Isola della Giudecca l’avete mai visitata? E’ un modo diverso di vedere Venezia

 


 

 

Isola della Giudecca

un’altra Venezia

carica di fascino, arte e cultura

 

 

Isola della Giudecca con la Chiesa delle Zitelle e sullo sfondo la Basilica del Redentore

Isola della Giudecca con la Chiesa delle Zitelle e sullo sfondo la Basilica del Redentore

 

 

Chi va a Venezia, vuole vivere la città, immergersi nel caos dei turisti, respirare l’aria di Casanova, guardare il traffico dei vaporetti che si svincolano tra da gondole e motoscafi, tra calli e canali ma c’è una Venezia diversa, più tranquilla con panorami spettacolari e tramonti sulla laguna da mozzare il fiato è l’ Isola della Giudecca, proprio di fronte alla città più bella e unica al mondo, divisa solo dal canale omonimo.

Per raggiungere quest’isola, o meglio, sono otto isolotti collegati tre loro da ponti e ponticelli, che danno la forma all’ Isola della Giudecca, di “spina di pesce”, forma che anticamente le dava il nome di “Spina Longa”, poi cambiato in Giudecca, necessita il vaporetto.
 
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Come raggiungere l’ Isola della Giudecca

 

 

Tre sono gli accessi alla Giudecca che, in assenza di un ponte di collegamento con la Venezia vera e propria, devono avvenire tutti necessariamente tramite il vaporetto del servizio pubblico di navigazione.

Il primo, le Zitelle, è a est, di fronte all’isola di San Giorgio ed è collegato con San Zaccaria dalla linea 82.

Il secondo, la Palanca, sta al centro dell’isola ed è in collegamento diretto con le Zattere.

Il terzo è Sant’Eufemia, sulla zona ovest, in rapida congiunzione con il tronchetto e piazzale Roma.

Si estende per quasi 2 chilometri, con un lungomare o “riva”, qui chiamato “Fondamenta”, che la costeggia da sud a nord, una bellissima passeggiata caratteristica, che guarda l’interno del Canale della Giudecca, verso Venezia con un andirivieni di barche, motoscafi, vaporetti e grandi navi da crociera, qui si affacciano ville e palazzi, che per secoli ne hanno fatto luogo di villeggiatura per nobili e ricchi borghesi, dalla parte opposta, quella che guarda la Laguna, l’urbanizzazione è completamente diversa, giardini, orti, cantieri per il rimessaggio delle imbarcazioni, piccole fabbriche, officine artigianali mettono in evidenza la parte produttiva dell’isola.

 

 

Visitare l’ Isola della Giudecca

 

 

Prendendo le linee di trasporto pubblico per l’isola di Sacca Fisola, si dà inizio a un tour dell’isola, quella di arrivo è l’isolotto più a sud della Giudecca, se non consideriamo la Sacca di San Biagio, dove praticamente vi è solo del verde, La Sacca Fisola è un intero quartiere residenziale, con molto verde a giardinetti inseriti nell’ambito urbano, non diverso da molti quartieri residenziali del nord Italia, attraversando il Ponte di legno, Lavraneri si arriva all’isolotto dove sorge il “Mulino Stucky”.

 

Il Mulino Stucky e a fianco la fabbrica Fortuny sull’ Isola della Giudecca

 

 

Mulino Stucky nell’ Isola della Giudecca

 

 

Il Mulino Stucky è, o meglio era, un edificio industriale della fine dell’800, porta il nome del suo proprietario, che decise di sfruttare il canale veneziano per velocizzare il trasporto, via acqua del grano da destinare al mulino dell’ Isola della Giudecca, dava lavoro a 1500 operai ed era in grado di macinare 2500 quintali di farina al giorno.

L’architetto Wullekopf dotò l’edificio della classica e caratteristica facciata neo-gotica, con il nome del proprietario sormontato da un gigantesco orologio, prospetto poi diventato, da allora, un simbolo dell’architettura industriale in Italia.

Il Mulino subì nel tempo un lento e inesorabile declino, fu più volte bombardato, durante l’ultima guerra e nel 1955 il complesso fu abbandonato, oggi trasformato in albergo, è sede dell’hotel Hilton.


A fianco del Mulino Stucky, c’è la sede della famosissima fabbrica di tessuti Mariano Fortuny, fondata nel 1919 e ancora attiva.

Appena dopo questo complesso si può notare un intelligente reimpiego di vecchie aree industriali dismesse, restaurate ai fini abitativi, con bellissimi appartamenti e giardini.

Volendo fare una sosta, con una vista da mozzare il fiato, ci si può sedere all’Harry’s Dolci della famiglia Cipriani, la versione dolce del famoso Harry’s Bar, non credete però a quello che vi dicono, che i prezzi sono più modesti del fratello Harry’s Bar, un dolce costa intorno ai 18,00 € e un Bellini 10,00 € ma la vista può, una volta nella vita, sopperire il prezzo nello scontrino.

 

Chiesa di Sant’Eufemia vista dal Canale della Giudecca con a sinistra il ponticello in mattoni

 

 

La Chiesa di Sant’Eufemia

 

 

Proseguendo verso la parte opposta dell’isola e passato un ponticello in mattoni, a superare un canale, ci si trova davanti alla facciata della chiesa di Sant’Eufemia, che guarda il canale, mentre il fianco, con un meraviglioso loggiato a sei colonne, più un pilastro portante all’angolo, si affaccia sul Canale della Giudecca.

La sua semplice struttura a capanna è tipico dello stile veneto-bizantino dell’XI secolo, mentre il loggiato dorico venne eretto durante le varie modifiche del ‘700-’800.

Le colonne del portico, risalenti al XVI secolo, appartenevano alla Chiesa dei SS. Biagio e Cataldo, demolita per fare spazio alla costruzione del Molino Stucky e sopra la porta d’ingresso si trova un bel rilievo raffigurante la Vergine col Putto.

Interno della Chiesa di Sant’Eufemia Isola della Giudecca

Il suo interno è a tre navate veneto-bizantine sono decorate con sontuosi stucchi e dipinti,del ‘700, il soffitto è affrescato e racconta episodi della vita di Sant’Eufemia, il Battesimo della Santa sul soffitto della navata sinistra, Sant’Eufemia in gloria nella navata centrale e Episodio della vita della Santa nella navata destra.

Seguendo la “Fondamenta Sant’Eufemia”, con negozi e negozietti, incastonati in caratteristici palazzi veneziani, si arriva a Fondamenta S.Giacomo, dopo aver attraversato un lungo ponte con ringhiera in ferro battuto e dove merita una sosta, per ammirare il panorama e in mezzo alla moltitudine di turisti, che si fanno i selfie, godersi lo spettacolo.

Lungo Fondamenta S.Giacomo, incontriamo la chiesa più importante dell’ Isola della Giudecca, la Chiesa del Redentore.

 

La basilica del Redentore alla Giudecca

 

 

la Chiesa del Redentore

 

 

La Basilica del Santissimo Redentore, fu progettata dal Palladio, architetto famosissimo, per le sue ville chiamate appunto “Palladiane per lo stile architettonico.

Nel 1575, a Venezia, scoppia la famosa epidemia di “peste nera”, che decimò la popolazione veneziana per più di ⅓, dopo un anno di inutili sforzi per debellare questa epidemia, il doge Alvise Mocenigo formula allora, in San Marco, il voto di erigere una chiesa dedicata al Redentore, dove ogni anno sarebbe giunta una processione solenne e il 20 luglio successivo, per festeggiare la fine della peste, si celebrò, come da voto,una processione che raggiunse la chiesa attraverso un ponte di barche, dando inizio a una tradizione che dura ancora oggi, tutte le terze domeniche di luglio, a memoria del pericolo scampato di una pestilenza che colpì la città, si celebra la Festa del Redentore.

La facciata classica è preceduta da una scalinata che richiama alla memoria, il tempio di Gerusalemme.

L’interno della Basilica del Redentore

Le statue raffigurano S. Marco e S. Francesco, poggiate nelle nicchie a fianco dell’imponente portone, più in alto S. Lorenzo Giustiniani, primo patriarca della città, e S. Antonio da Padova, la facciata è sovrastata dalla statua della Fede, che raccoglie nel calice il sangue della croce e la cupola sulla quale si trova la statua del Redentore, ai lati della quale sorgono due leggeri campanili.

Lo stile classico dell’interno, è un netto contrasto con lo stile elaborato e ornato della maggior parte delle chiese veneziane, molto luminosa, è a navata unica, fiancheggiata da cappelle, presenta un interessante progetto iconografico, che sviluppa il tema del dolore umano, condiviso da Gesù dall’incarnazione fino al sacrificio estremo e riscattato dalla sua Risurrezione.

Proseguendo dopo aver superato l’ennesimo ponticello, si arriva su Fondamenta Croce con la chiesa, oggi sconsacrata, della Santa Croce, incamminandoci verso il termine dell’ Isola della Giudecca, passiamo davanti all’Ostello della Gioventù e alla Casa dei Tre Oci.

 

La Casa dei Tre Oci Isola della Giudecca

 

 

La Casa dei Tre Oci

 

 

Ex dimora del pittore emiliano Mario de Maria, fu edificata nei primi del novecento, ne fece la residenza veneziana in commemorazione della figlia Silvia, l’iconografia dei tre finestroni della facciata rappresentano infatti i tre membri superstiti della famiglia de Maria, il pittore Mario, la moglie Emilia Voight e il figlio Astolfo, mentre la bifora che li sovrasta simboleggia la piccola defunta.

Fu anche dimora dell’architetto Renzo Piano e vi furono girate alcune scene del film Anonimo Veneziano, oggi la Casa dei Tre Oci è di proprietà  Polymnia Venezia srl, che vi organizza eventi culturali legati all’arte novecentesca, al suo interno sono conservati gli arredi originali e molti materiali fotografici e artistici, legati alle vicende di de Maria e della casa.

Più avanti incontriamo un’altro, dei luoghi di culti importanti per la Giudecca, il complesso religioso del Convento e la chiesa di Santa Maria della Presentazione detta delle Zitelle

 

Il Convento e la Chiesa delle Zitelle

 

 

Chiesa di Santa Maria della Presentazione detta delle “Zitelle”

 

 

Consacrata nel 1588, è parte di un complesso ecclesiastico voluto dal gesuita Benedetto Palmio, per assistere le ragazze povere,quelle in età da marito, le “zitelle“, ma troppo povere per avere una dote, finivano la maggior parte delle volte, per darsi alla prostituzione.

Benedetto Palmio già dopo il suo arrivo a Venezia, nel 1558, cominciò a ricoverarne parecchie, in una casa nella parrocchia di S. Marziale, in seguito si progettò un edificio più spazioso con annesso oratorio, qui veniva insegnato loro un mestiere come il cucito o i merletti, dando così modo, alle ragazze, di provvedere al proprio mantenimento.

La Chiesa di Santa Maria della Presentazione, detta anche delle Zitelle, fa parte oggi dei Monumenti dell’Assistenza Veneziana sparsi nella città lagunare, di proprietà dell’IRE di Venezia, Istituzioni di Ricovero ed Educazione.


Il ricovero delle ragazze si sviluppa a ferro di cavallo attorno alla chiesa, lo spazio dietro l’abside della chiesa, vi si trova una corte, la facciata è a due ordini, ovvero disposta su due livelli inframezzati da cornicione, con due finestre nel primo e una grande finestra semicircolare, suddivisa in tre parti, al secondo ordine.

Due piccole torri campanarie sono disposte simmetricamente sopra il timpano, struttura triangolare racchiusa da cornice nel frontone e una grande cupola con un’imponente lanterna chiude la costruzione.

Infine arriviamo in fondo, alla punta della Fondamenta di San Giovanni, oltre non si può andare, anche perchè vi è la sede della Guardia di Finanza reparto operativo Aeronavale di Venezia, da qui si può scegliere di tornare indietro, raggiungendo il lato opposto dell’ Isola della Giudecca, rispetto al canale della Giudecca o prendere un vaporetto e andare a visitare l’Isola di San Giorgio Maggiore ma questa è un’altra storia.
 


 

 

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