Città della Pieve nata come fonte battesimale



Città della Pieve città forte

Fonte Battesimale

per convertire al Cristianesimo

 

 

Città della Pieve

Città della Pieve

 

Città della Pieve, comune in provincia di Perugia, situata su di un colle dominante la Val di Chiana a 500 metri sul livello del mare.

Il nome della città, prima di diventare quello che oggi è, ha subito diverse variazioni, inizialmente, quando non era ancora cristiana, nel periodo etrusco romano, apparteneva a Chiusi, col nome di Castelforte di Chiuscio, in seguito, la religione cristiana comincia a prendere forza e viene poi edificata una Pieve, chiesa con funzioni battesimali dedicata ai Santi Gervasio e Protasio, intorno ad essa nasce il nucleo urbano, compreso di cinta muraria e torri, prendendo il nome di Città di Castel della Pieve.

Modificato, in seguito nell’attuale Città della Pieve, per non confonderla con Città di Castello.

La Pieve all’epoca, eseguiva la funzione di attirare a sé gli ultimi pagani, facendoli entrare nella chiesa e li convertiva al cristianesimo, secondo un procedimento diffuso in tutto il territorio.

 

Intorno al 1100 Città della Pieve, entra sotto il dominio di Perugia, interessata ai territori agricoli del “Chiugi” e ad avere una roccaforte a difesa dell’odiata Repubblica di Siena.

In quell’epoca, la risorsa principale della città, era basata sulla lavorazione del laterizio e di un tessuto particolarmente pregiato, il “panno cremisi”, la cittadinanza, ghibellina, aspirando alle libertà comunali si oppone a Perugia, guelfa, ottenendo così di diventare libero comune con l’aiuto di Federico II di Svevia.

 



 

Una curiosità sulla conformazione edilizia della Città della Pieve

 

Ancora oggi, possiamo vedere che la conformazione della rete urbana era assolutamente di carattere difensivo, le strade larghe e in curva sottolineano la presenza di cavalieri, che andavano alla guerra con il cavallo, mentre le strade a ridosso, più strette e ad andamento frammentato, indicano invece la classe dei pedoni, contadini, che andavano alla guerra a piedi, usando l’arco e la balestra.

La struttura, costruita in questo modo, dava la possibilità, nello scontro, ai cavalieri di sfuggire al tiro dei pedoni tramite la curvatura delle strade, mentre ai pedoni la difesa tramite la struttura dei vicoli, impenetrabili al cavallo.

La conformazione urbana, probabilmente così voluta da Federico II, vista dall’alto, raffigura l’Aquila imperiale, simbolo dell’imperatore stesso.

Le tre parti dell’Aquila corrispondono ai tre terzieri, suddivisione amministrativa della città, “testa”, corrispondente al Terziere del Castello, la classe dei cavalieri, la “pancia”, il Terziere Borgo Dentro, la borghesia e la “ala-coda”, Terziere Casalino, corrispondente alla classe dei pedoni.

A seguito, poi della risottomissione, diversi anni dopo, a Perugia e all’impedimento di una futura espansione della città, sorgono all’interno delle mura di Città della Pieve diversi edifici, la nuova Pieve con primi accenni di stile gotico, la Torre Civica ispirata a modelli del romanico lombardo, il Palazzo della Corgna, la Torre del Vescovo e la possente Rocca perugina, uno degli esempi di edilizia militare più rilevanti dell’Umbria.

Mentre, all’esterno delle mura, si dispongono gli insediamenti degli Ordini Monastici, Sant’Agostino, San Francesco, Santa Maria dei Servi, Santa Lucia.

 

I monumenti e i luoghi di interesse di Città della Pieve

 

La Rocca

 

Perugia, dopo la riconquista di Città della Pieve, fece costruire nella parte più alta dell’abitato, in prossimità della porta Perugina, un bellissimo esempio di architettura medievale, possente testimone dell’osteggiato dominio di Perugia, la Rocca, munita di cinque torri, fossato con ponte levatoio e tulle le attrezzature che permettessero di resistere ad un assedio anche prolungato, con una cisterna interna per raccogliere le acque piovane.

Attualmente ospita il Percorso Ecomuseale di Animazione Territoriale, un modo innovativo per presentare l’identità della città e il patrimonio culturale e paesaggistico del territorio comunale.

 

Palazzo della Corgna

 

Il cortile interno del Palazzo della Corgna

Il cortile interno del Palazzo della Corgna

 

La più importante tra le dimore signorili di Città della Pieve, edificato per volere di Ascanio della Corgna per avere una seconda sfarzosa residenza, la prima è a Castiglione del Lago.

Costruito al centro del paese, vicino al duomo, è costituito da tre strutture composte intorno all’elegante cortile, le stanze interne, hanno decorazioni ad affresco, con grandi riquadri a rappresentazione mitologica e sacra.

 

La Sala del Governatore, la più interessante, è situata al pian terreno e vi è rappresentata nel “Concerto” la glorificazione della famiglia Della Corgna.

Negli scaloni sono rappresentate “Le Virtù Cardinali” e “Le Virtù Teologali”, nella Sala Grande, spicca “Il Convito degli Dei” e gli “Amori degli Dei”, quest’ultimi ispirati alle Metamorfosi di Ovidio.  

Oggi al piano terra, è situata la Biblioteca Comunale, e vi si trova un obelisco etrusco, a testimonianza del periodo etrusco-romanico.

 

La Pieve

 

Interno della Pieve di Città della Pieve

Interno della Pieve di Città della Pieve

 

Costruita come fonte battesimale per convertire al cristianesimo, ha subito continue trasformazioni, la facciata presenta due tipi di materiale costruttivo, la pietra arenaria e il laterizio, che indicano le diverse fasi d’intervento. La navata unica e struttura a croce, con grandi cappelle laterali.

 

Il vicolo Baciadonne uno dei vicoli più strtti d’Italia

Se vi trovate in questa bellissima città non potete mancare una visita ad uno dei vicoli più stretti d’Italia, il Vicolo Baciadonne, con i suoi 50-60 centimetri di larghezza, nato a seguito di una disputa tra vicini di casa. La vicenda, racconta di questi due confinanti, che nel Medio Evo decisero di staccare letteralmente le loro case, originando così il vicolo, che sbocca su una straordinaria e ampia vista, da cui si può godere, la Città della Pieve, la Val di Chiana e il Monte Cetona.

 

Città della Pieve è famosa anche per la sua produzione di Zafferano, proposto dai ristoranti del posto, con piatti a base di questa spezia profumatissima.

Spezia dall’aroma unico ed inebriante, molto diffusa tra i popoli antichi per colorare le vesti, preparare unguenti e profumi e per tingere le bende delle mummie egiziane, il suo uso in cucina risale all’epoca medievale e rinascimentale, quando cominciò ad essere utilizzato per colorare e aromatizzare i cibi, conferendogli un gusto ed un aroma particolarmente intenso, oltre al caratteristico colore giallo ocra.


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