Giardino dei Tarocchi

 

 


 

 

Giardino dei Tarocchi

incantato, magico

e spettacolare

 

 

Il Giardino dei Tarocchi

Il Giardino dei Tarocchi

 

 

La Toscana è da sempre meta di artisti , scrittori, poeti e attori illustri e famosi, bellissima regione con un verde delle colline e delle valli, che solo lei riesce ad avere.

Non so, come questa regione, riesca ad attirare come una calamita, altre regioni sono splendide e uniche ma la Toscane è “particolare”.

Un’altra prova è data dal fatto, che l’artista Niki de Saint Phalle, ha dato vita da pochi anni ad un “Giardino tematico”, iniziato nel 1979, creando il Giardino dei Tarocchi.

 

 

Il Giardino dei Tarocchi

 

 

Terminato nel 1996, il Giardino dei Tarocchi, apre al pubblico solo nel 1998, ricopre una superficie di circa 2 ettari, con splendide sculture alte fino a 15 metri, raffiguranti i 22 arcani dei Tarocchi, realizzate in acciaio e cemento e rivestite di specchi, vetri e ceramiche colorate.

Il Giardino dei Tarocchi è costato circa 10 miliardi di lire, si può immaginare dall’entità della cifra quanto sia imponente questa struttura, fu aiutata nella realizzazione da artisti di fama internazionale come, Rico Weber, Sepp Imhof, Paul Wiedmer, Dok van Winsen, Pierre Marie e Isabelle Le Jeune, Alan Davie, Marina Karella e dal marito Jean Tinguely.

La sua ispirazione fu il Parque Guell di Antoni Gaudí a Barcellona e il Giardino di Bomarzo, i percorsi del giardino, si snodano seguendo gli andamenti del terreno, sul passaggio di cemento delle strade, sono incise citazioni, messaggi e pensieri che accompagnano il visitatore lungo il suo cammino.

Il padiglione d’ingresso è costituito da una lunga muraglia in tufo, con un’apertura circolare al centro, intento a sottolineare il passaggio dal mondo reale a quello del sogno del Giardino dei Tarocchi, le sinuose panchine di Pierre Marie Le Jeune donano il ristoro tra un incanto e l’altro.



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Descrizione del Giardino dei Tarocchi

 

 

Ingresso al Giardino è ai piedi della collina di Garavicchio, una località di Capalbio in provincia di Grosseto, una doppia e lunga muraglia, parallele tra loro, in tufo, e apertura circolare al centro, chiusa da cancello, funge da ingresso, i due lunghi muri paralleli, sono separati da un’area pavimentata in porfido, ai lati dell’apertura circolare, i gabbiotti in metallo e vetro per la biglietteria ed il piccolo negozio.

Passato l’ingresso, una strada sale fino a una piazza, La Piazza Centrale, dove la figura della “Papessa” e del “Mago”, sovrastano una vasca, mentre altre statue circondano questa piazza diventando un enorme anfiteatro.

 

 

Dalla enorme bocca della Papessa, che ricorda l’Orco del Giardino di Bomarzo, sgorga una cascata d’acqua che si raccoglie nella fontana, al cui centro si muove la “Ruota della Fortuna”.

Le strade che salgono e scendono lungo il costone,partendo dalla piazza centrale, nella cui pavimentazione sono incise parole che, sono appunti di pensiero dell’artista, citazioni, memorie, sembrano seguire un andamento del tutto personale, con itinerari diversi.

Sulla destra della piazza, una piccola scalinata sale, passando sotto la figura del Sole, raffigurato nell’uccello del fuoco, bianco, rosso e giallo, sopra un grande arco azzurro, la raffigurazione seguente è il Papa.

Proseguendo lungo la stradina, incontriamo l’Albero della vita, con all’interno, nel suo incavo, l’Appeso, segue la enorme raffigurazione in bianco e nero della Giustizia, con la bilancia appoggiata sui seni.

Poco più avanti per un sentierino sulla destra, in mezzo al boschetto, incontriamo gli Amanti, figure in poliestere sedute sul muretto a consumare il loro pic nic, poco più indietro il Profeta, poi il castello dell’Imperatore, costruito come una cittadella imperiale munita di torri, di un camminamento di ronda, di un cortile adornato da una fontana e da 22 colonne,il numero degli Arcani Maggiori, che sostengono un loggiato.

 

Dietro l’Imperatore, la Torre, simbolo delle costruzioni mentali non fondate su basi solide, interamente rivestita di specchi.

Posta in posizione dominante l’Imperatrice-Sfinge, al suo interno, adibito durante la progettazione del Giardino dei Tarocchi, uno spazio tutto a rotondità, senza alcun angolo, una abitazione con la stanza da letto in un seno, la cucina nell’altro e lo spazio centrale arredato come soggiorno studio.

Lungo il percorso vi sono tante altre sculture, la Luna, la Temperanza, la Morte, il Diavolo, il Mondo, il Matto e tante altre sparse qua e là, tutte con un loro significato.

Come avverte il cartello all’entrata, scritto dall’artista, il Giardino dei Tarocchi, non è aperto tutto l’anno, ha bisogno di manutenzione, sono pur sempre opere artistiche, anche se non esposte in un museo come altre della stessa autrice, a maggior ragione bisogna conservarle nel modo giusto.

Quindi prima di accingersi a passare una splendida giornata, anche per i bambini, è meglio chiedere informazioni alla segreteria della Fondazione Il Giardino dei Tarocchi con tel. 0564/895122.

 

 


 

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