Itinerario Gole del Sagittario



 

 

 

Prosegue itinerario

Gole del Sagittario…

seconda parte

 

 

itinerario Gole del Sagittario

Castrovalva borgo sulla cresta rocciosa di Monte sant’Angelo

 

Proseguendo nell’ itinerario Gole del Sagittario, poco prima della centrale elettrica dell’Enel, nella Riserva di San Domenico e del Lago Pio, troviamo un funzionante ed antico Mulino ad acqua, reso possibile da restauro effettuato pochi anni fa dal Comune e da alcuni cittadini di Villalago.

Il Mulino è composto da tre vani, due locali sono occupati dalle macine, per la produzione della farina ed uno occupato dalla gualchiera, un macchinario antico in legno, utilizzato per la cardatura della lana e dei tessuti.

Per poterlo visitare, bisogna contattare il Comune o la Pro-Loco.

Si prosegue, poi, fino ad Anversa degli Abruzzi e da qui si raggiunge le Sorgenti del Cavuto, dove si trova anche il “Giardino Botanico”, gestito dal WWF, che ospita circa 380 specie di piante di cui 45 a rischio di estinzione.

 

Antico Mulino ad acqua di Villalago

 

 

I sentieri dell’ itinerario Gole del Sagittario

 

 

Dalle Sorgenti del Cavuto parte un sentiero per percorrere l’ itinerario Gole del Sagittario, un sentiero CAI n°18, con un percorso ad anello e partenza da quota 500 metri che arriva sino al bellissimo borgo di Castrovalva.

Dalle Sorgenti, l’ itinerario Gole del Sagittario, con il sentiero n°18, si arriva al bivio con la Statale 479 che porta a Castrovalava, da qui prendendo il lato destro, ci immettiamo nel Sentiero degli Aceri per raggiungere il Sentiero Floristico, una volta arrivati al borgo Castrovalva, è possibile tornare alle Sorgenti del Cavuto e terminare l’ itinerario Gole del Sagittario, attraverso il sentiero CAI n°19, che effettua un percorso a ritroso diverso da quello di arrivo, l’intero percorso dura all’incirca 3 ore.

Un’alternativa, è quella, una volta arrivati a Castrovalva, di raggiungere Colle San Michele, a 800 metri d’altezza e visitare l’omonima chiesetta.
 



 

 

Castrovalva

 

 

Arrivarci è un’impresa non da pochi, bisogna avere coronarie forti e non soffrire di vertigini, la sua posizione, chiamata “Il nido d’aquila” non è del tutto casuale, infatti il borgo è costruito lungo il crinale a sperone della cresta rocciosa dove alle spalle si trova Monte Sant’Angelo.

Ai lati del borgo si domina le Gole del Sagittario e dal suo belvedere, la vista dei tetti di Anversa, sotto a strapiombo, fa salire il cuore a mille e dei brividi lungo le gambe che raggiungono la base del cervello, praticamente toglie il fiato, di una bellezza, che se non si vede, non si può descrivere ma ci si chiede come si poteva abitare in un posto così aperto e sferzato dal vento, dove al posto dei passeri, sulla testa volano in circolo le Aquile Reali.

 

 

Oggi il Borgo, lungo l’ itinerario Gole del Sagittario, è praticamente disabitato, vi rimangono circa una cinquantina di abitanti.

Il suo accesso è attraverso un arco medievale e i suoi vicoli strettissimi, con le case vicine le una alle altre, quasi, come a proteggersi dal vento, in Piazza Risorgimento una chiesetta del settecento, Santa Maria ad Nives, nota anche come Santa Maria della Neve, da sfoggio di tutta la sua piccola bellezza, la sua facciata è intonacata di bianco e al posto del rosone ha un orologio a lancette.

Qui il tempo si ferma e si vive un’aria surreale, ci si aspetta che da un borgo semi fantasma come questo, ci sia incuria, degrado e invece è tutto ordinato, pulito come se alla notte, i folletti della montagna armati di vernice, scope e quant’altro, arrivassero nel borgo a pulire, lucidare e dipingere, per far trovare ai turisti che si inerpicano lungo l’ itinerario Gole del Sagittario, un paese dove sia valsa la pena arrivare e ammirare il panorama senza fiato che ti offre.

 

 


 

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