Isola dei Pescatori Isola Bella Isola Madre le Isole Borromee

 


 

 

Le Isole Borromee con Isola dei Pescatori

Isola Bella, Isola Madre e altri isolotti

il regno dei Borromeo

 

 

Le Isole Borromee con in primo piano l' Isola dei Pescatori e dietro Isola Madre

Le Isole Borromee con in primo piano l’ Isola dei Pescatori e dietro Isola Madre

 

 

 

Isola dei Pescatori, è parte delle Isole Borromee, anche se non più di proprietà della nobile e importante famiglia, è l’unica ad essere abitata, avendo questa caratteristica è anche una delle più belle, perché viva e carica di storia comune, di vita giornaliera scandita, una volta, dalle gesta dei pescatori, oggi rimasti in pochi.

I Borromeo di origine toscana, furono nel lontano fine 1300, esiliati dall’Italia Centrale e stabilitisi nell’alto novarese, intorno alle sponde del Lago Maggiore, ricrearono la fortuna della famiglia, con il nuovo Stato Borromeo, acquistando terreni, avviando le costruzioni di ville, giardini e della splendida Rocca di Angera.

Le Isole Borromee, composte da tre isole, l’ Isola dei Pescatori, Isola Bella, Isola Madre, un’Isolino quello di San Giovanni e dallo Scoglio della Malghera, chiamato anche l’Isolino degli Innamorati per la sua piccola e romantica spiaggia, situato dietro a Isola Bella e completamente disabitato, raggiungibile solo in barca.

 


 

L’arcipelago delle Isole Borromee e l’ Isola dei Pescatori

 

 

Isola dei Pescatori il nome deriva dall’attività degli abitanti, è la più piccola delle Isole Borromee, ha una superficie di 100 metri di larghezza per 350 di lunghezza, ed il suo “vero” nome, è Isola Superiore, situata nella parte nord dell’arcipelago, sopra a Isola Bella.

Anticamente sull’ Isola dei Pescatori vivevano circa 300 famiglie e tutte dedite alla pesca, oggi ne risiedono stabilmente 50 a portare avanti, quella che è la tradizione lavorativa del posto, rifornendo i ristoranti di buon pesce di lago, per la preparazione dei gustosissimi piatti tradizionali.

Isola dei Pescatori nell’arcipelago delle Isole Borromee

L’isola è caratterizzata da un piccolo borgo, fatto di strette stradine con le casette aventi balconi stretti e lunghi, usati una volta, per essiccare il pescato e dalla Chiesa di San Vittore, che spunta tra i tetti di colore rosso.

Merita una visita, la Chiesa di San Vittore, risalente all’anno mille venne ricostruita nel corso del ‘600 e del ‘700.

All’interno della chiesa si trovano affreschi cinquecenteschi e l’altare con i busti rappresentanti quattro vescovi, Sant’Ambrogio, San Gaudenzio, San Francesco di Sales e San Carlo Borromeo.

Visitata per otto mesi all’anno, da turisti provenienti da tutto il mondo, l’ Isola dei Pescatori è considerata la più visitata delle Isole Borromee, caratteristico è il suo mercatino di antiquariato, il piccolo cimitero dietro la chiesa, dove sono seppelliti i pescatori, abitanti dell’isola, con le loro lapidi, che portano ognuna il modellino di una barca.

I ristorantini, che offrono pesce fresco, nei vari piatti della tradizione del lago e le feste, tra le quali citiamo la festa di Ferragosto, caratterizzata da una processione di barche illuminate che omaggiano la statua di Santa Maria Assunta, mentre fa il giro dell’isola, Carnevale, dove si allestisce una lunga tavolata e gli isolani si riuniscono per mangiare un’ottima polenta e bere un buon bicchiere di vino e la sera della vigilia dell’Epifania, quando tutti i bambini sono impegnati a svegliare la Befana con la “carga vegia“, correndo per tutta l’isola trascinandosi dietro, legati ad una corda, lattine, marmitte, coperchi e tutto ciò che rotolando produce rumore.

 


 

Isola Madre

 

 

La più grande delle Isole Borromee, di proprietà della famiglia Borromeo, a cui si deve la sua bellezza.

Intorno al 1500 iniziò la trasformazione dell’isola, con la costruzione della residenza privata della famiglia, larga 220 metri e lunga 330, è occupata da alcune costruzioni e soprattutto dal giardino botanico.

 

 

Palazzo Borromeo residenza sull’Isola Madre

 

 

Gli ambienti del Palazzo, furono allestiti a partire dal 1978, con arredi provenienti dalle varie dimore della famiglia Borromeo, offrono numerose opere d’arte, quali arazzi, mobili e quadri, al suo interno si ripropone, anche con l’ausilio di manichini vestiti con i costumi dei secoli passati, lo stile di vita dell’epoca.

La pianta del palazzo è a forma di L, vi si accede attraverso due approdi, situati rispettivamente sulla sponda settentrionale e su quella meridionale, da quest’ultimo si arriva al piazzale detto “della Cappella”, da dove risalendo una scala, che porta al livello superiore, si arriva all’ingresso principale dell’edificio.

Mentre da quello a nord, varcato un cancello, si trova una gradinata che consente di attraversare l’intera isola e di giungere al piazzale dove si affaccia il palazzo.

Il piano terra, caratterizzato, come il primo piano, da un loggiato ad archi, affiancati da aperture quadrate.

Isola Madre con Palazzo Borromeo e i Giardini

Le sale del piano terreno presentano una copertura a botte, a ombrello e a padiglione, una scala collega con il primo piano, dove gli ambienti hanno i soffitti a cassettone o con travi di legno.

La sala posta a sud-est è decorata a tromp-d’oeil, con pergolati, fiori e piante rampicanti, una delle sale più importanti è il Salone di Ricevimento che reca alle pareti quadri di soggetto biblico di Stefano Danedi, detto il Montalto, Ercole Procaccini il Giovane e Giovan Battista Costa, la Sala delle Stagioni è dominata da un’imponente arazzo, la Sala delle Bambole conserva un’importante collezione di bambole ottocentesche, provenienti dalla Francia e dalla Germania, insieme ad una bellissima e singolare collezione, quella di marionette e teatrini risalenti ai secoli XVII, XVIII e XIX.

 


 

I giardini dell’isola

 

 

I giardini che attorniano il Palazzo Borromeo, definiti dallo scrittore francese Gustave FlaubertUn Paradiso Terreste”, sorgono su un’area di circa 8 ettari, fu progettato su un precedente frutteto, poi uliveto e infine agrumeto, che rimase produttivo sino alla fine del settecento.

Ospita, essenze vegetali rare ed esotiche, originarie da ogni parte del mondo, il clima mita ha permesso l’insediamento di una flora sorprendente e difficilmente reperibile in altri luoghi, come aceri, banani, camelie, eucalipti, palme, fra le quali si aggirano multicolori pavoni, pappagalli e fagiani.

Famosa è la “scala dei morti“, arricchita con un’importante collezione di Wisteria o più comunemente glicine.

 

 

Isola Bella

 

 

Anche questa di proprietà della famiglia Borromeo, fa parte dell’arcipelago, subito sotto l’ Isola dei Pescatori, con tra le due, lo Scoglio della Malghera o Isolino degli Innamorati.

L’isola, quasi di fronte a Stresa, non è molto grande, misura 320 metri di lunghezza e 180 di larghezza, in gran parte occupata dal giardino all’italiana del palazzo Borromeo, che occupa la costa dell’isolotto.

Lo Scoglio della Malghera o isolino degli innamorati e sullo sfondo Isola dei Pescatori

Come l’Isola Madre, la sua storia è legata ai terreni acquistati dai Borromeo, dopo l’esilio dalla Toscana e l’insediamento nell’alto novarese.

Qui Carlo III Borromeo, iniziò la costruzione del Palazzo, per la moglie Isabella d’Adda ma il completamento avvenne per opera dei figli, il Cardinale Gilberto III e Vitaliano VI.

L’isola venne ristrutturata con le sembianze di una fantastica nave, il Palazzo era la prua e la parte dei giardini a terrazze, su quello che viene identificato come anfiteatro o castello, la poppa.

 


 

Il Palazzo dell’Isola Bella

 

 

La villa divenne luogo di feste sontuose e rappresentazioni teatrali, per la nobiltà europea, furono illustri ospiti, da Napoleone con la moglie Giuseppina di Beauharnais, la principessa del Galles, Carolina Amalia di Brunswick, Stendhal, famoso fu anche l’incontro a Isola Bella, fra Mussolini, Pierre Laval e MacDonald, per la Conferenza di Stresa, indetta per far durare l’ordine politico a favore dell’Anschluss tedesco, stabilendo i gli “accordi di Stresa”.

L’imponente facciata del Palazzo, è lunga circa 80 metri, con al centro il salone d’onore, che si sviluppa come una sporgenza curvilinea, occupando in altezza la bellezza di due piani.

L’estensione verso il centro dell’isola, parte perpendicolarmente a questa porzione e assume la forma di una T.

Le sale principali sono tutte poste al primo dei quattro piani, che si diramano attorno al Salone, con copertura a cupola e decorazioni, ultimate tra il 1948 e il 1959, mentre nella parte inferiore si trovano le grotte, ambienti artificiali, accessibili tramite una scala elicoidale del ‘600 e decorate da rievocazioni di ambienti marini e ricoperti di pietre e conchiglie di una infinita varietà di tipi, in una delle grotte è custodita una piroga preistorica, ritrovata ad Angera a fine Ottocento.

La Sala delle Colonne, la Sala della Musica, la Sala delle Medaglie, dove sono conservate dieci medaglie in legno dorato rappresentanti gli avvenimenti più importanti della vita di San Carlo Borromeo, insieme alla Galleria degli Arazzi, con i sei preziosi arazzi fiamminghi del ‘500, sono le sale al piano nobile, deputate al ricevimento e rappresentanza.

 


 

I Giardini

 

 

Oltre al sontuoso Palazzo, colpiscono i meravigliosi Giardini all’italiana, che formano la poppa di un’immaginaria nave, composti da dieci terrazzamenti sovrapposti a forma piramidale, con statue, fontane, essenze arboree rare, piante esotiche, magnolie e camelie profumatissime.

L’anfiteatro dei Giardini di Palazzo Borromeo

La parte più in alto dei giardini, è chiamata “anfiteatro”, dove si tenevano le rappresentazioni e sormontata dal liocorno, stemma della casata Borromeo.

Il Lago Maggiore, uno stralcio della storia, cultura e arte italiana, uno dei nostri beni, a volte dato per scontato ma che merita una conoscenza più approfondita e una visita con occhio diverso, dal solito giro al lago o un pic-nic sulle sue sponde, in una bella giornata di sole.

 

 

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Benvenuti in Preziosità Italiane commentate a piacere