Erice le Genovesi non liguri ma dolci



Le Genovesi di Erice

non sono le donne della liguria

ma dei dolci di pastafrolla

 

 

Le Genovesi di Erice i dolci tipici del borgo

Le Genovesi di Erice i dolci tipici del borgo

 

 

 

In questo borgo medievale siciliano e più precisamente Erice, come in molti paesi del meridione e isolani, il profumo caratteristico del posto, è dato dalla fragranza dei dolci locali, che si inoltra per le vie e i vicoletti.

Qui a Erice, il profumo che invade i vicoli, è quello delle Genovesi Ericine, dolci di pastafrolla con interno di una delicata crema pasticcera.

 

 

Le origini delle Genovesi di Erice

 

 

Dal mio punto di vista la storia delle Genovesi di Erice, è abbastanza controversa, la maggior parte delle persone aggiudica “l’invenzione”, di questo tipo di dolce a Maria Grammatico ma altre versioni, affermano che non può essere, che venivano preparate già da prima e che Maria, le avesse solamente portate fuori dal convento di clausura, dove era stata inserita, che altre pasticcerie come la Pasticceria San Carlo, già le preparava da tempo.

Non voglio con questo tirarmi le ire degli ericini ma sinceramente, non me la sento di affermare la paternità, dove non sono più che certo.

Però una sicurezza ce l’ho, sono una meraviglia di gusto per il palato, è uno di quei dolci che “uno non basta”.



La storia di Maria Grammatico

 

 

Per correttezza, riporto la storia di Maria Grammatico e la nascita delle Genovesi di Erice, come me l’hanno raccontata, nasce nel ‘40, rimasta orfana di padre, la vita nel dopoguerra non era facile in una regione come la Sicilia, per lei come per tante altre persone il loro destino era quello di entrare in convento.

All’età di 11 anni entra quindi in convento di suore di clausura, dove lavorando duramente riesce a carpire i segreti della pasticceria delle monache, gelosamente custoditi.

Una volta uscita dal convento, passati 15 anni, senza un soldo in tasca, decise di mettere a frutto quello che aveva imparato, preparando i dolci e venderli, aprendo un piccolo laboratorio di pasticceria e qui “inventò” le Genovesi, divenuto poi il dolcetto caratteristico di Erice.

Il suo nome e anche qui vi sono diverse versioni ma io voglio credere alla più romantica, cioè quella della storia d’amore nato tra Maria e un genovese, chi invece aggiudica il nome alla singolare forma, che richiama il berretto dei marinai genovesi, che in quel periodo, frequentavano spesso la zona di Trapani grazie all’intenso commercio che si svolgeva, appunto, tra Genova e Trapani.

Di chiunque sia la paternità delle Genovesi di Erice, si deve comunque alla signora Maria Grammatico e alla sua perseveranza, la continuazione della tradizione dolciaria conventuale e di questa prelibatissima specialità.



La ricetta delle Genovesi di Erice

 

 

ingredienti per 15-16 paste

 

 

Per la pasta frolla

 

 

250 grammi di farina di grano duro

250 grammi di farina tipo 00

200 grammi di zucchero

200 grammi di burro

4 tuorli d’uovo

qualche cucchiaio di acqua fredda

 

Per la crema

 

 

2 tuorli d’uova

150 grammi di zucchero

40 grammi amido di grano o di mais

½ litro di latte

la buccia grattugiata di mezzo limone



Preparazione

 

 

In una terrina capiente unire le due farine, con il burro tagliato a pezzettini e amalgamare il tutto, in modo da ottenere un composto granuloso simile alla sabbia, incorporare i tuorli uno alla volta, e aggiungere tanta acqua quanta ne basta, per raggiungere un impasto omogeneo.

Porre l’impasto su una spianatoia infarinata e formate una palla, avvolgerla nella pellicola e lasciatela riposare in frigo per almeno 30 minuti prima di stenderla.

Nel frattempo preparare la crema pasticcera che servirà per la farcitura sbattendo i tuorli insieme allo zucchero con una frusta, far sciogliere l’amido in mezzo bicchiere di latte tiepido e in seguito aggiungetelo al latte rimanente, mescolando bene, versare il tutto lentamente nel tegame con i tuorli sbattendo bene con la frusta e far cuocere a fiamma bassa, mescolando continuamente, per 10-12 minuti finché il composto non sarà molto denso, come un budino, quindi  incorporate la buccia del limone grattugiata.

Lasciar raffreddare coperto con la pellicola, facendo sì che la pellicola posi direttamente sulla crema.

Stendere la pasta di ½ centimetro circa, di spessore, tagliare delle formelle a cerchio con uno stampino rotondo, un bicchiere o un tagliapasta dai bordi dentellati.

Mettere due cucchiai di crema sopra la metà delle formelle preparate e coprire con le altre metà, premendo intorno ai bordi con le dita.

Ponetele su una teglia da forno, a distanza di circa 2,5 centimetri e infornate a forno preriscaldato a 220 °C.

Cuocere per circa 7 minuti fino a far dorare lievemente la superficie, sfornare e trasferire su una griglia spolverando con zucchero a velo.

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