Certosa di Pavia nato come Mausoleo della famiglia Visconti

 


 

 

Il Mausoleo della famiglia Visconti

la Certosa di Pavia

simbolo nazionale dell’architettura Gotica-Rinascimentale

 

La Chiesa della Certosa e sulla destra il Palazzo Ducale residenza dei Visconti ora Museo della Certosa di Pavia

La Chiesa della Certosa e sulla destra il Palazzo Ducale residenza dei Visconti ora Museo della Certosa di Pavia

 

 

Nato da un voto della moglie Caterina e subito elaborato e voluto da Gian Galeazzo Visconti, Duca di Milano, come solenne celebrazione della dinastia dei Visconti.

Un complesso monumentale che comprende il Santuario e il Monastero, riunisce in sé le armonie dei marmi, l’incanto delle pitture e l’eleganza delle decorazioni, mette insieme diversi stili, dal tardo-gotico italiano al rinascimentale, e vanta il contributo di architetti e artisti, maestri dell’epoca.

Inizialmente fu diretto dai padri Certosini, in seguito da Frati Circensi, Benedettini, finché nel 1866 fu dichiarata Monumento Nazionale e annoverata tra le proprietà dello Stato Italiano, dal 1968 ospita una piccola comunità monastica cistercense e negli edifici del complesso vi trovano le sedi del Museo della Certosa di Pavia e la Stazione dei Carabinieri.
 


 

La Certosa di Pavia

 

 

Solamente undici anni dopo che, Gian Galeazzo Visconti, ebbe preso in mano le redini della costruzione del Duomo di Milano, pose la prima pietra per quella che doveva essere, al pari del Duomo di Milano, il segno della maestosità della famiglia Visconti e suo luogo di sepoltura, con la tomba monumentale del Duca, per la quale lasciò precise disposizioni testamentarie.

L’accesso al complesso monastico, è dato da un androne affrescato e soffitto a cupola, ai lati dell’arco che dà accesso al corridoio, con cupola affrescata e con in fondo un grande cancello in ferro battuto, si trovano le effigi dei volti, a cammeo, di Gian Galeazzo e Filippo Maria Visconti, sotto loro, i Santi, Cristoforo e Sebastiano.

Passato il grande cancello in ferro battuto, si accede ad una grande, corte tenuta a verde, delimitato a destra dal Palazzo Ducale, ex residenza estiva dei Visconti e oggi sede del Museo della Certosa di Pavia, in faccia, in fondo ad un lungo sentiero lastricato, appare la facciata, con tutto il suo splendore, della chiesa della Certosa, mentre sulla sinistra una serie di caseggiati bassi chiudono il perimetro della corte.

 

Altare Maggiore alla Certosa di Pavia

 

 

La Chiesa

 

 

Con pianta a croce e divisa in tre navate, grande cupola, al centro dell’incrocio dei bracci, lo sguardo, subito si rivolge verso l’alto, tra le candide nervature delle alte volte a crociera, della navata centrale, con stelle dipinte in oro sul soffitto di cobalto, richiamate a intarsio nel cotto del pavimento della sagrestia vecchia, e nei colori caldi dei portali lignei o incluse nei cerchi delle piastrelle della parte centrale della chiesa, dove si trova l’altare maggiore.

La costruzione sono di materiale misto, i pilastri e le parti basse dei muri sono in pietra, le parti alte e le volte in laterizio.

Le volte sono sostenute da pilastri a fascio, a disegno gotico, mentre l’accesso ad arco delle cappelle laterali nelle navate, presentano disegno classico con capitelli corinzi, con il passaggio dal gotico al rinascimentale.

Nei bracci, “transetto”, della croce, che forma la pianta della chiesa, si trovano i monumenti funerari di Gian Galeazzo Visconti e Lodovico il Moro e Beatrice d’Este, il primo nel Transetto di destra, mentre il secondo in quello di sinistra.

Il complesso monastico ha due chiostri, uno chiamato “Chiostro Piccolo” e l’altro “Chiostro Grande”.

 

Il Piccolo Chiostro

 

 

Il Chiostro Piccolo

 

 

Vi si accede, dalla chiesa, attraverso un portale decorato e scolpito da due artisti, internamente, dai fratelli Cristoforo e Antonio Mantegazza, esternamente da Giovanni Antonio Amedeo.

Al centro del Chiostro Piccolo si trova il giardino, ed era la parte conviviale dei monaci, con il lungo porticato che delimita il perimetro e da cui si può accedere a diversi ambienti, la chiesa, il refettorio, la biblioteca e la sala capitolare, dove si riunivano i monaci.

All’interno del chiostro piccolo vi è il lavabo in pietra e terracotta, con la rappresentazione della scena della Samaritana al pozzo.

 

Il Chiostro Grande con sotto il portico gli ingressi e le aperture per i pasti e i tetti delle casette sullo sfondo

 

 

Il Chiostro Grande

 

 

Il perimetro di questa grande area verde, di 125 metri di lunghezza per 100 di larghezza, è formato da un lungo portico addossato al muro esterno di 24 casette o celle per i monaci, sotto questo portico si trovano le porte di accesso alle celle, formate da casette con tetto a punta e costituita da tre stanze e un piccolo giardino, che poteva essere coltivato a erbe e una apertura a fianco dell’ingresso, munita di anta e lettera dell’alfabeto identificatoria.

Da questa apertura i monaci, solamente durante i giorni feriali, ricevevano i pasti giornalieri, perché votati alla solitudine, mentre i giorni festivi si riunivano nel refettorio.

Il porticato è costituito da colonne alternate in marmo bianco e marmo rosa di Verona, decorate da elaborate ghiere in cotto, con tondi e statue di santi, profeti ed angeli, che formano 122 arcate.

Ci sarebbe da scrivere moltissimo, per descrivere la magnificenza di questo Monumento Italiano ma l’articolo potrebbe diventare lungo e noioso, lascio quindi a tutti, il piacere di passare una splendida giornata e visitare la Certosa di Pavia e magari anche l’intera area Viscontea con il Castello e il parco.

 

 

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