Escursione il Sentiero dei Muli Tagliacozzo



Escursione

il Sentiero dei Muli

un percorso storico naturalistico

di 100 milioni di anni fa

 

 

Escursione il Sentiero dei Muli la Valle del fiume Imele

Escursione il Sentiero dei Muli la Valle del fiume Imele

 

L’Abruzzo è senza ombra di dubbio una delle Regioni italiane con maggiore geodiversità, che influenza la variabilità paesaggistica, ricca di biodiversità.

Circa due milioni di anni fa le onde del Mare Adriatico lambivano i piedi del Gran Sasso, man mano che le acque si ritiravano, facevano nascere la particolare geografia, con caratteristiche molto diverse tra loro, determinate dalla presenza di numerose vallate montane ad ovest e conche interne.

E’ una regione per gran parte montuosa e la particolare evoluzione geologica della regione ha altresì determinato una caratteristica conformazione geografica che, a sua volta, ha profondamente segnato la storia delle“Genti d’Abruzzo”.

Nel corso della storia non è mai stato un territorio unitario. Nell’antichità, era diviso in un gran numero di popoli tra i quali Marsi, Vestini, Peligni,Marrucini, Frentani, Piceni, Equi e Pretuzi. Questi popoli erano gruppi di pastori, che seguendo il rito del “Ver Sacrum, la primavera sacra, dove si consacravano agli dei i nati durante la primavera che una volta divenuti adulti, lasciavano il proprio territorio per colonizzare una nuova terra, costituendo così un nuovo popolo.

Tagliacozzo, nel suo territorio custodisce nella “Valle dell’Imele” o “Valle delle Mole” la testimonianza di questa evoluzione geologica, biologica e antropologica, tipica dell’Appennino centrale.

 

i mulini

i mulini

 

Un itinerario che fin dal medioevo è stato“logorato”da carovane di muli, che venivano utilizzati per il trasporto di grano a monte, presso i misteriosi mulini di Capacqua, una volta trasformato nella preziosissima farina, veniva riportata a valle sempre in groppa ai muli.

 

Escursione Il Sentiero dei Muli

 

Un escursione il Sentiero dei Muli parte dal centro abitato di Tagliacozzo e conduce alla risorgente del fiume Imele, attraverso la natura incontaminata, lungo questa antica mulattiera sono stati posti 11 pannelli illustrativi, che insegnano fin dall’alba dei tempi l’evoluzione geologica, faunistica del territorio di Tagliacozzo, una sorta di lezione di scienze e geografia che parte dai 100 milioni di anni a oggi.


L’escursione il Sentiero dei Muli si percorre circa in 2 ore, se ci mettiamo in mezzo anche il tempo per leggere, studiare i pannelli e confrontali con le prove che sono descritte in essi, la lunghezza è di 1200 metri con un dislivello di 120 metri.

 

Geososta con il pannello numero 1

 

geososta 01

geososta 01

 

pannello numero 1

 

 

E’ descritta, in quattro parole, la funzione che ha avuto il sentiero, le informazioni di comportamento per gli escursionisti e è disegnata una mappa del percorso con i simboli delle strutture architettoniche esistenti, della flora e fauna avvistabili lungo il sentiero e una descrizione sommaria di quello che troveremo presso le altre geososte.

 

Geososta numero 2 e relativo pannello

 

geososta 02

geososta 02

 

pannello numero 2

 

 

Dalla descrizione esplicita del pannello numero 2, veniamo a sapere che il territorio di Tagliacozzo, all’epoca del Cretaceo superiore circa 65 e 99 milioni di anni fa, era totalmente sommerso da un mare tropicale e la zona era precisamente locata nelle “Lagune”, la zona interna di questo mare.

E’ descritto, inoltre, come appariva l’ambiente marino nel territorio e a prova di quello che è scritto, nella zona si possono vedere dei fossili di conchiglia presenti nel Cretaceo.

 

Geososta numero 3

 

geososta 03

geososta 03

 

pannello numero 3

 

 

 

gli Orti Terrazzati

gli Orti Terrazzati

In questo pannello è descritta la storia e l’importanza degli orti terrazzati nel territorio, nel medioevo, come venivano realizzati e perché vennero abbandonati.

Tutto illustrato con fotografie dell’epoca e con paragoni dello stato attuale dei terrazzamenti e del loro abbandono. Se ne possono vedere la testimonianza, alcuni ancora in uso attualmente, nel fianco del monte di fronte al sentiero.

 

 

Geososta numero 4

 

geososta 04

geososta 04

 

pannello numero 4

 

 

Questo pannello è quello che maggiormente incute timore e rispetto per la natura.

Qui si riporta come è nata la Valle dell’Imele, l’evoluzione morfologica e la faglia, simile a quella di Sant Andrea in California, che ha spostato l’intera montagna, originando la spaccatura della Gola di Tagliacozzo.

Le illustrazioni e i disegni lasciano l’escursionista con un senso di impotenza riguardo la forza degli spostamenti rocciosi e affascinati dalla bellezza sinuosa di queste montagne.

 

Geososta numero 5

 

geososta 05

geososta 05

 

pannello numero 5

 

 

Qui viene illustrato e spiegato il percorso che affronta il Fiume Imele che fiancheggia il Sentiero dei Muli.

 

Geososta numero 6

 

geososta 06

geososta 06

 

pannello numero 6

 

 

Descrizione delle forme carsiche, ovvero le forme create nella roccia calcarea dalla forza dell’acqua.

Vengono descritte le scannellature, i solchi, le Doline ovvero cavità o conche chiuse di forma circolare, caratterizzate da grosse dimensioni e imbutiformi, gli inghiottitoi, le grotte presenti nel territorio.

 

geososta 07

geososta 07

 

 

pannello numero 7                                      

 

 

geososta 08

geososta 08

 

pannello numero 8

 

 

pannello numero 9       pannello numero 10      pannello numero 11

 

Nei seguenti pannelli vengono descritte la Geodiversità, l’evoluzione geologica della Valle dell’Imele e l’energia idraulica, i Mulini di Tagliacozzo, le prime frequentazioni umane di Tagliacozzo, dell’ impatto ambientale per il suo disboscamento e le contromisure prese per le alluvioni e smottamenti del terreno e nell’ultimo pannello viene descritta l’importanza del clima sul paesaggio e la storia di Tagliacozzo.



Escursione Il Sentiero dei Muli la flora e la fauna

 

 

Un sentiero che oltre a essere “storico” è anche naturalistico si possono ammirare essenze come l’Acero Montano, il Pino Nero, il Bosso, alcune specie di Orchidee e abitanti dei boschi quali lo Scoiattolo nero, il Falco Pellegrino, il Picchio rosso e verde, il Gufo Reale, l’Upupa, il Capriolo, la Donnola.

 

Regole per l’ escursione il Sentiero dei Muli

 

Per chi vuole effettuare il percorso, patrimonio geologico, biologico, paesaggistico, storico e architettonico, raccomandiamo, come per tutti i percorsi naturalistico storici nazionali, di gustarsi il percorso senza danneggiare la natura e di riportarsi a casa solo ricordi fotografici, di non disturbare gli animali, non raccogliere fiori o piante.

Non lasciare rifiuti sparsi per il sentiero e non accedere alle aree recintate delle strutture architettoniche.

Munirsi di abbigliamento adeguato al clima e al luogo, usare calzature che non facciano scivolare lungo il sentiero per evitare eventuali danni fisici, portare cani al guinzaglio e di non allontanarsi dal tracciato per non incorrere in pericolo.


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