Tronto, Colli del Tronto, Spinetoli, Castel di Lama,Ascoli Piceno, Grottammare, Monteprandone e arriva fino a San Benedetto del Tronto.

Sono effettivamente troppi, quindi ci riserviamo di visitarli ma unendoli ad alcuni eventi che ci dicono molto curiosi e caratteristici.

Rientriamo alla base San Benedetto del Tronto dove ci aspetta una sana e ristoratrice dormita.


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