Fermo le Cisterne Romane

 

 

Fermo

le Cisterne Romane

una gita sottoterra

 

 

Le Cisterne Romane di Fermo

Le Cisterne Romane di Fermo

 

Fermo, la varietà del patrimonio culturale, naturalistico ed artigianale è veramente notevole e si mostra attraverso molteplici percorsi, spaziando dall’archeologia picena e romana, all’arte medievale, rinascimentale, barocca, neoclassica e contemporanea, Fermo offre grandissimi esempi di testimonianze dei tempi passati, diventando così, un museo di storia dell’arte a cielo aperto.

La bellezza del suo paesaggio, lungo le dorsali delle colline, le valli fino a raggiungere le vette dei Monti azzurri tanto cari a Leopardi si identificano nei monumenti e nei paesaggi di un territorio che non finisce mai di farti scoprire, in ogni suo angolo, un monumento, un manufatto, uno spicchio di arte a rappresentare le civiltà antiche che hanno dominato il territorio.

 

Le Cisterne Romane

 

Fermo, in un quartiere di straordinaria bellezza, dove palazzi sontuosi e botteghe artigiane fanno sfoggio di sé, si trova Via degli Aceti e lungo questa via, si incontra l’ingresso tardo medievale delle Grandi Cisterne Romane, considerate patrimonio dell’arte idraulica di età augustea, scaturite da un’ingegnosa idea di Vitruvio.

Datate intorno all’anno 40 d.C., documentato da una tegola incastonata, nelle mura, con inciso il marchio di un costruttore che operava in quegli anni.

Vennero realizzate quelle che allora venivano chiamate Piscine Epuratorie o Limarie, queste erano necessarie per rispondere all’esigenza idrica della popolazione.

 

 

Le Cisterne Romane di Fermo, sono una struttura sotterranea di circa 2200 metri quadri e composta da trenta camere disposte su tre file parallele, era un sistema sotterraneo di ricezione, un complesso di opere atto ad incanalare l’acqua piovana, che permetteva di poi di ridistribuirla in maniera efficiente alle diverse zone della città.

Al 1980, sei di queste sale, venivano ancora usate per la raccolta dell’acqua, che veniva poi destinata al consumo cittadino, queste sale erano approvvigionate da acque provenienti dalle sorgenti dei monti Sibillini.

Le Grandi Cisterne si estendono lungo un’area sotterranea piuttosto vasta, il suo perimetro racchiude via Paccarone, via di Vicolo Chiuso, via degli Aceti, largo Maranesi e hanno una capienza di circa 15.000 mc. di acqua.

 

Caratteristiche di costruzione

 

All’interno degli ambienti le tecniche costruttive sono in opus caementicium,  una tecnica edilizia ideata e ampiamente utilizzata dai Romani, è caratterizzata dall’utilizzo del cementizio, costituito da una mescolanza di malta e di caementa, ossia pietre grezze o frammenti di pietra spezzati.

 

 

Nelle murature perimetrali, le tracce dell’intonaco impermeabile detto opus signinum, ricoprono una zoccolatura di circa 70 cm e i mattoni utilizzati per dividere le sale.

Inoltre sono ancora visibili 15 pozzetti di aerazione e ispezione, i canali di scolo per la depurazione e le due tubature in piombo di diversa dimensione che permettevano la distribuzione dell’acqua attraverso le fontane della città.

Attualmente, le Cisterne Romane, costituiscono una delle migliori tracce della permanenza romana a Fermo.

Tutte le camere sotterranee sono accessibili e ben praticabili, colpiscono le dimensioni notevoli e l’ottimo stato di conservazione.

La visita alle cisterne è incredibilmente emozionante, riescono a rendere in maniera intensa, la grandezza di un progetto, con una capacità di rendimento così efficente.

 

 

Non è difficile, lungo queste camere, incontrare scritte come, “Calma, uscita”, risalenti all’epoca della Seconda Guerra Mondiale, quando gli ambienti furono utilizzati come rifugio contro i bombardamenti.

 

 

Le Cisterne Romane di Fermo sono visitabili tutto l’anno con visita guidata, il biglietto è acquistabile presso la biglietteria dei Musei di Fermo, ad un costo di 6,50 euro, è consigliabile un abbigliamento e calzature adatte al percorso, alquanto umido.

 

 

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