Consonno Lecco il sogno della Las Vegas italiana

 


 

 

Consonno Lecco

il sogno del Conte Bagno

per la Città dei Balocchi

 

 

Consonno Lecco la Città dei Balocchi

Consonno Lecco la Città dei Balocchi

 

 

 

Consonno Lecco, o meglio nella sua provincia, si trova un borgo particolare, un sogno, quasi del tutto realizzato, del Conte Mario Bagno, una Città dei Balocchi, una Disneyland italiana, costruita sulle orme del Giardino dei Tarocchi a Capalbio, o la Scarzuola in Umbria.

Un sogno “quasi” realizzato, a differenza dei primi due, Consonno Lecco, è durato pochi anni e poi è entrato a far parte dei tanti, purtroppo, paesi fantasma, dove l’unico divertimento è quello della natura che si rivale sull’opera umana.

Oggi, grazie all’operato dei volontari dell’Associazione Amici di Consonno, qualcosa si sta facendo, come l’apertura del borgo in certi periodi dell’anno e lo svolgimento di alcune manifestazioni, anche a carattere religioso, come la Sagra di San Maurizio, a settembre e si svolge in occasione della ricorrenza di San Maurizio, patrono di Consonno, quel giorno viene celebrata una messa solenne nella chiesa di Consonno e la statua del santo viene esposta nella piazza e portata in processione attraverso le rovine del borgo.
 


 

Ma come è nato Consonno Lecco e poi diventato Città dei Balocchi

 

 

Consonno Lecco, frazione del comune di Olgiate, piccolo borgo agricolo, venne inserito nelle proprietà del Monastero Benedettino di Civate nel 1162 ed è sempre stato un paesino di mezzadri, gli abitanti non sono mai stati proprietari di terreni o immobili, venivano concessi solo in uso, la proprietà era privata e all’arrivo del Conte Bagno il borgo venne acquistato dalle famiglie Anghileri e Verga.

Con superficie di 300.000 metri quadrati, parte a boschi, è situato a 692 metri sul livello del mare il suo paesaggio naturale, è stato notevolmente deturpato in seguito all’abuso edilizio degli anni ‘60 e ‘70, durante la costruzione della “città dei balocchi”, raggiungibile attraverso una strada percorribile in automobile da Villa Vergano, oppure a piedi da diversi sentieri attraverso i boschi circostanti.

Consonno Lecco, alla fine degli anni ‘50, inizi ‘60, non era nient’altro come un centro rurale con boschi, terreni, fabbricati rurali , corsi d’acqua, sentieri e mulattiere, il suo accesso era, dal paese di Olgiate, tramite una lunga mulattiera e in quegli anni gli abitanti erano rimasti si e no una cinquantina.

Prima dell’acquisto del Borgo, il conte Bagno fece costruire una strada che potesse collegare il Borgo a Olgiate e poi la donò al comune ma chi era il Conte Bagno?

Imprenditore milanese, che riuscì a cavalcare l’onda del boom economico italiano, costruendo strade e aeroporti su tutto il territorio nazionale e negli anni sessanta, ormai ricco sfondato, decide di dar vita al progetto partorito da ragazzo, una città dei balocchi per adulti, un misto tra Disneyland e Las vegas e da quel momento inizia la fine del borgo agricolo di Consonno Lecco.

 

Il simbolo di Consonno Lecco il Minareto oggi immobile fatiscente

 

 

La trasformazione del Borgo

 

 

Una volta acquistato l’intero Borgo e costruito la strada d’accesso, l’altro passo per la realizzazione del sogno, fu quella di abbattere tutte le case e bonificare il terreno per far strada alle nuove costruzioni, le promesse dell’imprenditore, furono che in ogni caso, nonostante la finalizzazione di richiamo turistico, il borgo avrebbe mantenuto le caratteristiche agricole ma fu chiaro fin da subito che non era così.

Le ruspe abbatterono tutto quello che si trovava davanti a loro, case, stalle e, purtroppo a volte anche con gli animali dentro, mentre i pochi abitanti rimasti erano costrette a vivere in baracche prefabbricate, credendo nel futuro centro agrituristico, che avrebbe portato lavoro e possibilità di vendere direttamente i propri prodotti.

Ma man mano il tempo passasse, queste aspettative andarono sempre più scemando negli abitanti, non appena capirono ciò che stava per succedere davvero, l’unica costruzione rimasta in piedi, dopo il riassetto del territorio, fu la chiesa risalente al XIII secolo, la canonica e il cimitero, fu persino abbassata una collina retrostante il Borgo di Consonno Lecco, facendola esplodere, perché secondo il suo parere “limitava la visione del panorama“, si era ormai raggiunta la porta della follia, per la realizzazione del sogno.

Logicamente tutte queste opere “invasive”, ebbero ripercussioni sull’equilibrio geologico del territorio, le piogge favorirono il movimento di masse di fango che provocarono una prima frana, questa invase la strada che portava verso Consonno da Olginate ma una volta riparati i danni, Bagno, continuò nella sua opera di edificazione e da quel momento cominciò il secondo declino di Consonno, la Las Vegas della Brianza, con i turisti in visita che iniziarono a diminuire.
 


 

Le strutture nuove edificate nel borgo

 

 

Qui di seguito viene riportato un pezzo di intervista alla Televisione Svizzera che girava un documentario, per capire la bramosa follia che portò alla rovina di un borgo, “Farò il circuito in quella zona là – annuncia compiaciuto il conte Mario Bagno guardando il poggio semidistrutto – è uno dei più belli per la zona panoramica quasi d’Europa; vorrei dirlo forte perchè forse un circuito così se avrò i mezzi non ci sarà uguale, è piccolino ma molto elegante

Lì sotto farò – aggiunge il Conte Bagno – il campo di calcio, il campo della pallacanestro e del tombarello, che è uno sport che si svolgerà in declino; qui vengono i campi da tennis, delle bocce, e da minigolf, di là dovrà venire la pista del pattinaggio, luna park e uno zoo di bestie da parco e giardino, un grande zoo, con un grande ristorante popolare con orchestrine curiose, è vero, per attirare tutto il pubblico naturalmente”, per fortuna di tutti il programma di sviluppo non trovò completa realizzazione.

Sorsero alberghi e ristoranti, costruzioni con richiami a diverse culture come una pagoda cinese, un castello medievale, un albergo di lusso e un “minareto“, l’edificio più maestoso di tutto il borgo di Consonno, un grande centro commerciale dove al centro era posta una torre che tutti avrebbero ammirato e ricordato.

La somiglianza della torre dell’edificio con quella di una moschea da dove il muezzin per cinque volte al giorno chiama i fedeli alla preghiera, era impareggiabile,  Al piano terra una lunga galleria commerciale con negozi, mentre al primo e al secondo piano c’erano degli appartamenti disposti in serie di circa 70 m² ciascuno.

La galleria commerciale del Minareto oggi

Era il periodo d’oro per Consonno Lecco, migliaia di turisti frequentava la Città dei Balocchi, un grande centro di divertimento che funziona a pieno regime.

Ci sono serate danzanti, grandi ospiti, dai Dik Dik a Pippo Baudo e numerosi cantanti degli anni Sessanta, le luci sono sempre accese in questo mondo multicolore in cui tutto invita al divertimento e alla spensieratezza e ricorda molto la favola di Pinocchio, dove Mangiafuoco era il Conte Bagno.

Ma come tutte le favole, il sogno dura poco e le luci sullo sfarzo e i divertimenti cominciano a spegnersi, l’interesse per Consonno comincia a calare e il colpo di grazia, che decretò la fine della Las Vegas della Brianza, fu la frana della collina mal ridotta dal cemento, sulla nuova strada di accesso, quasi una vendetta della natura che isola Consonno dal mondo, passandola da Città del Divertimento a  quello di “Città Fantasma”.
 


 

Consonno Lecco oggi

 

 

Oggi il borgo è in uno stato di abbandono totale, la strada d’accesso al paese è percorribile fino ad un tratto, poi una sbarra ci indica che al di là è proprietà privata, ci si può inoltrare ma tenendo sempre presente il pericolo, la figura imponente del Minareto, una volta pieno di luci e di vita, oggi invece pieno di murales e con cartelli che avvisano di non entrare perché pericolante, ci saluta come arriviamo nelle vicinanze del paese.

L’Associazione Amici di Consonno, ha ottenuto il permesso tramite il comune di aprire, nel locale ex-tavola calda, un bar che è stato ristrutturato e con apertura dal Lunedì di Pasqua alla sagra di San Maurizio.

Vengono organizzati eventi e mercatini e all’interno del bar è allestita una mostra fotografica su “Consonno Antico Borgo“.

Esiste un progetto di riqualificazione del borgo, che è stato messo in vendita da parte degli eredi Bagno, esso prevede un abbattimento di tutta l’area, la messa in sicurezza della zona e una ricostruzione ad uso residenziale, da un lato è un peccato far sparire un monumento, non voglio offendere nessuno, a quanto si può arrivare per realizzare un sogno ma dall’altro è un bene far rinascere una località che altrimenti finirebbe, col tempo a non esistere più.

 

 

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