Ceramiche di Castelli



Ceramiche di Castelli

famose nel mondo

per la finezza e qualità del design

 

 

Ceramiche di Castelli opere preziose ma di uso quotidiano

Ceramiche di Castelli opere preziose ma di uso quotidiano

 

Castelli comune della provincia di Teramo alle pendici del Gran Sasso, divenuta famosa per le ceramiche.

Un’arte che risale agli inizi del rinascimento, dalle decorazioni vivaci e variopinte, testimonianza di questa lavorazione è la chiesa di San Donato, definita la “Cappella Sistina della maiolica”, con il suo soffitto interamente costituito di tavelle decorate a maiolica, un’opera unica nel suo genere.

I temi raffigurati sulle mattonelle sono vari, simboli araldici, animali che allontanano influssi maligni, scritte religiose, decorazioni floreali, disegni geometrici e modi di dire, circa 1000 mattonelle che formano questo stupendo soffitto decorato a Ceramiche di Castelli.

 

I Ceramisti di Castelli che hanno influito alla notorietà

 

I primi, grandi ceramisti, furono Antonio Lollo, con il “Giudizio di Paride”, i Grue, ai quali si attribuisce lo stile e il design delle Ceramiche di Castelli, con i temi mitologici e gruppi di cavalieri armati, i Gentili, Giovanni Fuschi, che non era ceramista ma medico ed imprenditore industriale, a lui si deve la nascita della S.I.M.A.C. Società Industria Maioliche Abruzzesi Castelli, dove furono prodotte porcellane di grande valore.

Le Ceramiche di Castelli, come le Ceramiche di Deruta, che potrebbero sembrare molto simili tra loro ma così differenti, sono famose e richieste in tutto il mondo, testimonianza ne è la presenza nei più importanti e prestigiosi musei mondiali.

 

Soffitto decorato a Ceramiche di Castelli nella Chiesa di San Donato

 

Le raffinate e preziose Ceramiche di Castelli, sono visibili anche all’interno del “Museo delle Ceramiche”, dove non mancano opere dall’elevato valore artistico.

Il Museo delle Ceramiche di Castelli creato per salvaguardare, conservare ed esporre opere di tradizione locale è ospitato all’interno del Convento dei Frati Minori Osservanti, che si trova sopra il paese.

E’ comunque possibile ammirare queste splendide ceramiche, passeggiando, anche, tra i vicoli del centro che ospita le botteghe dei ceramisti e dove si possono ammirare gli artigiani al lavoro, sia alla produzione del manufatto ceramico che alla sua decorazione.


 

Le lavorazioni delle Ceramiche di Castelli

 

C’è comunque da distinguere, la lavorazione delle Ceramiche di Castelli, una destinata, da sempre ad oggetti di uso legato alle esigenze della vita quotidiana e l’altra improntata sulla grande produzione aulica, una produzione destinata a una committenza molto qualificata, costituita dalle corti europee, compresa quella del Papa a Roma, dalla nobiltà e dalle famiglie emergenti della borghesia.

La maggior parte dei ceramisti, produceva oggetti d’uso per la vita quotidiana, molto più economici e alla portata del popolo, ricoperti di solo smalto bianco o dipinti molto semplicemente con filettatura ai bordi e piccoli motivi riempitivi come fiori e animali.

 

I Vasi Farmaceutici

 

Una testimonianza della produzione, più fine e ricercata destinata ad un uso più nobile è data dai Vasi Farmaceutici Orsini-Colonna, il nome deriva da una bottiglia biansata custodita al British Museum di Londra, una bottiglia sulla quale è raffigurato un orso che abbraccia una colonna e una scritta, “Et sarrimo boni amici”, saremo buoni amici, a testimonianza della riconciliazione fra le due potenti famiglie romane degli Orsini e dei Colonna, quasi sempre nemiche.

 

 

I vasi, tutti destinati a uso farmaceutico, hanno forma chiusa, le forme, brocche, vasi biansati con piede alto, albarelli, vaso cilindrico spesso strozzato nella parte centrale, di bocca ampia e con una rientranza sotto l’orlo, bottiglie, sono sviluppate con manici a torciglioni e becchi a drago e fornite di coperchio.

Lo smalto è lucido e vetroso, i colori vistosi basati sul blu intenso, il verde e il giallo arancio,con decorazione di tipo vegetale stilizzato, mentre la decorazione principale consiste in busti maschili e femminili variamente abbigliati.

Fra gli stemmi, vi sono quelli degli Orsini e dei Pappacoda, famiglia nobile napoletana.

La raffigurazione farmaceutica, con il nome del preparato medicinale, si trova nella parte inferiore del vaso, e la scritta è quasi sempre in caratteri gotici.


la storia

 

La lavorazione di quest’arte è molto antica e immutata nel tempo, nata a Castelli dai monaci benedettini, stabilitisi, in quello che allora era solo un “paese” e poi, in seguito prende il nome “Castellum”, per poi diventare definitivamente Castelli.

Sfruttando quello che era il patrimonio della natura, l’acqua, abbondante del fiume Mavone, la terra argillosa e la legna dei numerosi boschi del territorio, cominciarono a produrre oggetti di uso quotidiano, in ceramica, che barattavano con cibo e beni di prima necessità.

Gli abitanti, appreso l’arte della ceramica ne fecero il loro supporto economico, coinvolgendo l’intera popolazione, dall’estrazione dell’argilla, alla raffinazione, per poi passare alla tornitura, cottura a “biscotto”, il semilavorato e decorazione, utilizzando i colori di quella che è divenuta la “Tavolozza Castellana”, il giallo, l’arancio, il blu, il verde e il bruno manganese.

A seguito, di una crisi, a cui seguì un periodo di decadimento, che portò alla chiusura di molti laboratori, si optò ad una produzione meno raffinata e economica, una produzione in “Serie” che vide nascere la tecnica per le Ceramiche di Castelli, della “tecnica dello Spolvero”, che poteva riprodurre il disegno su numerosi manufatti molto più velocemente, che con il disegno a mano libera.

Possedere come oggetti d’arredo o come uso quotidiano, una della Ceramiche di Castelli, che sia un vaso portaombrelli, o un piatto decorativo, un centrotavola o un vaso farmaceutico, anche come contenitore di caramelle o cioccolatini è un elemento che impreziosisce la casa e gli occhi di chi la possiede.


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