Civita Castellana



Civita Castellana

la città che ha visto molti Papi

 ognuno ha lasciato la sua impronta

 

 

Civita Castellana con Forte Sangallo e la parte antica della città

Civita Castellana con Forte Sangallo e la parte antica della città

 

 

Civita Castellana, in provincia di Viterbo, è due città in una.

Per il visitatore, a differenza di altre città che hanno una parte storica, solitamente centrale o laterale ma comunque attaccata alla parte nuova, più recente e più commerciale, Civita castellana invece ha una parte storica, antica e separata da un fossato naturale, il letto di un fiume, che visto dall’alto, sembrerebbe asciutto, la “Forra del Rio Maggiore”, che la divide dalla zona nuova con costruzioni recenti e attività commerciali e capannoni.

Le due parti sono unite da un ponte chiamato “Ponte Clementino

 

Il Ponte Clementino a Civita Castellana

 

 

Ponte Clementino che collega le due parti della città di Civita Castellana

 

 

Il ponte prende il nome da Papa Clemente XI, che lo fece edificare, nel 1709, per dare un rapido collegamento ai territori a nord della città, prima sia gli abitanti che i viaggiatori, dovevano calarsi lungo la forra del Rio Maggiore e attraversarlo con molte difficoltà e perdita di tempo.

Costruito, dapprima con un’altezza di 54 metri, era un’opera di ingegneria imponente, con doppia arcata, ridimensionata poi in seguito alla disastrosa piena avvenuta nel 1861, a 40 metri d’altezza e abbattendo la splendida Porta sormontata dallo stemma in travertino di Pio IX, per consentire il passaggio della tramvia.

Questo ponte, si porta dietro, purtroppo a Civita Castellana, la tristezza del “Ponte dei Suicidi”, come spesso si legge sugli articoli della cronaca locale, “tanto bello quanto triste”.

 


 

In visita alla città di Civita Castellana

 

 

Percorrendo Corso Buozzi da Est a Ovest, verso il Forte Sangallo, la città ricorda molto il centro storico di Ascoli Piceno, almeno a me dà quell’impressione, sulla sinistra si incontra una stradina dove in fondo, sorge un immobile con un portico e colonne squadrate, sede dell’attuale Biblioteca Comunale, insignita nel 2001 del Premio di Qualità dalla Regione Lazio.

Proseguendo, si arriva alla Piazza Centrale di Civita Castellana con al centro la “Fontana dei Draghi” fatta costruire da Papa Gregorio XIII con due scopi, uno quello di abbellire la piazza e il secondo per aumentare le risorse idriche della città, ha forma ottagonale e vi sono scolpiti quattro draghi, uno per lato, dalla cui bocca sgorga l’acqua, intorno alla vasca sono presenti quattro stemmi, raffiguranti Civita Castellana, Papa Gregorio XIII e due Cardinalizi.

 

 

 

Sul lato ovest della piazza si erge il Palazzo Comunale.

 

 

Di origina rinascimentale, con la facciata ottocentesca, domina piazza Matteotti ad ovest, fu voluto da Giovanni di Lorenzo de’ Medici, durante il papato di Papa Leone X, con testimonianze epigrafi dei portali interni al piano terra, che ne volle la costruzione, per il valore strategico della cittadina rispetto al territorio del Lazio settentrionale.

La struttura odierna, però, presenta oggi, solo pochi elementi del palazzo leonino, il palazzo ha quattro ordini architettonici, un porticato ad archi e un balcone di rappresentanza nella zona centrale del primo piano. Sulla sommità, si trovano, invece, l’orologio e la campana, che fungono ancora oggi come possibile strumento di allerta per i cittadini.

Costeggiando, il lato sinistro del Palazzo Comunale di Civita Castellana, per Via del Forte, si arriva in Piazza  dei Martiri delle Fosse Ardeatine dove su una parete spicca una bellissima “Edicola”, una struttura architettonica che ospita e protegge, l’affresco del XVII secolo, “La Madonna delle Nevi” e rappresenta una Madonna con Bambino e Santi, San Sebastiano e San Cristoforo.

In fondo a via del Forte si arriva, praticamente alla fine di questo agglomerato urbano di Civita Castellana, che è la parte antica della città, che in cartina ha forma di punta di lancia.

 

Forte Sangallo di Civita Castellana visto dall’alto

 

 

Forte Sangallo

 

 

Appena in fondo a via del Forte, si trova il Forte Sangallo, o Rocca dei Borgia, perché fatta costruire da Papa Alessandro VI Borgia per il rafforzamento delle fortificazioni dei territori dei Borgia.

Passato da dimora papale, per lungo tempo, poi usata come carcere e infine, oggi è sede del Museo archeologico di Civita Castellana.

Il forte è a pianta pentagonale con cinque bastioni, successivamente fu commissionato il completamento dell’opera, con il cortile maggiore con, il portale bugnato e il possente mastio ottagonale.

Costeggiando il fianco sud del Forte e tornando al punto di partenza, lungo via Roma, si arriva in Piazza del Duomo che, a differenza da quello che ci si può aspettare, non è di grandi dimensioni, tutt’altro ma in questo modo mette in risalto la maestosità e la magnificenza architettonica della Cattedrale di Santa Maria Maggiore, luogo principale del culto dei civitonici.

 

 

 

Cattedrale di Santa Maria Maggiore

 

 

Costruita intorno al 1185, sui resti di un edificio sacro, fu poi completamente ristrutturata nel settecento, trasformando l’interno a tre navate, a quella che oggi si presenta come un’unica navata e cappelle comunicanti tra loro, ai lati della chiesa.

Una targa all’esterno della chiesa, sta a indicare che Wolfgang Amadeus Mozart, nel luglio del 1770, suonò l’organo durante la funzione religiosa, di domenica mattina del giorno 11.

L’esterno della cattedrale si presenta con un portico duecentesco,  le porte di accesso sono tre, quella centrale monumentale ha ai lati quattro colonne corinzie, di cui due poggiano su leoni di marmo, sotto il leone di destra è rappresentata una figura umana di un bambino, che è simbolo del fedele che entra in chiesa.

All’interno della chiesa ad un’unica navata, l’altare maggiore è costituito da un sarcofago romano del IV secolo, di impronta cristiana, sul fronte sono raffigurati, in sette nicchie, episodi della Bibbia, agli estremi sono descritti due episodi dell’antico testamento “il Sacrificio di Abramo” e “Daniele che uccide il serpente”, mentre nelle cinque nicchie centrali sono raffigurati episodi del nuovo Testamento, “la predizione del tradimento di Pietro”, “la guarigione del paralitico”, “la consegna delle chiavi a Pietro”, “la guarigione dell’emorroissa” ed “il miracolo delle nozze di Cana”.

Se vi trovate a Civita Castellana, non perdete l’occasione di andare a mangiare al Ristorante Mignolò e chiedere dei Rigatoni alla Mignolò, semplici ma saporitissimi e se avete il tempo passate da Fabrica di Roma a pochi chilometri da Civita Castellana e visitate l’Abbazia di Santa Maria di Falleri legata alla Città di Civita e da lì poi anche Borgo Civita, la città fantasma, merita di essere visitata.

 


 

 

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