Fumone il borgo il castello e il fantasma

 


 

 

Fumone

il borgo medievale perfettamente conservato

con il castello infestato da ben 18 fantasmi

 

 

Fumone con il suo castello

Fumone con il suo castello

 

 

Fumone, non ha monumenti antichi e di grande rilievo ma se vi trovate in zona un giro per il centro storico ne vale assolutamente la pena.

Il borgo medievale è “abbracciato” al suo castello, che domina dall’alto dei suoi 800 metri s.l.m., un panorama su tutta la provincia di Frosinone e nelle giornate limpide, si può intravedere la Cupola di San Pietro, da una parte, mentre dall’altra la vetta del Vesuvio.

Nato come fortezza militare dello Stato Pontificio, fu utilizzato per oltre 500 anni, come punto di avvistamento, dalla sua torre più alta, oggi scomparsa, si levava un’enorme colonna di fumo, avviando un sistema di segnalazioni a catena, che coinvolgendo i paesi limitrofi, come Rocca di Cave, Castel San Pietro, Paliano, Lariano, Serrone e Castro dei Volsci, e giungeva alle mura capitoline, avvertendo così la “città eterna” dell’imminente pericolo, inoltre avvertivano la popolazione di trovare un rifugio, da queste fumate nacque il detto popolare, “Quando Fumone fuma, tutta la campagna trema ed anche il nome del paese”.

Nel suo centro storico, tranquillo e ottimamente conservato, si trova la Chiesa Collegiata di Santa Maria Annunziata.

 


 

La chiesa principale di Fumone

 

 

La Chiesa Collegiata di Santa Maria Annunziata è posta nel centro storico del borgo, conserva le reliquie del patrono San Sebastiano e numerose testimonianze di devozione alla Madonna del Perpetuo Soccorso.

Interamente trasformata con i lavori di ristrutturazione eseguiti alla fine del Settecento, dopo essere stata completamente distrutta, il suo interno è costituito da una navata centrale terminante con abside e una navata laterale, che termina con una cappella coperta da cupola e campanile, posto lateralmente.

Fumone ingresso al borgo

Alla sinistra della navata centrale, tra i pilastri in muratura, che reggono la volta a botte, si trovano le “edicole” commemorative, una delle quali evoca la visita del papa Paolo VI, nel 1966 ed alle Confraternite, del Rosario, del Sacramento, del Protettore ed alla Madonna di Loreto.

La navata laterale è caratterizzata dall’altare dedicato alla Madonna del Perpetuo Soccorso, la statua d’argento del protettore S.Sebastiano, raffigurante l’ufficiale romano trafitto da dardi, durante i festeggiamenti del Santo Patrono, la statua argentea in cui sono custodite le sacre reliquie del Santo, viene esposta nella macchina processionale in legno dorato risalente al XVII secolo.

 


 

Il Castello di Fumone

 

 

Il castello, oggi è di proprietà privata dei signori Longhi De Paolis, è possibile visitarlo ed è aperto tutti i giorni, durante i mesi invernali, al mattino dalle 10 alle 13 e nel pomeriggio dalle 15 alle 18, con la domenica a orario continuato dalle 10 alle 18, mentre nella stagione estiva le visite pomeridiane si prolungano sino alle 20.

Centro storico di Fumone – foto di G G Photography

Famoso non solo per essere stata la prigione di Celestino V e luogo della sua morte ma anche per ospitare uno straordinario giardino pensile, che, con i suoi 800 mt s. l. m., è il più alto d’Europa ed è da sempre conosciuto come “la terrazza della Ciociaria”.

 


 

La Cella di Celestino V nel castello di Fumone

 

 

Durante la visita è possibile osservare quella che è stata la cella-prigione di Celestino V, fu costruita, per poter assicurare una continua sorveglianza, in una intercapedine all’altezza del piano nobile del castello, tra le mura di due torri.

Grande all’incirca tre metri di lunghezza, per un metro e mezzo di larghezza, qui Celestino V vi fu imprigionato dopo l’abdicazione da Papa e vi passò gli ultimi dieci mesi di vita, al suo interno si trova una teca contenente un centinaio di reliquie tra cui, un dente e un pezzetto del cuore,sopra l’altare un’immagine del santo in marmo con sopra il capo la tiara, a sinistra dell’altare una piccola finestrella murata dove, secondo la leggenda, riceveva la visita di un angelo che gli forniva cibo e conforto.

La cappella costruita in memoria di Celestino V e l’ingresso della cella

La cappella è ornata da 4 stemmi in stucco sotto i quali vi sono altrettante epigrafi che riassumono le storie connesse a Celestino V e alla famiglia Longhi, interessante è la croce votiva dello scultore Manfrini deposta dal Papa Paolo VI a ricordo della sua visita ufficiale avvenuta il 10 settembre 1966.

Alcune testimonianze dell’epoca, narrano di un “miracolo”, o fenomeno inspiegabile, verificatosi in concomitanza della morte di Celestino V, avvenuta nella cella-prigione il 19 Maggio del 1296 per cause naturali, una croce di luce splendente sarebbe improvvisamente e misteriosamente comparsa sulla porta delle stanze in cui l’ecclesiastico era stato tenuto prigioniero.

 


 

I Giardini pensili del Castello di Fumone

 

 

Con la realizzazione dei Giardini pensili, nel XVII secolo, il Castello passò di fatto, da rocca ad uso militare a residenza signorile, ci vollero tonnellate di terra riportata di castagno, a dorso di muli e posizionate sulle volte dei vecchi servizi di guardia, che vennero trasformati in cisterne per l’irrigazione e come riserva idrica per le attività del Castello.

Con una estensione di 3500 metri quadrati e ad un’altezza di 800 metri s.l.m. è uno dei giardini pensili più estesi d’Europa a questa quota.

Qui sono coltivate  specie sempreverdi, piante dal fogliame fitto e compatto come l’alloro, il bosso, la thuja, piante adatte a creare siepi e recinzioni con forme geometriche e poi pini, cipressi e lecci, dotato di un eccellente sistema di drenaggio ed un ramificato apparato di canali interni, per la fuoriuscita dell’acqua, drenata, attraverso pendenze.

Si sviluppano su due livelli, quello superiore, di circa 2000 mq, si estende attorno ad un viale centrale, affiancato da cipressi e bordure di siepi di bosso, a formare spazi regolari.

Il viale centrale, ad un certo punto affiora dal terreno la cima di Monte Fumone, che secondo la leggenda sarebbe apportatore di buona fortuna, con un sol tocco e termina con una colonna romana in marmo.

Il livello inferiore ha presenza di alberi di alloro secolari e da un grosso blocco di pietra posta un centinaio di anni fa, si dice per ricordare un importante desiderio esaudito, molto apprezzato è l’albero dell’amore, un gigantesco cupressus funebris, frutto dell’unificazione di due alberi.

 


 

I misteri e i fantasmi del castello di Fumone

 

 

Il giro al castello comprende anche il “Pozzo delle Vergini”, un pozzetto stretto e profondissimo legato alla pratica dello Jus primae noctis, i signori di Fumone rivendicavano la prima notte di nozze delle giovani spose, che dovevano giungere all’appuntamento vergini, le povere disgraziate che erano scoperte “impure” dal loro “nobile” aguzzino, venivano immediatamente e senza pietà gettate nel suddetto pozzo, al cui fondo, pare, fossero infilate lame taglienti, sono le voci delle povere fanciulle a rincorrersi di notte tra le mura di Fumone.

Oggi, affacciandosi all’orlo della cavità, posta in un cantuccio, accanto al ciglio di una scalinata, si possono provare sensazioni di pietà miste a ripugnanza.

Un’altro dei “18” fantasmi che infestano il castello, è anche quello dell’Antipapa Gregorio VIII, all’anagrafe Maurizio Bordino, antipapa francese, tenuto prigioniero e morto a Fumone nel 1124, sepolto tra le mura ma il suo corpo non venne mai più ritrovato.

Il corpo imbalsamato del marchesino in una teca nel castello

Ma il mistero riguarda soprattutto lo spirito del marchesino Francesco Longhi, morto nel 1851 all’età di tre anni, e di sua madre, la duchessa Emilia Caetani, secondo la leggenda,  il bambino sarebbe stato avvelenato dalle sue sette sorelle, con piccole dosi di arsenico, per evitare che, in base al diritto successorio del maggiorasco, ereditasse l’intero patrimonio di famiglia, costringendo le ragazze a un matrimonio combinato o al convento.

La madre impazzita per la perdita, fece dipingere mobili e ritratti di nero, fece imbalsamare il figlio in modo da averlo sempre con sé.

Oggi il corpo, vestito di tutto punto e con il volto coperto da una maschera mortuaria in cera, si trova nel castello, in una teca, insieme ai suoi vestitini e ai suoi giocattoli, si dice, che il suo spirito vaghi per il castello e sieda a braccia conserte a fianco del suo corpo.

 


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