Grottammare e il Vecchio Incasato



Grottammare il Vecchio Incasato

uno dei

Borghi più belli d’Italia

 

 

Grottammare panorama con il Vecchio Incasato

Grottammare il Vecchio Incasato

 

Grottammare paese della riviera adriatica marchigiana, che insieme a San benedetto dT e Cupra Marittima costituiscono la “Riviera delle Palme”, denominata la Perla dell’ Adriatico è insignita della Bandiera Blu Europea.

Grottammare, si può dire che siano tre paesi in uno, il “Vecchio Incasato” la parte alta del paese, arroccato sulla collina alle spalle del mare, il “Paese Basso Centro” la cosiddetta Marina, sede dell’amministrazione comunale, il cuore del paese con la sua vita cittadina e la zona “Ischia” una zona relativamente nuova con una concentrazione di abitazioni e strutture ricettive turistiche.

43°parallelo a Grottammare

43°parallelo a Grottammare

 

A Nord il paese, appena fuori, è attraversato dal 43º parallelo dell’emisfero boreale.

Grottammare ha origini antichissime, sono state rinvenute tracce risalenti al periodo neolitico, ed è stata scoperta una necropoli picena risalente al VII-V secolo a.C.

Diversi eventi storici fanno capo a Grottammare, l’incontro tra Vittorio Emanuele II e una delegazione di notabili partenopei che gli offrirono formalmente il Regno delle due Sicilie.

Il collegamento ferroviario con Ancona e l’Abruzzo dando ulteriore impulso allo sviluppo economico e demografico della cittadina, il cannoneggiamento da parte di due cacciatorpediniere austro-ungariche nella Prima Guerra Mondiale e messe in fuga dall’intervento di un treno armato della Regia Marina.

 

Il Vecchio Incasato di Grottammare

 

Vecchio Incasato Grottammare

Vecchio Incasato Grottammare

 

Il Vecchio Incasato di Grottammare ha il titolo di uno dei “ Borghi più belli d’Italia”, arroccato sul Monte Castello, con il suo imponente Castello, domina tutto il paese e con una spettacolare vista panoramica, che a nord vede Porto San Giorgio e a sud San Benedetto del Tronto, tutto il paese si sviluppa in solo quattro viuzze collegate tra loro da diversi vicoli, a diversi dislivelli.

Sulla Statale Adriatica, al semaforo adiacente alla Chiesa di San Pio V, si prende a destra per Ripatransone, venendo da nord e poi ancora a destra per via S. Agostino. 

 

 

Lungo questa viuzza sulla destra incontriamo la Chiesa di Sant Agostino di origine cinquecentesca, conserva al suo interno un affresco di Vincenzo Pagani, la “Madonna della Misericordia” e alcune tavole di scuola crivellesca.

La chiesa è a pianta longitudinale e a navata unica con tetto a capanna, la copertura è a capriate con travature di legno. La sua facciata è rivolta verso il monte, mentre il tozzo campanile e l’ abside rivolti verso il mare e verso i pericoli derivanti dai pirati, che in epoche lontane infestavano e saccheggiavano il paese, assomigliando di più a strutture militari difensive.  

 

Piazza Peretti

 

Piazza Peretti

Piazza Peretti

 

Addentrandoci verso il centro del Vecchio Incasato arriviamo a Piazza Peretti che prende nome da Felice Peretti, Papa Sisto V, nato a Grottammare, la piazza infonde una particolare atmosfera e suggestione, i suoi colori, il suo impianto accentra intorno al suo spazio i principali edifici pubblici, la chiesa di San Giovanni Battista, il palazzo comunale, il teatro dell’Arancio, la torre civica.  

Dando le spalle alla Chiesa di San Giovanni sulla destra troviamo il Teatro dell’Arancio il suo nome deriva dalla rigogliosa pianta che veniva collocata al centro della piazza e custodita da un incaricato del comune, scelto ogni anno tra le famiglie del paese, che riceveva come compenso l’esenzione dalla tassa comunale sui fuochi domestici.

 

La facciata è in mattoni a vista e sviluppa su tre ordini di diversa altezza, al centro del secondo ordine, una profonda nicchia con una mostra sormontata da un piccolo timpano contiene la statua di Papa Sisto V, modellata dall’artista Stefano Interlenghi.

 

Sul lato sinistro della struttura si eleva la torre civica, la nicchia con incastonata la Madonna con Bambino, l’orologio e dal campanile.

 

Al centro una profonda loggia ad archi e volte a crociera poggianti su pilastri quadrangolari il panorama che si apre è di una bellezza travolgente, il mare, colorato dalle correnti e dalle differenti profondità in tante tonalità di blu, delinea un’ansa da nord a sud fino al porto di San Benedetto, incorniciate dal mare e dalle mura del caseggiato, spiccano le vette dell’Appennino abruzzese.

Dalla piazza attraverso vicolo Torrione si giunge a una grande balconata sul mare intitolata al “Tarpato”, nome d’arte del pittore locale Giacomo Pomili. da qui possiamo salire sopra al Torrione la cui costruzione, alla metà del 1500, è legata a frequenti attacchi di pirati e corsari. Recentemente ristrutturato, l’interno ospita il Museo Comunale Pericle Fazzini.

Si prosegue poi per via Santa Lucia che porta all’omonima chiesa.

 

Chiesa di Santa Lucia

 

Chiesa di Santa Lucia

Chiesa di Santa Lucia

 

Voluta dal pontefice Sisto V,progettata come una sorta di mausoleo con una Chiesa inferiore a croce greca e una superiore con pianta a croce latina.

L’ingresso che vediamo ora avrebbe dovuto essere solo quello della Chiesa inferiore, concepita come una sorta di cripta, mentre l’accesso per quella superiore si sarebbe dovuti accedere dalla parte opposta, praticamente da quello che oggi è il retro dell’edificio.

Alla morte di Sisto V il cantiere venne bloccato ed è solo per la volontà della sorella del pontefice, Camilla Peretti, che i lavori ripresero.

Il portale è sormontato da un timpano arcuato con lo stemma della famiglia Peretti e quello papale di Sisto V che raffigura un leone che tiene tra le zampe un ramo di pero e una stella con tre monti. All’interno della chiesa,a pianta quadrata, si trovano ricchi altari, molte opere pittoriche e uno degli organi più preziosi della provincia di Ascoli Piceno, costruito nel 1752 da Francesco Fedeli della Rocchetta di Camerino.

La scalinata che porta al castello

La scalinata che porta al castello

 

Attraverso una ripida scalinata, dal fianco destro della chiesa, si giunge ai piedi di una salita, alla fine   della quale troviamo Porta Castello, uno dei tre ingressi del paese.

Tramite alcune scalette metalliche è reso possibile l’accesso al Castello e ci si trova a camminare all’interno delle mura della fortificazione.

Dai pochi resti dell’originaria struttura e osservando la torre è ancora possibile vedere un tratto del camminamento delle guardie.

In cima a Monte Castello verso ovest troviamo l’Oasi Santa Maria ai Monti

 

 

Chiesa Santa Maria ai Monti

 

 

Oasi di Santa Maria ai Monti

Oasi di Santa Maria ai Monti

 

Facente parte di un convento, l’ex complesso conventuale è oggi conosciuto con il nome di “Oasi di Grottammare“.

La costruzione del convento, risalente agli inizi del Seicento, si deve a padre Nicola da Monteprandone dell’ordine dei frati minori riformati, edificato dove sorgeva un piccolo santuario mariano eretto contro la peste intitolato “la Madonna dei Monti“, facendo in modo che l’immagine della Madonna dipinta sul muro dell’antica chiesetta potesse essere conservata, poi in seguito un incendio distrusse buona parte dell’affresco ma si salvò l’immagine della Madonna col Bambino, che è tuttora nell’abside sopra l’altare maggiore.

Da qui si esce dal Vecchio Incasato di Grottammare e si arriva sulla Strada Statale Cuprense da dove possiamo decidere se scendere verso Grottammare Basso e mangiarci un gelato seduti ad un tavolino sul Corso o salire verso Ripatransone e passeggiare in questo paese ex sede vescovile ad una altezza di quasi 500 metri su livello del mare e goderci la frescura, quasi da maglioncino.


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